C’è un luogo comune duro a morire: che i giovani siano distanti dalla politica, disinteressati, quando non apertamente ostili. Poi, però, basta guardare dentro le realtà locali – quelle vere, fatte di consigli comunali, riunioni serali e problemi concreti – per accorgersi che la verità è un’altra.
Lunedì 4 maggio, l’Assemblea congressuale di ANCI Giovani Valle d’Aosta ha offerto una fotografia diversa, più autentica e, soprattutto, più incoraggiante. Non una passerella, ma un momento istituzionale serio, in cui ragazze e ragazzi che hanno scelto di impegnarsi nei propri Comuni si sono ritrovati per costruire, discutere e assumersi responsabilità.
Su proposta del Coordinatore regionale, Firmino Thérisod, l’Assemblea ha nominato i componenti della Consulta ANCI Giovani Valle d’Aosta, individuando anche il nuovo Vice Coordinatore nella figura di Katya Chabloz, Assessore del Comune di Brissogne.
Accanto a loro, una squadra ampia e rappresentativa del territorio: Leon Bianquin, Giuseppe Manuel Cipollone, Matteo Dooms, Lorenzo Faustinelli, Matteo Fonte, Sylvie Hugonin, Alex Impieri, Sara Maganone, Valerie Poletto, Lorenzo Quey e Jacques Rivelli. Nomi diversi, provenienze diverse, ma una scelta comune: metterci la faccia.
Ed è proprio qui che sta il punto. Fare politica oggi, soprattutto a livello locale, non è comodo. Non porta privilegi, non garantisce scorciatoie. Al contrario, significa esporsi, ascoltare critiche, affrontare problemi spesso complessi con risorse limitate. Significa, in una parola, assumersi una responsabilità.
La Consulta ANCI Giovani non è un organismo simbolico. È uno spazio reale di confronto, coordinamento e proposta. Un luogo dove esperienze diverse si incontrano e si contaminano, dove si costruiscono idee e si prova a tradurle in azioni concrete. È, se vogliamo, una piccola palestra di buona politica.
Il rinnovo dei suoi componenti, dopo le elezioni comunali del settembre 2025, va letto proprio in questa chiave: non come un semplice adempimento formale, ma come un segnale di continuità e rilancio. L’obiettivo è chiaro: rafforzare il coinvolgimento degli amministratori under 35 e dare loro un ruolo sempre più incisivo nella definizione delle politiche locali.
E qui serve dirlo senza giri di parole: se la politica vuole recuperare credibilità, deve ripartire anche – e soprattutto – da queste esperienze. Da chi sceglie di impegnarsi senza reti di protezione, da chi conosce i problemi del territorio perché li vive ogni giorno, da chi non può permettersi di promettere senza poi mantenere.
Il Coordinatore regionale Firmino Thérisod ha parlato di partecipazione e di clima di collaborazione. Parole che, in un contesto spesso segnato da divisioni sterili, suonano quasi controcorrente. Eppure sono esattamente ciò di cui c’è bisogno: meno personalismi, più lavoro condiviso.
Sostenere questi giovani amministratori non significa essere ingenui o indulgenti. Significa riconoscere che esiste una generazione che non si limita a criticare, ma prova a costruire. E che, nel farlo, merita attenzione, ascolto e – quando serve – anche fiducia.
Perché il futuro delle istituzioni non si costruisce nei grandi proclami, ma nei piccoli Comuni, nelle decisioni quotidiane, nella capacità di tenere insieme idealità e concretezza.
E in Valle d’Aosta, a quanto pare, c’è ancora chi ha voglia di provarci davvero.













