Momenti di grande tensione nella giornata di ieri alla casa circondariale di Brissogne, dove un detenuto poco più che ventenne ha appiccato un incendio all'interno della propria camera detentiva, generando una situazione di grave pericolo sia per sé stesso sia per il personale in servizio.
Secondo quanto riferito dal Sindacato nazionale autonomo di Polizia penitenziaria (Sinappe), gli agenti sono intervenuti tempestivamente non appena è stato lanciato l'allarme. Il giovane, in evidente stato di agitazione, avrebbe tentato anche di aggredire gli operatori che stavano cercando di metterlo in sicurezza. Nonostante il rischio rappresentato dalle fiamme e dal denso fumo che aveva ormai invaso la sezione, il personale è riuscito a entrare nella cella e a portare in salvo il detenuto.
L'intervento, però, ha avuto conseguenze anche per gli stessi poliziotti. Due appartenenti alla Polizia penitenziaria sono infatti rimasti intossicati dal fumo sviluppato dall'incendio e sono stati trasportati al Pronto soccorso dell'ospedale regionale "Umberto Parini" di Aosta, dove sono stati sottoposti agli accertamenti e alle cure del caso.
«Un intervento drammatico che ha salvato una vita umana, ma che ha purtroppo lasciato il segno», sottolinea il Sinappe, evidenziando come il personale abbia agito con grande prontezza e senso del dovere in una situazione di estrema criticità.
Per Matteo Ricucci, vice segretario regionale del Sinappe per Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta, «i colleghi hanno dato una grandiosa dimostrazione di umanità e professionalità, mettendo a rischio la propria incolumità pur di salvare quella del detenuto».
Ancora più duro il commento del segretario nazionale del sindacato, Raffaele Tuttolomondo, che torna a denunciare le difficili condizioni nelle quali opera il personale penitenziario. «Quanto accaduto a Brissogne dimostra che la situazione ha superato ogni limite: servono riforme strutturali, tutele reali e sanzioni severe per chi aggredisce il personale e destabilizza la sicurezza. Non si può pretendere che l'incolumità degli agenti sia costantemente affidata ad atti di puro eroismo».
L'episodio riaccende l'attenzione sulle criticità del sistema penitenziario italiano. Negli ultimi anni gli istituti di pena hanno registrato un incremento degli episodi di tensione, con incendi, aggressioni e gesti di autolesionismo spesso collegati al sovraffollamento, alla carenza di personale e alla presenza di detenuti con fragilità psichiche o comportamentali. Una situazione che mette quotidianamente alla prova la Polizia penitenziaria, chiamata a garantire contemporaneamente sicurezza, ordine interno e tutela dell'incolumità delle persone detenute.
L'incendio di Brissogne rappresenta l'ennesima dimostrazione di quanto il lavoro degli agenti si svolga spesso in condizioni di elevato rischio, con interventi che richiedono sangue freddo, preparazione e una notevole capacità di gestione delle emergenze.













