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ATTUALITÀ | 12 maggio 2026, 20:00

Il vino valdostano cresce: sedici nuovi sommelier e quattro degustatori nazionali per ais valle d’aosta

Nella storica cantina Braida, in Piemonte, consegnati i diplomi ai nuovi professionisti dell’enologia valdostana. Il presidente Alberto Levi: “La nostra associazione sta crescendo tantissimo”

Nella foto, partire da sinistra, in basso: Marie-Claire Deanoz (degustatrice), Massimo Marconcini, Salvatore Contu, Alessandra De Agazio, Tiziano Artaz, Vincenzo Basile(degustatore); in seconda fila: Alessandra Consolati, Donatella Tagliaferri, Edi Henriet, Giovanni Bernardi Chiara Pignatelli, Chiara Paternoster, Angela Dayné, Sara Berti, Lara Charruaz, Stefania Felace, Tatiana Chunyaeva(degustatrice) ; in terza fila: Massimiliano Pession, Pierluigi Berti (degustatore), Nadine Chatrian

Nella foto, partire da sinistra, in basso: Marie-Claire Deanoz (degustatrice), Massimo Marconcini, Salvatore Contu, Alessandra De Agazio, Tiziano Artaz, Vincenzo Basile(degustatore); in seconda fila: Alessandra Consolati, Donatella Tagliaferri, Edi Henriet, Giovanni Bernardi Chiara Pignatelli, Chiara Paternoster, Angela Dayné, Sara Berti, Lara Charruaz, Stefania Felace, Tatiana Chunyaeva(degustatrice) ; in terza fila: Massimiliano Pession, Pierluigi Berti (degustatore), Nadine Chatrian

Una giornata tra formazione, eccellenza e cultura del vino. Un’altra tappa importante per il mondo dell’enologia valdostana e per l’attività sempre più dinamica dell’Associazione Italiana Sommelier Valle d’Aosta, che continua a investire sulla formazione, sulla cultura del vino e sulla crescita di nuove professionalità legate al settore.

Nella giornata di sabato 9 maggio, a Rocchetta Tanaro, nel cuore del Piemonte vitivinicolo, presso la celebre Braida della famiglia Bologna, sono stati consegnati i diplomi a sedici nuovi Sommelier valdostani che hanno concluso il proprio percorso formativo all’interno di AIS Valle d’Aosta. Un momento carico di emozione e significato, vissuto in uno dei luoghi simbolo dell’eccellenza enologica italiana.

La giornata ha rappresentato però molto più di una semplice cerimonia ufficiale. Accanto ai nuovi diplomati, infatti, sono stati consenati anche gli attestati a quattro Sommelier valdostani recentemente entrati nell’albo dei degustatori nazionali dell’Associazione Italiana Sommelier, un riconoscimento prestigioso che certifica competenze tecniche elevate e capacità di analisi sensoriale ai massimi livelli.

Prima della consegna dei diplomi, il gruppo valdostano aveva avuto l’opportunità di visitare la rinomata bottaia Gamba, realtà di riferimento nella produzione di botti destinate ai grandi vini italiani e internazionali. Un’esperienza che ha permesso ai partecipanti di entrare in contatto diretto con uno degli aspetti più delicati e affascinanti della filiera produttiva del vino: l’affinamento e il rapporto tra legno, tempo e qualità.

Un’occasione formativa completa, dunque, che conferma il lavoro sempre più capillare svolto da AIS Valle d’Aosta sul territorio regionale. Negli ultimi anni, infatti, l’associazione ha saputo ritagliarsi un ruolo centrale non soltanto nella formazione dei Sommelier, ma anche nella promozione della cultura enologica e della valorizzazione delle produzioni locali, coinvolgendo sempre più giovani, professionisti del settore e appassionati.

Non nasconde la propria soddisfazione il presidente regionale Alberto Levi, che sottolinea con orgoglio il momento di crescita vissuto dall’associazione: «La nostra associazione sta crescendo tantissimo negli ultimi anni, contiamo molto sui nuovi Sommelier e sui nuovi degustatori nazionali per fare ancora di più in futuro».

Parole che raccontano bene il clima di entusiasmo e progettualità che accompagna AIS Valle d’Aosta, sempre più impegnata nel costruire una rete di competenze capace di dare ulteriore prestigio al settore vitivinicolo regionale. Dietro ogni diploma consegnato non c’è soltanto un traguardo personale, ma anche la volontà di rafforzare un movimento che vede nel vino non solo un prodotto economico, ma un elemento identitario, culturale e turistico della Valle d’Aosta.

In un territorio dove la viticoltura di montagna rappresenta una sfida quotidiana fatta di sacrifici, qualità e passione, la crescita di nuovi Sommelier e degustatori assume così anche un valore simbolico: significa creare ambasciatori del territorio, professionisti in grado di raccontare il vino valdostano con competenza, sensibilità e visione.

je.fe.

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