La FLC CGIL Valle d’Aosta lancia un duro atto di accusa contro il Ministero dell’Istruzione e del Merito. Esprime forte preoccupazione e critica nei confronti della gestione dei nuovi corsi abilitanti per docenti. Quello che dovrebbe rappresentare un percorso chiaro e strutturato per l’abilitazione all’insegnamento si è trasformato, nei fatti, in un labirinto burocratico che scarica sui lavoratori della scuola il peso di ritardi e scelte organizzative inadeguate.
I corsi abilitanti partono con grande ritardo, quando molti dei docenti che dovrebbero frequentarli sono già impegnati a tempo pieno nelle scuole, spesso da anni, come lavoratori precari che garantiscono il funzionamento quotidiano del sistema scolastico. Si tratta di una situazione che l’Europa continua a indicare come esempio di precarietà cronica nel settore pubblico e che è stata più volte oggetto di contestazione anche da parte della Commissione Europea per l’abuso di contratti a termine nella scuola italiana.
A complicare ulteriormente il quadro è il problema dei permessi per il diritto allo studio. I corsi partono infatti quando ormai è troppo tardi per accedere alle 150 ore previste dal contratto, costringendo i docenti a utilizzare i normali permessi del CCNL, del tutto insufficienti per frequentare lezioni, laboratori e tirocini. Ne deriva una situazione paradossale: insegnanti che lavorano a scuola tutto il giorno dovrebbero contemporaneamente seguire un percorso universitario obbligatorio, con evidenti difficoltà organizzative per le scuole e per i dirigenti scolastici già alle prese con una cronica carenza di personale.
In molti casi l’unica soluzione rimasta ai lavoratori è ricorrere all’aspettativa non retribuita o addirittura alle dimissioni, con la perdita di stipendio, anzianità di servizio e contributi previdenziali. Una scelta pesantissima che dimostra come, ancora una volta, lo Stato scarichi sui docenti il costo del proprio disordine amministrativo.
La FLC CGIL Valle d’Aosta segnala inoltre le criticità legate al sistema dei corsi organizzati da alcune università telematiche, in un contesto caratterizzato da regole che cambiano all’ultimo momento, indicazioni contraddittorie e richieste improvvise. Non sono rari i casi di docenti costretti a svolgere il tirocinio in regioni diverse da quelle in cui lavorano stabilmente, ignorando di fatto la loro esperienza già maturata nelle scuole. Per la FLC CGIL VdA è necessario aprire una riflessione seria sul sistema di reclutamento degli insegnanti. Il sindacato chiede un percorso di abilitazione stabile, programmato e accessibile, che non costringa i lavoratori a sacrifici economici e personali insostenibili e che valorizzi l’esperienza di chi già lavora nella scuola pubblica.
Continuare a mantenere un sistema complicato, incerto e costoso rischia infatti di scoraggiare proprio quei docenti precari che ogni giorno garantiscono il funzionamento delle scuole. In questo contesto, conclude la FLC CGIL Valle d’Aosta, parlare di “merito” appare fuori luogo: il problema oggi non è dimostrare il merito, ma riuscire a sopravvivere a un sistema amministrativo che rende sempre più difficile lavorare e costruire il proprio futuro nella scuola pubblica.













