/ Consiglio Valle Comuni

Consiglio Valle Comuni | 19 febbraio 2026, 16:00

Gressan: La minoranza attacca sull’orario del consiglio comunale: «Poco rispetto per i cittadini»

Convocazione alle 16 di martedì 24 febbraio per una seduta straordinaria con tredici punti all’ordine del giorno. Il gruppo “Engagement – Cultura di montagna” denuncia una scelta che penalizza la partecipazione. E torna il confronto con le sedute serali di un tempo

Elisabetta Dugros, capogruppo Engagement – Cultura di montagna

Elisabetta Dugros, capogruppo Engagement – Cultura di montagna

La seduta è fissata per martedì 24 febbraio 2026 alle ore 16, in sessione straordinaria, presso la sala consiliare del municipio. Un orario che, a Gressan, suona stonato. Perché alle quattro del pomeriggio molti sono ancora in ufficio, in cantiere o nei campi. E quando il Consiglio comunale si riunisce mentre il paese lavora, la partecipazione diventa un optional.

La minoranza non ci sta. I consiglieri di “Engagement – Cultura di montagna” - Elisabetta Dugros, Jeanette Nieroz, Rocco Schiavone - parlano apertamente di «poco rispetto per i cittadini» e il gruppo prende posizione contro una scelta che, al di là della formalità amministrativa, ha un peso politico evidente. La critica è netta: se davvero si vuole coinvolgere la comunità, l’orario non può essere un dettaglio.

Non è una seduta di routine. L’ordine del giorno è corposo: approvazione dei verbali, comunicazioni del sindaco, variazione al bilancio pluriennale 2026/2028 e al Documento unico di programmazione. Poi i dossier legati a Pila, con la costituzione del diritto di superficie a favore della società Pila Spa per l’ampliamento del bacino artificiale del Leissé e della cabina di pompaggio, l’atto transattivo con riconoscimento di proprietà immobiliari sempre in località Pila, il rinnovo della convenzione per la gestione della pista ciclo-pedonale Velodoire dell’Unité Mont-Émilius fino al 2030.

E ancora: sei interpellanze presentate proprio dalla minoranza, su cultura, inaugurazione della “Stella di Pila”, iter del PUD di Pila, piano di videosorveglianza, studio sulla viabilità, investimenti per opere pubbliche e presenza del Comune in occasione del Giro d’Italia. Temi tutt’altro che marginali.

È proprio questo il punto sollevato dall’opposizione: con un’agenda così densa e delicata, perché scegliere un orario che rende difficile la presenza dei cittadini? La sala consiliare non è solo un luogo di votazioni, ma uno spazio pubblico dove la comunità dovrebbe poter assistere, ascoltare, capire.

Nel paese si ricorda un’altra stagione, quando le sedute iniziavano alle 18 o in orario serale. All’epoca sindaco era Michel Martinet, oggi Consigliere regionale, e l’accesso ai lavori consiliari risultava più agevole per chi lavorava durante il giorno. Non è nostalgia fine a sé stessa, ma il confronto con una prassi che favoriva la partecipazione.

La convocazione alle 16 resta legittima sul piano formale. Ma la politica non si misura solo sul rispetto delle regole, bensì sulla sensibilità verso la comunità amministrata. E quando la minoranza parla di mancanza di rispetto, l’accusa è chiara: un Consiglio comunale che si riunisce mentre il paese è altrove rischia di trasformarsi in un passaggio burocratico, più che in un momento di confronto democratico.

Martedì pomeriggio l’aula sarà regolarmente aperta. Resta da vedere quanti cittadini riusciranno a varcarne la soglia. Perché la trasparenza non è solo pubblicare un ordine del giorno all’albo pretorio. È mettere le persone nelle condizioni di esserci.

pi.mi.

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore