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FEDE E RELIGIONI | 10 luglio 2026, 08:00

Il Papa a pranzo con i poveri, a Castel Gandolfo la fragilità diventa il cuore della comunità

Il Papa a pranzo con i poveri, a Castel Gandolfo la fragilità diventa il cuore della comunità   L'11 luglio, nei giardini di Borgo Laudato Si' a Castel Gandolfo, Papa Leone accoglierà 200 persone in condizione di vulnerabilità, tra cui 35 bambini, per una giornata di condivisione, spiritualità e fraternità. L'iniziativa, promossa dal Centro di Alta Formazione Laudato Si' insieme alla Diocesi di Roma, rilancia il messaggio di una Chiesa aperta, capace di mettere al centro gli ultimi e di trasformare la fragilità in una risorsa per l'intera società

Il Papa a pranzo con i poveri, a Castel Gandolfo la fragilità diventa il cuore della comunità

Non sarà soltanto un pranzo, ma un gesto dal forte valore simbolico e pastorale. Nella stagione in cui il pontificato di Papa Leone insiste sulla prossimità verso chi vive ai margini, l'appuntamento di sabato 11 luglio nei giardini di Borgo Laudato Si', a Castel Gandolfo, vuole tradurre in un'esperienza concreta l'idea di una Chiesa che non aspetta le persone dietro le proprie mura, ma apre le porte e si fa casa.

Saranno 200 gli ospiti, accompagnati dalla Diocesi di Roma e dalle associazioni impegnate nell'assistenza ai più fragili. Tra loro ci saranno 35 bambini, rifugiati, madri sole, persone con disabilità e uomini e donne che stanno ricostruendo la propria vita grazie ai percorsi di formazione e inserimento lavorativo promossi dal Borgo. La giornata inizierà con la celebrazione della Messa, presieduta dal cardinale Fabio Baggio, direttore generale del Centro di Alta Formazione Laudato Si', concelebrata con il prefetto del Dicastero per il Servizio della Carità, monsignor de San Martín. Seguiranno un momento conviviale e una visita guidata all'interno del complesso.

A spiegare il significato dell'iniziativa è Donatella Parisi, coordinatrice della comunicazione del Centro, che sottolinea come il luogo stesso rappresenti un messaggio. «Questo posto così prezioso, rimasto chiuso al mondo per 400 anni e poi aperto da Papa Francesco e oggi spalancato da Papa Leone, ospita queste persone che per noi sono gli ospiti d'onore». Un'immagine che richiama l'idea di una Chiesa senza recinti, capace di riconoscere dignità e centralità proprio a chi troppo spesso viene relegato ai margini.

Il valore dell'evento assume anche una dimensione politica e sociale. In un'Europa attraversata dalle tensioni legate alle migrazioni, all'aumento delle disuguaglianze e alle nuove povertà, la scelta di dedicare un'intera giornata ai più vulnerabili rappresenta un richiamo concreto alla responsabilità collettiva. Parisi collega esplicitamente questa iniziativa al recente viaggio del Pontefice a Lampedusa, spiegando che «la Chiesa è aperta a chiunque ed è famiglia, comunità e approdo sicuro per chi ha più bisogno in questo momento». Un'affermazione che si inserisce nel solco della dottrina sociale della Chiesa, ma che assume anche un significato civile, invitando istituzioni e società a non considerare l'accoglienza soltanto come un'emergenza, bensì come una scelta di civiltà.

L'appuntamento vuole inoltre ribaltare lo sguardo tradizionale sulla povertà. Gli ospiti non sono destinatari passivi di un gesto di solidarietà, ma protagonisti di un incontro capace di arricchire l'intera comunità. «Spesso vengono considerati come coloro che hanno bisogno», osserva Donatella Parisi, «ma noi sperimentiamo ogni giorno che sono proprio queste persone a dare molto, arricchendo il Borgo e tutta la Chiesa con la loro presenza e con la loro richiesta di una visione diversa della società, un punto di vista che faccia della fragilità una nuova forza per le nostre comunità».

L'iniziativa guarda anche al futuro. L'obiettivo è coinvolgere ogni anno una diocesi diversa, trasformando questo appuntamento in un momento stabile di incontro tra il Papa e le periferie umane del Paese. Dopo la partecipazione della diocesi di Albano nel 2025, quest'anno sarà la volta di Roma, con l'intenzione di costruire una rete sempre più ampia di inclusione e condivisione.

Anche il mondo economico partecipa concretamente al progetto. Il pranzo sarà offerto dal ristorante romano L'Isola della Pizza, mentre il rinfresco mattutino è stato donato dal Bar Duomo di Albano, realtà già coinvolta nelle attività del Borgo. Un gesto che dimostra come imprese e attività commerciali possano diventare protagoniste di percorsi di responsabilità sociale, contribuendo a costruire comunità più coese attraverso piccoli ma significativi atti di solidarietà.

L'iniziativa si inserisce inoltre nel più ampio progetto culturale di Borgo Laudato Si', che coniuga tutela dell'ambiente, formazione, inclusione sociale e sviluppo sostenibile. Un percorso che Papa Leone segue personalmente e che trova ispirazione nell'eredità di Papa Francesco, rilanciata anche durante i recenti Borgo Dialogues, dedicati al rapporto tra impresa, lavoro e sostenibilità. Il principio resta quello di riconoscersi, come ricorda il Pontefice, «creature tra le creature», chiamate a costruire un modello di sviluppo più umano e meno dominato dalla logica del profitto.

In un tempo segnato da conflitti, crisi economiche e crescente frammentazione sociale, un pranzo condiviso può apparire un gesto semplice. Eppure proprio nella sua apparente semplicità risiede la sua forza. Perché ricordare che una comunità si misura da come accoglie i più fragili significa lanciare un messaggio che va oltre i confini della Chiesa: riguarda la qualità della democrazia, la capacità delle istituzioni di non lasciare indietro nessuno e la volontà di costruire una società nella quale la dignità della persona resti il primo criterio di ogni scelta politica, economica e sociale.

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