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ATTUALITÀ POLITICA | 13 marzo 2026, 11:51

Vigili del fuoco valdostani, Adu Vda critica la nuova legge regionale

Dura presa di posizione di Adu Vda dopo l’approvazione della legge di revisione del Corpo valdostano dei Vigili del fuoco. Il movimento denuncia il rischio di indebolire il soccorso pubblico e solleva dubbi su coordinamento operativo, previdenza e condizioni delle strutture

Vigili del fuoco valdostani, Adu Vda critica la nuova legge regionale

Non si placa il dibattito politico dopo l’approvazione in Consiglio regionale della legge che rivede la disciplina del Corpo valdostano dei Vigili del fuoco. A esprimere una posizione fortemente critica è Adu Vda, che in una nota diffusa nelle ore successive al voto parla apertamente di una riforma che rischia di incidere negativamente sull’organizzazione del soccorso pubblico in Valle d’Aosta.

Secondo il movimento autonomista, il provvedimento approvato dall’Assemblea regionale introduce elementi problematici nella gestione operativa delle emergenze. In particolare, la critica riguarda il ruolo attribuito alla Centrale unica del soccorso.

Nella nota, Adu Vda sottolinea che “la legge indebolisce il ruolo tecnico dei Vigili del fuoco, attribuendo erroneamente alla CUS poteri di coordinamento operativo che non le competono e creando pericolose sovrapposizioni”.

Le perplessità non si limitano però alla struttura organizzativa del sistema di emergenza. Durante il dibattito in aula – evidenzia ancora Adu Vda – sarebbe emersa anche una questione legata alla previdenza del personale.

Il movimento richiama infatti le parole pronunciate nel corso della seduta dal presidente della Regione Renzo Testolin, che avrebbe affermato: “aspettiamo i conteggi, speriamo sia sostenibile”, riferendosi alla prospettata equiparazione previdenziale dei vigili del fuoco valdostani ai colleghi del Corpo nazionale.

Una dichiarazione che, secondo Adu Vda, rappresenterebbe una brusca frenata rispetto alle rassicurazioni degli ultimi anni. Nel comunicato si legge infatti che “dopo cinque anni di rassicurazioni sui fondi accantonati per l’equiparazione previdenziale, è grave apprendere questa posizione”, che – aggiunge il movimento – “sembra mettere a rischio il futuro dei lavoratori”.

La critica si allarga poi al processo di regionalizzazione del corpo. Dal dibattito consiliare, sostiene Adu Vda, sarebbe emerso “che aver regionalizzato i Vigili del fuoco si è tradotto in una progressiva perdita di diritti e prerogative rispetto al personale del Corpo nazionale”.

Non manca infine una replica alle dichiarazioni di alcuni esponenti della maggioranza che hanno rivendicato gli investimenti effettuati negli anni nel settore.

Adu Vda respinge l’idea di un presunto “segno di ingratitudine” da parte dei lavoratori e afferma che “la realtà parla d’altro: per oltre dodici anni in Valle d’Aosta non è stato bandito un singolo concorso per questi operatori del soccorso e lo stato degli immobili e dei mezzi lascia alquanto a desiderare”.

Il movimento invita quindi i rappresentanti politici che hanno citato i presunti investimenti a verificare direttamente la situazione delle strutture. In particolare, nella nota si propone un sopralluogo alla caserma Mortara, affinché – si legge – “si possano verificare di persona le condizioni delle camerate, dei bagni della palestra, degli spogliatoi e dei mezzi parcheggiati nel garage”.

La presa di posizione si chiude con un giudizio politico severo sull’esito della riforma, con Adu Vda che lamenta come “nemmeno questa volta si sia dato corso alle promesse sottoscritte in campagna elettorale e all’enorme lavoro condiviso negli anni”. Un segnale, secondo il movimento, che riaccende il confronto sul futuro dell’organizzazione del soccorso pubblico in Valle d’Aosta.

je.fe.

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