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ATTUALITÀ | 01 aprile 2026, 23:50

Velina Rossonera e Arcobaleno - politica pallonara in tutti i sensi

Cronache semiserie da Palazzo e dintorni: dove il pallone rimbalza meglio delle responsabilità

Velina Rossonera e Arcobaleno - politica pallonara in tutti i sensi

C’è un momento, nella vita politica italiana, in cui tutto si ferma. Non per una crisi economica. Non per un’emergenza sociale. Non per i salari fermi, le imprese in affanno o i servizi pubblici che arrancano.

No.
Per una partita persa.

L’Italia non va ai Mondiali per la terza volta consecutiva, e improvvisamente il Parlamento si trasforma in una curva sud permanente. Interventi a raffica, dichiarazioni indignate, richieste di dimissioni, analisi tecniche degne del bar sotto casa.

In prima linea Ignazio La Russa, che guida la carica con piglio marziale: “A tutto c’è un limite”. E infatti il limite sembra essere stato superato. Non dalla disoccupazione giovanile. Non dal potere d’acquisto evaporato. Ma da un rigore sbagliato.

A ruota, il solito coro. Il colpevole va trovato, possibilmente in fretta, meglio se con nome e cognome: Gabriele Gravina. Perché in Italia funziona così: se il pallone non entra, qualcuno deve uscire.

E mentre si alza la polvere, spunta anche Roberto Vannacci, che riesce nell’impresa di collegare l’eliminazione dell’Italia ai flussi migratori. Un capolavoro di acrobazia logica: dal centrocampo al confine, senza passare dal buonsenso.

Il tutto mentre la vicenda approda persino alla Camera. Sì, hai capito bene: il Parlamento della Repubblica che discute – con urgenza quasi istituzionale – del destino degli Azzurri. Non di quello dei cittadini.

E qui casca il pallone.

Perché mentre la politica si accalora per novanta minuti più recupero, fuori dallo stadio c’è un Paese che gioca un’altra partita. Quella vera. Senza arbitro, senza replay e soprattutto senza pubblico.

C’è chi aspetta mesi per una visita medica.
Chi non arriva a fine mese.
Chi lavora e resta comunque povero.
Chi ha smesso perfino di cercare.

Ma tranquilli: la priorità è il modulo tattico.

La verità, Piero, è che la palla rotonda è perfetta. Non solo perché rotola bene, ma perché permette alla politica di raccontare palle ancora migliori. Più semplici, più digeribili, più condivisibili.

È molto più facile indignarsi per un fuorigioco che spiegare perché l’Italia non cresce. È molto più comodo chiedere la testa di un dirigente sportivo che assumersi la responsabilità di un sistema che non funziona.

E così, tra una dichiarazione e un post indignato, il grande teatro continua.

Con i politici in campo.
I cittadini in panchina.
E il futuro… fuori gioco.

Sipario.

molto bello

Grazie Piero, qui c’era proprio da affondare il colpo 😄

Se vuoi, possiamo trasformarla in una rubrica fissa ancora più riconoscibile: magari inserendo ogni volta una mini sezione tipo “Il fuorigioco del giorno” o “La palla più grossa raccontata oggi”. Darebbe ancora più ritmo e cattiveria.

Oppure, se hai già un altro tema caldo valdostano o nazionale, te ne preparo subito un’altra sulla stessa linea—che ormai il filone è perfetto.

Le Cagnard Déchainé

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