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CULTURA | 12 luglio 2026, 16:00

18 luglio 1944, la memoria diventa un ponte verso la pace

L’ANPI Mont Emilius “E. Lexert - E. Menabreaz” rinnova il ricordo delle undici giovani vittime dell’eccidio nazifascista tra Nus e Fénis con un progetto che coinvolge comunità, scuole e cittadini attraverso l’arte, la Costituzione e i valori della Resistenza

18 luglio 1944, la memoria diventa un ponte verso la pace

Ci sono date che non appartengono soltanto al passato, ma continuano a interrogare il presente. Il 18 luglio 1944 è una di queste: una giornata segnata dal dolore e dalla violenza, ma che oggi viene trasformata in un’occasione di riflessione collettiva sui valori della libertà, della democrazia e della pace. Ogni anno l’ANPI – Sezione Mont Emilius “E. Lexert - E. Menabreaz” rende omaggio ai caduti della Resistenza valdostana e, in particolare, alle undici giovani vittime dell’eccidio compiuto dai nazifascisti nel territorio tra Nus e Fénis.

Quei ragazzi furono prelevati dalle Carceri Nuove di Torino e barbaramente assassinati come rappresaglia per un’azione partigiana. Un episodio di ferocia che ha lasciato una ferita profonda nella memoria delle comunità locali e che ancora oggi rappresenta un monito contro ogni forma di sopraffazione, odio e negazione dei diritti umani.

In un’epoca nella quale il mondo torna a essere attraversato da conflitti, tensioni internazionali, disuguaglianze e nuove forme di intolleranza, il modo più autentico per ricordare chi ha sacrificato la propria vita per la libertà è trasformare la memoria in impegno quotidiano. Non una celebrazione rivolta soltanto al passato, ma un percorso capace di parlare soprattutto alle nuove generazioni.

Da questa consapevolezza nasce il progetto promosso dall’ANPI Mont Emilius, insieme alla Biblioteca Intercomunale di Saint-Marcel, Nus e Fénis e alle amministrazioni comunali del territorio. Un’iniziativa diffusa che coinvolge cittadini di diverse età attraverso laboratori creativi dedicati ai temi della Resistenza, della Costituzione italiana e della costruzione della pace.

Il progetto invita bambini, ragazzi e adulti a confrontarsi con il significato della memoria attraverso il linguaggio universale dell’arte. I partecipanti hanno iniziato realizzando sassi ispirati alle pietre d’inciampo, per poi proseguire con decorazioni su legno e con la creazione di ali di colombe colorate, simbolo di pace e speranza. Le opere prodotte vengono successivamente donate ai monumenti dedicati alla Resistenza presenti sul territorio, dando vita a un vero e proprio “monumento diffuso”, destinato a crescere nel tempo grazie al contributo delle comunità.

Un percorso che non si limita quindi a ricordare una tragedia, ma che prova a costruire legami tra generazioni diverse. La memoria diventa così partecipazione concreta, uno strumento per rafforzare il senso di appartenenza e per ribadire che i valori conquistati con il sacrificio dei partigiani non possono essere considerati acquisiti una volta per tutte.

L’iniziativa ha già coinvolto numerosi partecipanti nei laboratori organizzati a Saint-Marcel e Fénis e si concluderà quest’anno sabato 18 luglio, dalle ore 10.00 alle 12.00, presso l’area Reboulaz di Nus. L’ultimo appuntamento sarà dedicato a un laboratorio di acquerello guidato dall’Associazione Artisti Valdostani con Cinzia De Pascalis e Mirella Todeschi.

Alla giornata saranno presenti, come da tradizione, i familiari delle vittime piemontesi, i rappresentanti delle amministrazioni comunali di Giaveno, dell’ANPI Giaveno-Val Sangone e delle sezioni ANPI del territorio. Un momento di incontro tra realtà diverse unite dal filo della memoria e dal comune impegno per difendere i principi democratici nati dalla lotta contro il nazifascismo.

Attraverso i colori dell’acquerello saranno rappresentate anche le montagne che furono culla della Resistenza e della nascita della Repubblica, trasformate in immagini capaci di unire il ricordo del sacrificio passato con la speranza per il futuro. Le vette, luoghi simbolici della lotta partigiana, diventeranno così lo sfondo di un messaggio universale di pace e solidarietà.

L’appuntamento del 18 luglio non sarà soltanto una commemorazione, ma un gesto collettivo per riaffermare che la libertà non è un patrimonio immobile, bensì una responsabilità che ogni generazione deve custodire. In un tempo nel quale la memoria rischia spesso di essere indebolita dall’indifferenza, iniziative come questa ricordano che conoscere la storia significa anche costruire strumenti culturali per affrontare il presente e immaginare un futuro fondato sulla dignità delle persone, sull’uguaglianza e sulla pace.

pi.mi.

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