Ci sono numeri che, più delle statistiche, raccontano una storia. A Charvensod nel 2025 sono nati 14 bambini, equamente divisi tra femmine e maschi. Un dato che, in tempi in cui la natalità spesso preoccupa, assume un valore ancora più significativo. Ma più del numero, conta il modo in cui una comunità sceglie di accogliere quei nuovi sorrisi.
Nel tardo pomeriggio di venerdì 13 febbraio, il Comune ha consegnato alle famiglie i tradizionali box bebè: un gesto semplice, ma carico di significato. Non una formalità, bensì un momento di incontro vero, in cui l’amministrazione – guidata dal sindaco Ronny Borbey – ha potuto dare il benvenuto alle nuove Tsarvensolèntse e ai nuovi Tsarvensolèn con orgoglio e calore.
Borbey, in questi anni, ha più volte sottolineato quanto le nuove generazioni rappresentino il cuore pulsante del paese. E questa iniziativa ne è la prova concreta. Non grandi proclami, ma piccoli gesti che parlano alle famiglie, che fanno sentire ogni nascita non solo un evento privato, ma una festa collettiva. Perché ogni bambino che arriva è una promessa di futuro, una ragione in più per investire in servizi, spazi e opportunità.
I box bebè raccontano anche un altro aspetto fondamentale: la forza della rete territoriale. Dentro non ci sono soltanto prodotti per l’igiene donati dal Comune, ma contributi dell’associazione Fiolet e Rebatta, dell’Asd Becca di Nona 3142, dell’Asd Charvensod, dei Peuccabouque, della Proloco, degli Alpini, della Gaie Famille, di Envers srl. E poi le tradizionali pouette con i costumi della Gaie Famille de Charvensod, realizzate dalle volontarie dell’Unicef: un dettaglio che unisce identità locale e solidarietà internazionale, perché l’acquisto sostiene i progetti per i bambini dei Paesi in difficoltà.
È questa la cifra distintiva di Charvensod: una comunità che non si limita a celebrare, ma che costruisce legami. La consegna dei box diventa così un rito civile, quasi un patto silenzioso tra istituzioni e cittadini: noi ci siamo, voi siete parte di questa storia.
I nomi dei neo cittadini di CHarvensod – Alex Barreca, Coralie Bétemps, Marco Cioffo Sosa, Zeno Dolci Baussano, Edoardo Fonte, Roberta Iriti, Edoardo Lo Re, Sophie Lucianaz, Adelaide Marku, Evelyn e Maevys Orantelli, Giulia Roverso, Brando Erald Shehu e Jason Zavatta – non sono soltanto un elenco. Sono volti, famiglie, speranze. Sono il domani che prende forma.
In un’epoca in cui spesso si parla di spopolamento e incertezza, vedere un’amministrazione che mette al centro i più piccoli è un segnale forte. Ronny Borbey dimostra che governare un Comune significa anche questo: coltivare fiducia, accompagnare le famiglie, dare un senso concreto alla parola “comunità”.
Perché il futuro non si improvvisa. Si accoglie, si sostiene, si abbraccia. Proprio come ha fatto Charvensod con i suoi quattordici nuovi piccoli cittadini.














