L'estate porta con sé il sole, la chiusura delle scuole e una domanda che ogni anno migliaia di famiglie si pongono: dove possono trascorrere le giornate i bambini e gli adolescenti in un ambiente sicuro, educativo e accessibile? Per molti la risposta continua a essere l'oratorio. Un luogo che va ben oltre il semplice cortile dove giocare a pallone, ma che rappresenta un presidio sociale, educativo e di comunità. Tuttavia, proprio perché gli oratori sono una risorsa preziosa, hanno bisogno di essere adeguati ai tempi e di disporre di spazi moderni e sicuri. È in questo contesto che si inserisce il nuovo accordo firmato ieri tra la Conferenza Episcopale Italiana e il Governo. E la domanda, guardando alla realtà valdostana, nasce spontanea: la Curia vescovile di Aosta parteciperà al bando?
Il presidente della CEI, il cardinale Matteo Zuppi, e il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, hanno sottoscritto un protocollo d'intesa finalizzato a promuovere la realizzazione e la riqualificazione degli spazi sportivi presenti negli oratori situati nelle aree urbane caratterizzate da maggiori fragilità sociali ed educative.
L'accordo arriva dopo lo stanziamento di 50 milioni di euro, finanziati attraverso il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2021-2027, destinati proprio al mondo degli oratori. Come spiega la Conferenza Episcopale Italiana, le risorse serviranno alla costruzione di nuovi playground, alla riqualificazione degli impianti sportivi già esistenti e all'allestimento di spazi polifunzionali dedicati alle attività sportive, ludiche e ricreative. I soggetti beneficiari dovranno garantire un cofinanziamento minimo pari al 15% dell'investimento.
L'intesa non si limita però all'aspetto economico. Prevede infatti la costituzione di un Tavolo tecnico permanente tra gli uffici del Ministero e quelli della CEI, incaricato di seguire l'attuazione degli interventi, monitorarne lo sviluppo e favorire lo scambio di esperienze e buone pratiche. L'obiettivo dichiarato è rafforzare il ruolo degli oratori come strumenti di contrasto alla dispersione scolastica, alla povertà educativa e al disagio giovanile, attraverso la promozione dello sport e di corretti stili di vita.
Nel presentare il protocollo, il ministro Andrea Abodi ha evidenziato la portata storica dell'iniziativa, spiegando che «per la prima volta nella storia repubblicana destiniamo risorse così significative a questo patrimonio della nostra Nazione». Il ministro ha ricordato che ai 19,5 milioni di euro già previsti nel quadriennio 2025-2028 per sostenere le attività sportive negli oratori si aggiungono ora altri 50 milioni di euro, precisando che il relativo bando sarà pubblicato entro il prossimo mese.
Abodi ha sottolineato come «investire negli oratori significa investire nei bambini, negli adolescenti e nei giovani, offrendo loro luoghi sicuri e gratuiti dove crescere attraverso lo sport, costruendo relazioni e alimentando il senso di comunità». Un investimento che, nelle intenzioni del Governo, punta a trasformare il riconoscimento costituzionale del valore educativo dello sport in opportunità concrete per le nuove generazioni.
Sulla stessa linea anche il presidente della CEI, il cardinale Matteo Zuppi, secondo il quale «la firma di questa intesa rappresenta un ulteriore segno di attenzione verso i giovani, in particolare quelli più esposti al disagio». Per il porporato, riqualificare gli impianti sportivi degli oratori, soprattutto nelle periferie, significa creare nuove opportunità di crescita e contribuire a ricucire le fratture sociali delle città.
Zuppi ha inoltre evidenziato come l'accordo rappresenti un esempio concreto di collaborazione tra Chiesa e istituzioni nel rispetto del principio di sussidiarietà, valorizzando gli oratori come «presìdi educativi e di legalità» capaci di offrire speranza, inclusione e occasioni di incontro. Un ringraziamento particolare è stato rivolto ai parroci, agli educatori, agli animatori, alle associazioni sportive e a tutti coloro che, soprattutto durante i mesi estivi, mantengono vivi questi luoghi di aggregazione.
Per la Valle d'Aosta questa iniziativa potrebbe rappresentare un'occasione significativa. Molti oratori svolgono già oggi un ruolo fondamentale nell'accoglienza dei ragazzi durante il periodo estivo e nell'organizzazione di attività sportive, ricreative e formative. L'accesso a queste risorse consentirebbe di migliorare strutture spesso datate, rendendole più sicure, moderne e inclusive.
La vera questione, ora, riguarda la capacità del territorio di cogliere questa opportunità. Sarà interessante capire se la Diocesi di Aosta e le parrocchie valdostane presenteranno progetti in grado di intercettare una parte dei finanziamenti nazionali. Perché, al di là delle cifre, il significato di questo intervento è chiaro: investire negli oratori significa investire nella prevenzione del disagio, nella crescita delle comunità e nel futuro dei giovani. E in un tempo in cui la povertà educativa e la solitudine degli adolescenti sono sfide sempre più evidenti, ogni spazio restituito ai ragazzi diventa un investimento che produce benefici ben oltre il campo da gioco.










