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Aosta Capitale | 31 gennaio 2026, 09:46

Aosta, patto tra Comune e Università della Terza Età: cultura e partecipazione al centro

La Giunta comunale ha approvato un Patto di collaborazione triennale con l’Università Valdostana della Terza Età. Spazi pubblici, coprogettazione e educazione permanente diventano strumenti di inclusione e socialità per una comunità che invecchia ma non rinuncia a formarsi

Aosta, patto tra Comune e Università della Terza Età: cultura e partecipazione al centro

Cultura come bene comune e conoscenza come strumento di coesione sociale. È in questa cornice che la Giunta comunale di Aosta ha approvato lo schema di Patto di collaborazione con l’Università Valdostana della Terza Età – Cooperativa sociale, avviando un percorso di coprogettazione della durata di tre anni, riferito al periodo accademico 2026–2029.

L’accordo si inserisce nel solco del Regolamento per l’amministrazione condivisa dei beni comuni, approvato dal Consiglio comunale nel 2021, che affida agli uffici comunali il ruolo di interfaccia tra l’ente pubblico e il tessuto associativo, favorendo la costruzione partecipata di progetti culturali e sociali. Un modello che punta sul dialogo e sul confronto, calibrati in base alla complessità degli interventi, e che riconosce alle realtà del territorio un ruolo attivo nella cura e nella valorizzazione degli spazi e dei servizi pubblici.

Il Patto prevede la concessione temporanea, per l’intero triennio accademico, del Salone polivalente della Biblioteca comunale “Ida Désandré” e della Saletta d’arte di via Xavier de Maistre. Si tratta di spazi già da tempo utilizzati per attività culturali e formative, che continuano così a essere luoghi vivi di incontro, apprendimento e scambio intergenerazionale.

Fondata oltre quarant’anni fa, l’Università Valdostana della Terza Età rappresenta una delle realtà educative più radicate del territorio. Inserita nel circuito dell’Educazione degli Adulti e riconosciuta come organizzazione del Terzo Settore, conta oggi circa mille iscritti. Numeri che raccontano un bisogno diffuso di conoscenza, ma anche di relazione, in una fase della vita spesso segnata dal rischio di isolamento.

L’attività della Cooperativa si muove infatti su più piani: dalla promozione delle competenze digitali e linguistiche allo stimolo di nuovi interessi culturali, fino alla costruzione di occasioni di socializzazione. Un’educazione permanente che non si limita alla trasmissione di saperi, ma diventa strumento di inclusione e di partecipazione attiva alla vita della comunità.

Con l’approvazione del Patto di collaborazione, l’Amministrazione comunale conferma il proprio impegno nella valorizzazione della cultura come leva di benessere collettivo, rafforzando una collaborazione ormai consolidata e riconosciuta come strategica. Un segnale che va oltre l’aspetto amministrativo e parla di una città che sceglie di investire nella conoscenza, nella condivisione degli spazi e nella costruzione di legami sociali duraturi.

pi.mi.

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