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Consiglio Valle Comuni | 19 febbraio 2026, 08:00

Accordi politici e ruolo del Consiglio: la posizione di Michel Martinet

Michel Martinet, consigliere regionale dell’Union Valdôtaine e vicepresidente della Commissione Sviluppo economico, interviene in aula per difendere l’accordo politico-programmatico con Forza Italia e per contestare l’impostazione della mozione presentata dal Partito Democratico

Michel Martinet interviene in aula

Michel Martinet interviene in aula

Michel Martinet, esponente dell’Union Valdôtaine, non si limita a difendere l’accordo politico-programmatico con Forza Italia: prova a spostare il terreno del confronto. Il bersaglio non è tanto il merito dell’intesa, quanto il metodo scelto dal Partito Democratico per contestarla in aula.

Il cuore del suo ragionamento è istituzionale prima ancora che politico. Martinet rivendica la legittimità degli accordi tra forze diverse – richiamando precedenti nazionali e regionali anche molto eterogenei – e sostiene che le intese siano fisiologiche in un sistema democratico proporzionale come quello valdostano. La sua tesi è chiara: gli accordi possono non piacere, ma non possono essere considerati un’anomalia.

Il passaggio più interessante, però, riguarda il ruolo del Consiglio regionale. Martinet traccia una linea netta tra il piano politico-partitico e quello istituzionale. Secondo lui, chiedere conto di un accordo politico in sede consiliare rischia di trasformare l’aula in un’arena di chiarimenti tra partiti, snaturandone la funzione. Il Consiglio – insiste – deve discutere di atti, politiche pubbliche e responsabilità amministrative, non delle dinamiche interne alle forze politiche.

Martinet ha difeso in aula la politica dell’accordo, ma ha anche richiamato le regole del gioco istituzionale. Un modo per dire che la legittimità nasce dal voto e che la dialettica tra partiti appartiene alla politica, mentre al Consiglio spetta il giudizio sui fatti concreti di governo. Qual è la sua valutazione sulla mozione presentata dal Partito Democratico?
“La mozione presentata dal Partito Democratico solleva una questione che riguarda chiaramente le dinamiche e gli accordi politici tra forze pienamente legittimate dal voto. Tuttavia, lo fa collocandola in una sede che, a nostro avviso, non è quella appropriata.”

Perché ritiene che il Consiglio regionale non sia il luogo adatto per questo confronto?
“Il Consiglio regionale è – e deve restare – il luogo del confronto democratico sulle scelte di governo, sugli atti amministrativi e sulle politiche pubbliche. Non è invece lo spazio in cui i gruppi consiliari o i partiti sono chiamati a spiegare o giustificare accordi politici, che per loro natura appartengono all’autonomia delle forze politiche e alla normale dialettica tra soggetti rappresentativi.”

Cosa risponde a chi critica l’accordo tra Union Valdôtaine e Forza Italia?
“Vede, collega Guichardaz, lei si dice contrariato da questo accordo politico. Ma gli accordi, nelle assemblee elettive, ci sono sempre stati e sempre ci saranno. A meno che non si viva in uno stato di dittatura o che una forza politica disponga della maggioranza assoluta dei seggi. E anche in quel caso, mi permetta di ricordare che quando l’Union Valdôtaine ha avuto la maggioranza assoluta in Consiglio regionale ha comunque ritenuto opportuno stringere un accordo politico per governare. E guarda caso lo fece proprio con il Partito Democratico.”

Ritiene che vi siano precedenti simili anche a livello nazionale?
“Lei oggi condanna questa intesa perché non la digerisce, sostenendo che non sia giustificabile un accordo tra l’Union Valdôtaine e un partito di centrodestra. Ma allora proviamo, insieme, a fare qualche riflessione sulle intese politiche che il PD ha stretto, sia a livello nazionale sia a livello regionale.”

Ad esempio?

“Ricordiamo il governo Monti. Chi lo sosteneva? Il Partito Democratico, il Popolo della Libertà di Berlusconi, l’Unione di Centro di Casini, Futuro e Libertà di Gianfranco Fini, Alleanza per l’Italia. Oppure vogliamo ricordare il governo Draghi? Un esecutivo sostenuto da Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Lega, Forza Italia, Italia Viva, Liberi e Uguali, Coraggio Italia, +Europa. Una maggioranza larghissima, trasversale, con forze politiche tra loro molto distanti.”

In sintesi, che valore attribuisce agli accordi politici?
“Gli accordi politici sono il sale della democrazia. Ci sono sempre stati e sempre ci saranno. Possono piacerci oppure no, ma questa è la politica.”

Qual è il rischio, secondo lei, nell’utilizzare una mozione su questo tema?
“Utilizzare uno strumento consiliare per chiedere conto di accordi politici rischia di confondere il piano istituzionale con quello partitico, indebolendo il ruolo stesso del Consiglio.”

Su cosa dovrebbe concentrarsi invece il Consiglio regionale?
“Il confronto deve concentrarsi sui contenuti, sugli atti e sulle responsabilità amministrative: sono questi gli ambiti sui quali il Consiglio regionale è legittimamente chiamato a pronunciarsi.”

pi.mi.

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