C’è qualcosa di profondamente sbagliato, quasi offensivo, nel modo in cui Aosta sta affrontando la vicenda della chiusura delle gallerie del raccordo A5-SS27 del Gran San Bernardo. Non è solo una questione tecnica, né un semplice problema di viabilità. È, prima di tutto, un fallimento politico e istituzionale.
A dirlo senza mezzi termini sono i gruppi consiliari di Lega Vallée d’Aoste, Renaissance Valdôtaine, Fratelli d’Italia Valle d’Aosta, Alleanza Verdi Sinistra e il Gruppo Misto di minoranza del Comune di Aosta, che parlano apertamente di una gestione opaca e insufficiente. “La maggioranza ha scelto di dare priorità agli equilibri politici regionali piuttosto che alla chiarezza verso i cittadini”, attaccano, mettendo nero su bianco un’accusa pesante.
La chiusura delle gallerie di Côte de Sorreley e Signayes non è un dettaglio: è un evento che rischia di riversare circa 1,8 milioni di veicoli all’anno sulla viabilità urbana. Tradotto: traffico paralizzato, aria irrespirabile, sicurezza compromessa attorno a scuole, ospedali e attività commerciali. Eppure, di fronte a uno scenario del genere, la risposta della politica locale è stata debole, confusa, inadeguata.
Ancora una volta, i gruppi consiliari di Lega Vallée d’Aoste, Renaissance Valdôtaine, Fratelli d’Italia Valle d’Aosta, Alleanza Verdi Sinistra e il Gruppo Misto di minoranza del Comune di Aosta centrano il punto: “Nessuno sa nulla: la notizia delle chiusure è emersa improvvisamente, senza una reale condivisione istituzionale preventiva con il Comune”. Una frase che, da sola, basterebbe a spiegare la gravità della situazione.
Il problema non è solo cosa succederà da giugno. Il problema è come si è arrivati fin qui. Senza confronto, senza pianificazione, senza rispetto per le istituzioni locali. “Non hanno accettato alcun emendamento sostanziale per non disturbare i vertici regionali”, insistono i gruppi consiliari di Lega Vallée d’Aoste, Renaissance Valdôtaine, Fratelli d’Italia Valle d’Aosta, Alleanza Verdi Sinistra e il Gruppo Misto di minoranza del Comune di Aosta, denunciando un atteggiamento che sa più di sudditanza che di responsabilità.
E mentre Aosta arranca, altrove si fa esattamente il contrario. In Vallese, situazioni analoghe vengono affrontate con metodo, coordinamento e trasparenza. Non è teoria: è realtà documentata, come raccontato qui https://www.valledaostaglocal.it/2026/04/28/leggi-notizia/argomenti/chez-nous/articolo/apprendre-du-valais.html
Lì si programma. Qui si improvvisa.
Il vuoto più grave resta quello delle soluzioni. Nessun piano concreto per gestire l’impatto, nessuna strategia chiara per evitare il collasso della città. “Un documento depotenziato che non affronta il nodo del problema: lo scaricabarile tra enti”, denunciano ancora i gruppi consiliari di Lega Vallée d’Aoste, Renaissance Valdôtaine, Fratelli d’Italia Valle d’Aosta, Alleanza Verdi Sinistra e il Gruppo Misto di minoranza del Comune di Aosta.
E infatti è proprio questa la sensazione dominante: uno scaricabarile continuo tra livelli istituzionali, mentre i cittadini restano spettatori impotenti. O peggio, vittime.
“La trasparenza e l’assunzione di responsabilità vengono prima di ogni logica di schieramento”, ribadiscono i gruppi consiliari di Lega Vallée d’Aoste, Renaissance Valdôtaine, Fratelli d’Italia Valle d’Aosta, Alleanza Verdi Sinistra e il Gruppo Misto di minoranza del Comune di Aosta. Parole che suonano come un richiamo forte, ma anche come un atto d’accusa.
Perché qui non si parla solo di traffico. Si parla di rispetto istituzionale, di credibilità politica, di fiducia tra cittadini e amministratori.
E oggi, quella fiducia, è ferma in coda.













