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FEDE E RELIGIONI | 23 giugno 2026, 08:00

Estate Ragazzi, oratori e telefoni: il richiamo del Papa che parla anche alla Valle d’Aosta

dal dialogo tra Papa Leone XIV e i ragazzi dell’“Estate Ragazzi in Vaticano” arriva un messaggio chiaro contro la dipendenza da smartphone e schermi. Un tema che risuona forte anche negli oratori e nei centri estivi delle parrocchie valdostane, dove ogni estate educatori e volontari provano a ricostruire comunità, gioco e relazioni vere

Estate Ragazzi, oratori e telefoni: il richiamo del Papa che parla anche alla Valle d’Aosta

Il confronto tra Papa Leone XIV e i ragazzi dell’“Estate Ragazzi in Vaticano” ha il sapore semplice delle cose importanti. Niente grandi proclami, ma una serie di domande e risposte che finiscono dritte nel cuore di un tema ormai quotidiano: la fatica di staccarsi dagli schermi.

Il Papa lo dice con parole che non hanno bisogno di interpretazioni: la tecnologia è utile, aiuta, accompagna. Ma diventa un problema quando sostituisce le relazioni. Quando anche nello stare insieme, ognuno resta dentro il proprio telefono. E soprattutto quando il rischio è quello di vivere più “connessi” ai dispositivi che alle persone.

Il passaggio più diretto è quello che ha fatto il giro del dibattito: anche la Bibbia e la preghiera, se restano dentro uno schermo, non bastano. “Dio non vuole guardare il telefonino”, è la frase che sintetizza tutto: la fede, ma anche la vita quotidiana, hanno bisogno di presenza reale, non solo digitale.

E poi c’è un altro punto che colpisce: il richiamo a non perdere la capacità di orientarsi da soli. Il Papa racconta dei GPS, delle mappe, degli errori di percorso. E arriva al cuore del discorso: la tecnologia può aiutare, ma non deve sostituire il pensiero, la scelta, la responsabilità personale.

Se ci si sposta dal Vaticano alla Valle d’Aosta, il messaggio non perde forza. Anzi, si amplifica. Perché proprio qui, nei piccoli centri della regione, gli oratori parrocchiali e i centri estivi sono da anni uno dei pochi presìdi sociali veri durante l’estate.

Da Aosta ai paesi della bassa e dell’alta valle, le parrocchie continuano a organizzare Estate Ragazzi, campi, attività sportive, laboratori, giornate in montagna. Strutture spesso essenziali, senza grandi mezzi, ma con un capitale umano decisivo: educatori, volontari, catechisti, giovani animatori che tengono insieme comunità e generazioni.

Ed è proprio lì che il tema del telefono diventa concreto, quotidiano, quasi fisico. Perché nei cortili degli oratori si vede ogni giorno la stessa scena: all’inizio i ragazzi entrano con lo sguardo ancora agganciato allo schermo, poi lentamente si staccano, attratti da un pallone, da un gioco di gruppo, da una camminata, da una risata.

Non è una guerra alla tecnologia, nessuno la vive così. È piuttosto una piccola “disintossicazione sociale”, spesso temporanea, ma significativa. Un ritorno forzato – e insieme liberatorio – alla relazione diretta.

Il punto politico e culturale, se vogliamo leggerlo così, è tutto qui: gli oratori e i centri estivi parrocchiali in Valle d’Aosta non sono solo spazi ricreativi, ma veri laboratori di comunità. In un’epoca in cui la solitudine digitale cresce anche nei piccoli paesi, questi luoghi fanno esattamente quello che il Papa richiama: rimettono al centro il contatto umano.

E non è un caso che il problema emerga proprio in estate, quando le scuole chiudono e le famiglie si trovano spesso senza alternative strutturate. Senza questi spazi, il rischio è semplice: più tempo davanti agli schermi, meno tempo nella relazione reale.

Il riconoscimento simbolico al Papa come “capo esploratore” con tanto di kit consegnato dai ragazzi può sembrare una curiosità leggera. Ma in realtà chiude bene il cerchio: l’idea che crescere sia ancora un’avventura da fare insieme, non da soli davanti a uno schermo.

E forse è proprio questo il punto che vale anche per la realtà valdostana: non serve demonizzare il digitale, ma ricordarsi che nessun GPS può sostituire la capacità di orientarsi nella vita insieme agli altri.

E lì, tra un oratorio di paese e un cortile parrocchiale, questa cosa si vede ancora abbastanza bene.

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