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CRONACA | 06 gennaio 2026, 16:14

Il silenzio del ghiaccio e la precisione del soccorso

Sulla Punta Helbronner, a Courmayeur, uno sciatore rimane bloccato all’attacco del Canale del Cesso. Un intervento rapido e impeccabile del Soccorso Alpino Valdostano evita conseguenze peggiori e restituisce alla montagna il suo equilibrio

ph. SAV

ph. SAV

Il Canale del Cesso, visto da lontano, è una linea netta incisa nel versante, una promessa di adrenalina per chi ama il freeride e una sfida che non ammette leggerezze. Oggi, lassù, a Punta Helbronner, quella linea si è trasformata in una trappola di ghiaccio e silenzio. Uno sciatore, probabilmente ingannato dall’apparente praticabilità del canale, ha sottovalutato le condizioni del fondo, duro, ghiacciato, ostile. Pochi metri più sotto l’attacco, la consapevolezza: andare avanti era impossibile, tornare indietro ancora di più.

In montagna, quando ci si ferma, il tempo pesa. E la paura arriva piano, insieme al freddo. Lo sciatore, bloccato e in estrema difficoltà, ha fatto però la scelta giusta: ha chiamato il 112, attivando la Centrale Unica del Soccorso. Una decisione lucida, presa nel momento più delicato, che ha dato avvio a una macchina organizzativa rodata, silenziosa ed efficiente.

Nel cielo terso sopra Courmayeur è comparso in pochi minuti l’elicottero SA1. A bordo, una squadra che conosce ogni gesto e ogni secondo: lo specialista al verricello, due tecnici del Soccorso Alpino Valdostano – uno calato a terra, l’altro in supporto operativo – e il medico, che ha valutato l’intervento come non sanitario, segno che la priorità era tutta tecnica, tutta legata alla sicurezza in un ambiente estremo.

Il rotore ha spezzato il silenzio del ghiaccio, mentre il verricello scendeva con la precisione di un rituale imparato in anni di addestramento. Nessuna parola superflua, nessun movimento inutile. Solo competenza, coordinamento e una profonda conoscenza della montagna. In pochi istanti, lo sciatore è stato raggiunto, messo in sicurezza e recuperato, strappato a una situazione che avrebbe potuto degenerare rapidamente.

È in momenti come questi che il Soccorso Alpino Valdostano mostra il volto meno raccontato del proprio lavoro: non l’eroismo gridato, ma la professionalità silenziosa. Quella fatta di valutazioni rapide, scelte tecniche precise e rispetto assoluto per un ambiente che non perdona l’improvvisazione.

La montagna resta lì, immobile e severa. L’uomo, oggi, è tornato a valle. E tra il ghiaccio del Canale del Cesso e il cielo di Punta Helbronner, è rimasta una certezza: quando l’errore umano incontra la competenza, può nascere una storia che finisce bene.

je-fe.

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