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ATTUALITÀ POLITICA | 04 giugno 2026, 11:05

Pollein, tariffe riviste, bilancio e Les Iles: tra conti, convenzioni e identità il Consiglio ridisegna la gestione del territorio

Seduta articolata a Pollein con variazioni di bilancio, nuove tariffe per l’uso degli spazi pubblici, convenzioni intercomunali e aggiornamenti sul campeggio di Les Iles. Approvati anche nuovi toponimi in francoprovenzale e valorizzate iniziative scolastiche sul territorio

Quando in un consiglio comunale di Pollein si incrociano Angelo Filippini, Maurizio Borbey e una lunga sequenza di delibere tecniche, il rischio è sempre lo stesso: che la politica amministrativa sembri una materia per addetti ai lavori. E invece, dietro numeri e convenzioni, c’è sempre la sostanza di come un comune decide di vivere i propri spazi, i propri soldi e perfino la propria identità.

La seduta del Consiglio comunale di Pollein del 3 giugno 2026 si è aperta con l’approvazione dei verbali precedenti, ma è presto entrata nel vivo con una delle questioni più concrete e, al tempo stesso, più delicate: la gestione economica del patrimonio comunale.

A illustrare il punto sulle tariffe è stato il sindaco Angelo Filippini, che ha dovuto mettere insieme due esigenze apparentemente in tensione: da un lato la sostenibilità economica degli spazi pubblici, dall’altro la funzione sociale degli stessi. Il caso concreto riguarda l’utilizzo del salone ricevimento e dello scaldavivande da parte di una cooperativa sociale per i centri estivi. Un servizio che, come ha ricordato lo stesso Filippini, ha una ricaduta diretta sulle famiglie del territorio e dei comuni vicini.

Ma la logica dei numeri è stata altrettanto chiara: una media di 5.763,30 euro annui di introiti per 148 giorni di utilizzo non può reggere richieste di occupazione prolungata senza una revisione delle tariffe. Da qui la scelta di introdurre una tariffa forfettaria per utilizzi oltre i 30 giorni della struttura della Grand Place, fissata a 1.250 euro (IVA esclusa), come spiegato dal vicesindaco Maurizio Borbey. Una cifra che prova a dare ordine a un principio semplice ma spesso trascurato: il patrimonio pubblico non è infinito, né gratuito nel suo uso prolungato.

Sul fronte finanziario, il Consiglio ha poi approvato una variazione al DUPS 2026/2028 e al bilancio di previsione, con l’applicazione di 8.500 euro di avanzo di amministrazione. Le risorse sono state destinate in modo piuttosto pragmatico: 6.000 euro alla manutenzione dell’impianto di sorveglianza e 2.500 euro alle reti paramassi corticali. Scelte poco “visibili”, ma decisamente centrali per la sicurezza quotidiana.

Non meno rilevante la parte organizzativa, con l’approvazione della convenzione per la gestione associata del Segretario comunale con Charvensod come ente capofila, e la revisione dell’accordo con Brissogne per la mensa scolastica. Qui emerge un principio politico-amministrativo ormai consolidato: i piccoli comuni sopravvivono (e funzionano) attraverso la rete delle convenzioni.

Spazio anche alla toponomastica, con l’approvazione delle denominazioni ufficiali di cinque luoghi del territorio e delle rispettive varianti francoprovenzali: La Barmaz, Chénoz, La Giquettaz, Plan-de-Croix e Tissonière. Un passaggio che, al di là dell’apparente tecnicismo, ha un valore identitario preciso: dare forma ufficiale alla memoria linguistica del territorio.

In chiusura, il sindaco Filippini ha aggiornato il Consiglio sulla vicenda del campeggio di Les Iles, dove il partenariato pubblico-privato è stato risolto per gravi inadempimenti del concessionario, oggi in liquidazione giudiziale. La questione resta aperta e delicata: ora il Comune dovrà scegliere una nuova strada. E il tono del sindaco non ha nascosto la complessità del momento, parlando esplicitamente della necessità di “far risorgere l’area”.

A margine della seduta, un elemento meno burocratico ma significativo: nella sala consiliare sono stati esposti il plastico di Pollein e il fumetto “Niellop à la découverte de notre commune”, realizzati dagli alunni della scuola primaria nell’ambito del concorso del CELVA. Un riconoscimento simbolico ma eloquente, perché ricorda che l’amministrazione non è solo gestione, ma anche educazione civica diffusa.

E forse è proprio qui la sintesi della serata: tra delibere, convenzioni e bilanci, resta l’idea che un comune non si misura solo nei numeri approvati, ma nella capacità di tenere insieme efficienza amministrativa e identità collettiva.

pi.mi./ob

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