Uno scialpinista piemontese di Biella ha perso la vita oggi pomeriggio sotto la Pointe de la Pierre, montagna che domina la conca di Pila e Aosta. Enrico Finezzi, 52 anni, residente a Biella, era uno degli appassionati che affrontano le pendici innevate con le pelli di foca, cercando il silenzio e l’adrenalina dei tratti fuoripista. Oggi, però, la montagna ha risposto con la sua forza più crudele.
L’incidente si è verificato intorno alle 13 lungo un itinerario considerato classico e “sicuro”, frequentato da scialpinisti, ma dove il pericolo valanghe era segnato come “marcato”, indice 3 su 5. Finezzi e altri compagni erano divisi in due gruppi da due persone ciascuno, quando una massa di neve si è staccata improvvisamente dal costone verso Pila, trascinando a valle lo scialpinista per decine di metri. La slavina ha fermato la sua corsa a 2.300 metri, poco sopra il limitare del bosco, sepolto sotto almeno un metro e mezzo di neve.
Gli amici hanno subito lanciato l’allarme. La Centrale unica del soccorso ha inviato sul posto il Soccorso alpino valdostano, la Guardia di finanza e i vigili del fuoco. Il forte vento ha impedito all’elicottero di raggiungere direttamente il luogo della valanga, costringendo i soccorritori a risalire con gli sci. In tutto, 15 professionisti, supportati da tre unità cinofile, hanno scavato e sondato la neve in un’operazione lunga e delicata. La mancanza dell’Arva, l’apparecchio che localizza le vittime sotto le slavine, ha reso tutto più difficile.
La svolta è arrivata grazie al cane della Guardia di finanza, che ha individuato il corpo nascosto sotto la neve. Alle 15.10 il decesso è stato constatato. La salma è stata recuperata, trasportata a valle e imbarcata sull’elicottero verso Aosta.
Le indagini sull’accaduto sono affidate alla Guardia di finanza di Entreves. La tragedia ricorda quanto la montagna, anche nei percorsi più noti, resti imprevedibile, e quanto sia fragile il confine tra passione e pericolo, tra libertà e tragedia.













