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CULTURA | 10 luglio 2026, 10:00

Cervino CineMountain 2026, 41 film per raccontare la montagna che cambia

Dal 25 luglio al 1° agosto Breuil-Cervinia e Valtournenche ospiteranno la XXIX edizione del festival internazionale: in concorso 41 opere provenienti da quattro continenti, con 14 anteprime italiane, 3 anteprime mondiali, sei proiezioni fuori concorso e un programma dedicato ai più piccoli. Il cinema di montagna diventa uno strumento per leggere le trasformazioni ambientali, sociali e culturali del presente

The lama's son - Fluida Comunicazione

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La montagna non è più soltanto il luogo della memoria, delle tradizioni e del rapporto ancestrale tra uomo e natura. È diventata uno degli osservatori privilegiati del futuro, uno spazio dove i cambiamenti climatici, le trasformazioni economiche e le nuove forme di comunità mostrano con maggiore chiarezza le sfide del nostro tempo. È questo lo sguardo che caratterizzerà la XXIX edizione del Cervino CineMountain, in programma dal 25 luglio al 1° agosto 2026 a Breuil-Cervinia e Valtournenche, con una selezione internazionale che porta in Valle d’Aosta storie provenienti da quattro continenti.

Il festival propone 41 film in concorso, con 14 anteprime italiane e 3 anteprime mondiali, ai quali si aggiungono sei proiezioni fuori concorso e il percorso dedicato ai più giovani con il Cervino CineMountain Kids, per un’offerta complessiva di oltre cinquanta proiezioni. Documentari, fiction, animazione e opere ibride compongono un programma che supera i confini del tradizionale cinema di montagna per interrogarsi sul rapporto tra persone, territori e futuro.

Il punto di partenza della rassegna è racchiuso nelle parole di John Berger, secondo cui «il modo di vedere è una forma di conoscenza». Un principio che il Cervino CineMountain traduce in un percorso cinematografico capace di osservare la realtà attraverso prospettive diverse: dalla pastorizia ai nuovi modelli di vita nelle aree alpine, dal dialogo tra tradizione e modernità fino alle conseguenze del cambiamento climatico.

La montagna raccontata dal festival non è quindi un mondo isolato, ma un laboratorio nel quale si concentrano alcune delle questioni più importanti della contemporaneità. Lo scioglimento dei ghiacciai, la trasformazione dei paesaggi, la difficoltà di mantenere vive le comunità locali e la ricerca di nuovi equilibri tra sviluppo economico e tutela ambientale diventano temi centrali delle opere selezionate.

«Il cinema di montagna oggi non può limitarsi a celebrare la bellezza dei paesaggi – emerge dalla filosofia della rassegna – ma deve raccontare le persone che quei territori li abitano e le sfide che devono affrontare». Una prospettiva che assegna al festival anche un valore culturale e politico: parlare di montagne significa infatti parlare di aree fragili, di servizi essenziali, di spopolamento, di nuove opportunità economiche e del ruolo che questi territori possono avere nelle strategie di sviluppo sostenibile.

La presenza di produzioni internazionali conferma inoltre il ruolo del Cervino CineMountain come luogo di confronto tra esperienze diverse. Dalle comunità rurali ai grandi cambiamenti globali, le pellicole in programma mostrano come le montagne, pur con differenze profonde, siano unite da problemi e domande comuni.

Accanto alla competizione principale, il Cervino CineMountain Kids amplia il coinvolgimento del pubblico più giovane, proponendo un approccio alla montagna attraverso immagini, racconti e linguaggi capaci di avvicinare nuove generazioni ai temi dell’ambiente e della relazione con il territorio.

La Valle d’Aosta, con il Cervino come simbolo riconosciuto nel mondo, diventa così per una settimana un punto di osservazione internazionale sulle montagne del pianeta. Il festival non racconta soltanto ciò che sta cambiando sulle Alpi e nelle terre alte, ma invita a riflettere su una domanda più ampia: quale futuro vogliamo costruire per i luoghi dove il rapporto tra uomo e natura è più evidente e, proprio per questo, più delicato?

je.fe.

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