L'Università della Valle d'Aosta continua a consolidare la propria presenza nei contesti internazionali attraverso uno dei suoi docenti più autorevoli. Patrik Vesan, Segretario generale della Fondazione comunitaria della Valle d'Aosta, co-direttore della rivista "Politiche sociali/Social Policies" edita dal Mulino, professore di Scienza politica presso l'Università della Valle d'Aosta, dove insegna tra l'altro Politiche sociali e del lavoro, nonché "2019 Senior Fellow" del Centre of Philanthropy and Civic Society della City University of New York, è stato chiamato a far parte del corpo docente del Progetto Africa della Scuola Nazionale dell'Amministrazione (SNA). Da anni Vesan si occupa di politiche del lavoro, inclusione sociale e contrasto alla povertà educativa, affiancando all'attività accademica consulenze per amministrazioni pubbliche regionali, istituzioni dell'Unione europea ed enti del Terzo Settore.
L'incarico rappresenta un riconoscimento di rilievo non soltanto per il docente valdostano, ma anche per l'ateneo regionale, chiamato indirettamente a contribuire a un progetto di cooperazione internazionale che si inserisce tra le iniziative più significative promosse dall'Italia nei confronti del continente africano.
Il programma nasce infatti nell'ambito del Piano Mattei per l'Africa, la strategia con cui il Governo italiano punta a rafforzare i rapporti con numerosi Paesi africani attraverso investimenti, cooperazione e sviluppo delle competenze amministrative. L'iniziativa è realizzata dalla Scuola Nazionale dell'Amministrazione, in collaborazione con il Dipartimento della Funzione Pubblica, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e l'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, e coinvolge 1.320 dirigenti e alti funzionari pubblici provenienti da Costa d'Avorio, Etiopia, Kenya e Tunisia.
Il percorso alterna formazione a distanza e attività in presenza. Dopo una prima fase di allineamento online, Patrik Vesan ha già svolto nei giorni scorsi le lezioni in Costa d'Avorio, mentre il prossimo appuntamento sarà in Tunisia, dove terrà un nuovo ciclo di formazione direttamente in lingua francese. Il programma si concluderà alla Reggia di Caserta, sede della Scuola Nazionale dell'Amministrazione, dove i migliori partecipanti selezionati nei quattro Paesi prenderanno parte a un momento conclusivo di approfondimento.
Il modulo affidato al docente valdostano riguarda soprattutto l'analisi delle politiche pubbliche e il rafforzamento della capacità amministrativa. Al centro delle lezioni vi sono temi oggi determinanti per qualsiasi amministrazione moderna: la governance multilivello, il coordinamento tra i diversi livelli istituzionali, la collaborazione tra amministrazioni, soggetti territoriali e partner esterni, oltre agli strumenti necessari per trasformare le decisioni politiche in risultati concreti.
L'impostazione, come sottolinea lo stesso Vesan, è volutamente lontana da un approccio puramente teorico. Il corso è pensato per dirigenti chiamati quotidianamente a operare in contesti complessi, nei quali non basta conoscere le regole amministrative, ma occorre sviluppare capacità di analisi, negoziazione, coordinamento e gestione delle risorse.
«Si tratta di un'esperienza professionale molto intensa e avanzata», osserva Patrik Vesan, spiegando di avere «l'occasione di lavorare con alcuni tra i più alti dirigenti dei Paesi partner, all'interno di un impianto pedagogico non classico, non meramente accademico, ma fortemente operativo». Il docente evidenzia come «il lavoro in aula parta da problemi reali di amministrazione pubblica: capacità di diagnosi, coordinamento, negoziazione, attuazione e valutazione delle politiche», aggiungendo che «questa esperienza mi permetterà sicuramente, al rientro, di affinare anche il taglio e le modalità della didattica rivolta ai nostri studenti e alle nostre studentesse in Italia».
L'iniziativa assume anche un significato politico ed economico che va oltre il semplice aggiornamento professionale. Il rafforzamento delle amministrazioni pubbliche rappresenta infatti uno degli strumenti attraverso cui il Piano Mattei punta a costruire relazioni più stabili tra l'Italia e i Paesi africani, favorendo istituzioni più efficaci, maggiore capacità di gestione dei progetti di sviluppo e una cooperazione fondata sul trasferimento di competenze piuttosto che sulla sola assistenza economica.
Per la Valle d'Aosta, la presenza di un proprio docente in un programma di questa portata conferma come le competenze sviluppate anche in un piccolo ateneo possano trovare spazio nei grandi progetti internazionali. È la dimostrazione che ricerca, formazione e conoscenza possono diventare strumenti di diplomazia e cooperazione, contribuendo alla crescita delle istituzioni pubbliche ben oltre i confini regionali e nazionali.













