In una piazza San Pietro baciata dal sole del primo giorno d’estate, Papa Leone XIV ha lanciato un forte appello alla comunità internazionale affinché nessuno resti indifferente davanti al dramma di milioni di persone costrette a fuggire dalla propria terra. Al termine della recita dell’Angelus di domenica 21 giugno, il Pontefice ha ricordato la 75ª Giornata Mondiale del Rifugiato, celebrata il giorno precedente, invitando governi e cittadini a non voltarsi dall’altra parte di fronte a chi cerca protezione e sicurezza.
«Nessuno può voltarsi dall’altra parte di fronte a chi cerca protezione e sicurezza», ha affermato Leone XIV, rilanciando un messaggio che pone al centro la dignità della persona e il dovere dell’accoglienza. Un richiamo che arriva in un momento storico segnato da guerre, persecuzioni e crisi umanitarie che continuano a spingere milioni di persone ad abbandonare le proprie case.
Il Papa ha ricordato come la Giornata Mondiale del Rifugiato sia legata all’anniversario della Convenzione sullo status dei rifugiati, il trattato internazionale nato per garantire tutela a quanti sono perseguitati e costretti all’esilio. Da qui l’auspicio che quello stesso spirito continui ancora oggi a guidare le scelte politiche dei responsabili delle nazioni.
«Esorto tutti ad accogliere coloro che sono vittime di persecuzione, perché possano vivere in pace, con dignità, e guardare al futuro con speranza», ha detto il Pontefice.
Le parole del Papa trovano riscontro nei numeri forniti dall’UNHCR. Secondo il Global Trends Report 2025, circa 117,8 milioni di persone nel mondo sono state costrette a fuggire da conflitti, violenze e persecuzioni. Una cifra impressionante che equivale a una persona ogni settanta abitanti del pianeta. Ancora più drammatico il dato relativo ai minori: il 38 per cento dei rifugiati è composto da bambini.
L’Angelus è stato anche l’occasione per rivolgere un saluto particolare ai partecipanti del Catholic Pentecostal International Dialogue, organismo nato per favorire il dialogo e la comprensione reciproca tra cattolici e pentecostali. Salutandoli in lingua inglese, Leone XIV ha richiamato un principio fondamentale della tradizione cristiana: «La Chiesa crede mentre prega». Un riferimento alla formula latina lex orandi, lex credendi, che sottolinea il legame profondo tra preghiera e fede e che, secondo il Papa, assume un valore particolare nel tempo presente.
Non è mancato, infine, un momento di dolore e vicinanza alle famiglie colpite da una tragedia avvenuta in Brasile. Il Pontefice ha assicurato la propria preghiera per i sette giovani giocatori di basket che hanno perso la vita in un incidente stradale nello Stato del Ceará. I ragazzi stavano rientrando a casa a bordo di un autobus dopo aver conquistato la vittoria in un torneo di categoria. Una tragedia che ha profondamente scosso il Paese sudamericano e che Leone XIV ha voluto ricordare pubblicamente, affidando alla preghiera le vittime e i loro familiari.
Tra richiami alla solidarietà, all’accoglienza e alla fraternità tra i popoli, l’Angelus di questa domenica ha confermato una delle linee portanti del pontificato di Leone XIV: riportare al centro dell’attenzione le persone più fragili, chiedendo alla politica internazionale e alle coscienze individuali di non cedere all’indifferenza.








