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ATTUALITÀ | 24 giugno 2026, 09:16

Il bello nascosto dalla macchia di sporco così come una nuvoletta copre il sole

Le fotografie che l'assessore Corrado Cometto ha mostrato in Consiglio comunale raccontano una città diversa da quella che spesso emerge sui social network. Fioriere curate, rotatorie colorate, alberature in salute, aree verdi ordinate. Immagini che meritano di essere viste e riconosciute

Il bello nascosto dalla macchia di sporco così come una nuvoletta copre il sole

Sarebbe infatti sbagliato sostenere che il verde pubblico di Aosta sia complessivamente abbandonato. Non lo è. Le fotografie dimostrano il contrario e testimoniano un lavoro che esiste, che viene svolto quotidianamente e che produce risultati visibili.

Eppure esiste anche un'altra verità. Basta una sola aiuola trascurata, un'aiuola secca, una zona lasciata indietro perché l'occhio cada immediatamente lì. È la natura umana. Il brutto attira più del bello. Una piccola nuvola può coprire il sole.

L'assessore ha ragione quando invita a guardare l'insieme. Le criticità esistono, ma sono circoscritte e localizzate. Sarebbe scorretto raccontare soltanto quelle. Così come sarebbe sbagliato ignorarle.

Forse però il tema vero va oltre il verde pubblico.

Perché il problema che molti cittadini percepiscono non è tanto l'aiuola in sé, quanto il senso generale di disordine che in alcune zone della città rischia di prevalere. Vetrine chiuse o abbandonate, cantieri sospesi, spazi degradati, incuria privata, comportamenti incivili che si appropriano del bene comune. Tutti elementi che finiscono per oscurare anche ciò che funziona.

È come indossare un elegantissimo abito da cerimonia. Se sull'abito compare una macchia, gli occhi di tutti si fermeranno sulla macchia e non sull'eleganza del vestito. Non perché il vestito sia brutto, ma perché il difetto cattura immediatamente l'attenzione.

Ecco perché il dibattito sul verde pubblico dovrebbe forse diventare una riflessione più ampia sulla qualità urbana. Il verde è importante, ma da solo non basta. La bellezza di una città nasce dall'insieme: decoro, sicurezza, pulizia, controllo del territorio, rispetto degli spazi comuni e responsabilità dei cittadini.

Aosta possiede molti angoli belli. Le fotografie di Cometto lo dimostrano. Ma per valorizzarli davvero occorre che tutti facciano la propria parte. Gli amministratori, certo. Ma anche chi è chiamato a vigilare sul decoro urbano, chi deve garantire ordine e sicurezza, i proprietari degli immobili abbandonati e, soprattutto, quei cittadini che troppo spesso confondono il bene comune con una terra di nessuno.

La sfida non è scegliere tra il bello e il brutto. La sfida è continuare a curare il bello e, contemporaneamente, eliminare quelle macchie che finiscono per nasconderlo.

Perché una città si giudica anche dalle sue aiuole. Ma non soltanto da quelle.

pi.mi.

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