La sentenza della Corte costituzionale del 19 maggio 2026 entra ufficialmente nell’agenda politica e amministrativa del Comune di Aosta. Nella seduta del Consiglio comunale di ieri sono state infatti discusse due interpellanze, trattate congiuntamente, che chiedevano chiarimenti sugli effetti della decisione che ha dichiarato illegittimo l’articolo 16 della legge regionale n. 15/2025, con cui era stata introdotta una disciplina speciale per la segreteria generale del Comune.
Al centro del confronto, le conseguenze pratiche della pronuncia, la posizione attuale della segreteria generale e soprattutto le ricadute sugli atti adottati nel periodo di vigenza della norma poi bocciata dalla Consulta.
Nel comunicato dell’ufficio stampa si legge che i consiglieri hanno chiesto “chiarimenti sulle conseguenze amministrative e organizzative derivanti dalla pronuncia della Corte, sulla posizione attuale della segreteria generale del Comune, sulle modalità e sui tempi con cui l’Amministrazione intenda procedere al ripristino della piena conformità alla normativa vigente e sugli eventuali contatti con la Regione Valle d’Aosta per una revisione del quadro normativo”.
Non solo: è stata sollevata anche la questione più delicata, cioè “le possibili ricadute della sentenza sugli atti amministrativi adottati nella vigenza della disposizione dichiarata incostituzionale”.
Nel corso del dibattito è intervenuto il sindaco Raffaele Rocco, che ha difeso l’impianto dell’azione amministrativa, riportando la vicenda dentro un perimetro di legittimità formale e istituzionale.
“La sentenza censura una scelta legislativa della Regione e non una scelta arbitraria del Comune di Aosta o la professionalità del soggetto incaricato” ha affermato il sindaco, aggiungendo che “il decreto di nomina era basato su una legge regionale allora vigente ed efficace e il Comune ha agito in coerenza con il quadro normativo e applicativo esistente”.
Rocco ha poi spiegato che, dopo la pronuncia, l’Amministrazione ha attivato un percorso di verifica: “A seguito della pronuncia della Corte abbiamo immediatamente avviato le valutazioni necessarie, anche attraverso un parere legale, per conformare gli atti alle indicazioni normative”.
Sul punto più sensibile, quello della tenuta degli atti amministrativi, il sindaco ha chiarito: “Gli atti adottati sotto la vigenza del segretario non decadono ma si apre ora una fase che richiede di tutelare gli interessi del Comune di Aosta rispetto a una figura centrale nell’organizzazione dell’Ente”.
Infine, uno sguardo al futuro assetto organizzativo: “L’assetto futuro della nomina del segretario comunale resta una questione aperta, anche in considerazione della posizione particolare del capoluogo rispetto agli altri Comuni valdostani e dovrà essere affrontato con il necessario livello di certezza e competenza”.
Dopo la discussione, entrambe le consigliere proponenti — Sylvie Spirli per la prima interpellanza e Katya Foletto per la seconda — hanno dichiarato di essere soddisfatte delle risposte ricevute dall’Amministrazione.
La questione, tuttavia, resta tutt’altro che chiusa: la necessità di riallineare il quadro normativo e chiarire definitivamente gli effetti della sentenza della Consulta apre ora una fase tecnica e politica che inevitabilmente continuerà a pesare sul lavoro degli uffici e sugli equilibri istituzionali del Comune.













