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Consiglio Valle Comuni | 28 gennaio 2026, 13:11

Un minuto di silenzio in memoria di Domenico Parisi. A inizio lavori anche la commemorazione del Giorno della Memoria

I lavori dell'Assemblea, convocata oggi, mercoledì 28, e domani, giovedì 29 gennaio 2026, si sono aperti con un minuto di silenzio in memoria di Domenico Parisi, già Consigliere regionale nella X Legislatura, dal 1993 al 1998

Un minuto di silenzio in memoria di Domenico Parisi. A inizio lavori anche la commemorazione del Giorno della Memoria

Il Presidente Stefano Aggravi ha espresso il cordoglio del Consiglio regionale: «Eletto nella lista del Partito Socialista Italiano, fu tra i fondatori del gruppo Autonomisti-Autonomistes sul finire della legislatura. Nel corso del suo mandato ricoprì l’incarico di Presidente della Commissione "Assetto del territorio" e di Capogruppo. Ha dedicato un lungo impegno anche all’amministrazione del Comune di Aosta, interpretando sempre la politica come un servizio alla comunità.»

«Ricordo il suo impegno costante nell’affrontare i problemi concreti della Valle d’Aosta, con attenzione all’economia, all’ambiente e al lavoro, sempre con spirito di lealtà e senso delle istituzioni - ha aggiunto il Capogruppo del Centro Autonomista, Marco Viérin -. La sua scelta di responsabilità e la sua visione concreta della politica restano un esempio per tutti noi e contribuiscono a definire una stagione della nostra Regione in cui l’autonomia e l’attenzione alla comunità erano valori condivisi e vivi. Alla famiglia e, in particolare, alla moglie Emma e ai figli Fabio e Antonello vanno le nostre più sentite condoglianze.»

«Dipendente regionale con la passione per la politica, ha dato un importante contributo come Assessore al Comune di Aosta e poi come Consigliere regionale - ha ricordato il Capogruppo di Forza Italia, Pierluigi Marquis -. Esprimiamo il cordoglio alla famiglia, alla moglie Emma e ai figli Fabio e Antonello, nostro compagno di partito.»

Giornata della Memoria

Ieri, martedì 27 gennaio, ricorreva il Giorno della Memoria, istituito dal Parlamento italiano con la legge n. 211 del 2000, per commemorare lo sterminio e le persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti, nell’anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz.

«Il Consiglio, per questa commemorazione, ha voluto ricordare un alpino valdostano, Giulio Giunta, deportato nei campi di prigionia tedeschi - ha detto il Presidente Stefano Aggravi -. Attraverso un video, la nipote Arianna Riccio ha raccontato la sua storia e il suo ritorno alla libertà. Lo abbiamo fatto perché ricordare non significa ripetere un rito, ma condividere storie reali, capaci di avvicinare il passato e di trasmettere ai più giovani i valori della libertà e della responsabilità.»

«Una Giornata che richiede sobrietà e rigore - ha osservato la Capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Chiara Minelli -: ricordare significa assumersi una responsabilità storica e interrogarsi sul presente. Il 27 gennaio dovrebbe restare, anche nelle istituzioni, un giorno di vigilanza: sul linguaggio, sulle semplificazioni, sulle disumanizzazioni progressive, non un giorno per certificare appartenenze politiche ma per misurare la distanza sempre più fragile tra civiltà e barbarie.»

La Vicecapogruppo di PD-Federalisti Progressisti VdA, Clotilde Forcellati, ha citato il libro "Se solo il mio cuore fosse pietra" di Titti Marrone, che racconta il difficile ritorno alla vita di 25 bambini sopravvissuti ai campi di concentramento: «Oggi, mentre la cronaca ci restituisce immagini di infanzie ancora violate da conflitti e indifferenza, ricordare la Shoah attraverso gli occhi di quei bambini significa ribadire un impegno politico solenne, lottare contro ogni forma di disumanizzazione e garantire che nessun bambino debba più curarsi di avere un cuore di pietra per sopravvivere alla realtà che noi adulti stiamo costruendo.»

Per la Vicecapogruppo di Centro Autonomista, Luisa Trione, «ricordare significa impedire che la violenza e l’odio trovino spazio nella nostra società e impegnarsi affinché ogni piccola avvisaglia venga riconosciuta e contrastata. La memoria si realizza quando diventa educazione: come istituzioni abbiamo il dovere di sostenere la scuola, le associazioni, i luoghi della cultura affinché il Giorno della Memoria non sia un momento isolato, ma parte di un percorso continuo di formazione civica e democratica.»

«La memoria non è solo un dovere morale verso le vittime, ma un pilastro della nostra democrazia - ha detto il Capogruppo Pierluigi Marquis -. Come Forza Italia, sentiamo forte il dovere di ribadire che ogni forma di antisemitismo, razzismo e odio ideologico va contrastata senza ambiguità. Non esistono giustificazioni culturali, politiche o storiche per chi nega, minimizza o relativizza ciò che è accaduto. La memoria, però, non deve essere retorica: deve tradursi in un impegno concreto, soprattutto verso le nuove generazioni.»

 «Comme Union Valdôtaine, nous rappelons l'importance de cette journée: l’intolérance, la haine et l’agressivité à l’égard de personnes et de communautés fondées sur des différences religieuses ou ethniques doivent être condamnées sans réserve - a dit le Conseiller Corrado Jordan -. L’objectif est de ne jamais oublier ce moment dramatique de notre passé d’Italiens et d’Européens, afin que de tels événements ne puissent jamais se reproduire, de veiller à ce que le temps n’en efface pas la mémoire et de ne permettre à personne, d’aucune manière, de nier ce qui s’est passé

Il Presidente della Regione, Renzo Testolin, nel richiamare le iniziative organizzate nella giornata di ieri con le scuole insieme all’Istituto storico della Resistenza, ha evidenziato: «Abbiamo voluto allargare gli orizzonti, mutuando una prospettiva al di fuori del contesto europeo, con la conferenza del professor Gheda sull’antisemitismo in Sudafrica negli anni della Shoah. Oltre 150 studenti sono stati coinvolti ed è stato proiettato il video realizzato dagli studenti stessi nell’ambito del Viaggio della Memoria, con la visita al campo di Mauthausen. È importante promuovere presso le giovani generazioni gli ideali di democrazia, da valorizzare durante tutto l’anno e non solo nel giorno della commemorazione.»

com

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