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CRONACA | 19 febbraio 2026, 19:30

Valanga alla Punta Leysser con rischio “forte”: muore scialpinista tedesco di 54 anni

Travolti in cinque a 2.550 metri sopra Saint-Nicolas nonostante l’indice 4 su 5. Due sepolti ed estratti dai compagni, uno è deceduto in ospedale. Soccorsi estremi tra vento, nebbia e pericolo di nuovi distacchi

Valanga alla Punta Leysser con rischio “forte”: muore scialpinista tedesco di 54 anni

Hanno deciso di salire lo stesso, nonostante il bollettino indicasse rischio valanghe “forte”, indice 4 su una scala di cinque. Una scelta che oggi pesa come un macigno. Alla Punta Leysser, itinerario classico dello scialpinismo sopra Saint-Nicolas, a 2.550 metri di quota, una valanga ha travolto un gruppo di cinque scialpinisti tedeschi accompagnati da una guida alpina connazionale. Il bilancio è drammatico: un uomo di 54 anni ha perso la vita, un altro è rimasto ferito in modo non grave, tre sono illesi.

Erano circa le 13.30 quando alla Centrale unica del soccorso valdostano è arrivata la richiesta di aiuto. Due componenti del gruppo erano stati sepolti dalla massa di neve, ma sono stati estratti quasi subito dai tre compagni rimasti fuori dal distacco. Un intervento tempestivo che ha evitato un bilancio ancora più pesante.

Le operazioni di soccorso si sono rivelate particolarmente complesse. Sul posto sono intervenuti gli uomini del Soccorso alpino valdostano, i militari della Guardia di finanza di Entrèves e il medico rianimatore del 118: in tutto otto persone. Il vento forte e la scarsa visibilità hanno impedito all’elicottero di raggiungere direttamente il luogo della valanga. I soccorritori sono stati sbarcati circa 500 metri più in basso e hanno dovuto proseguire con sci e pelli di foca fino al punto dell’incidente, in un contesto reso ancora più insidioso dal pericolo di ulteriori distacchi.

Al loro arrivo i due travolti erano già fuori dalla neve. Il più grave presentava un quadro di ipotermia severa: è stato stabilizzato sul posto e, approfittando di una breve schiarita, trasportato a valle in elicottero. Giunto in Pronto soccorso, le sue condizioni sono apparse subito disperate. Nonostante i tentativi dei medici, è morto poche ore dopo. Il compagno, invece, non è in pericolo di vita.

«È stato un intervento molto delicato: il problema più grande non è stato non arrivare direttamente in elicottero dove vi erano le persone coinvolte, ma il fatto che la situazione fosse pericolosa anche per le unità di soccorso partite a piedi», ha spiegato il direttore del Soccorso alpino valdostano, Paolo Comune.

Ora la ricostruzione dell’accaduto è al vaglio della Guardia di finanza, che ha raccolto le testimonianze della guida alpina e degli altri scialpinisti rimasti illesi. Resta un dato oggettivo: con un rischio valanghe classificato “forte”, le condizioni in quota indicavano un pericolo elevato di distacchi, anche spontanei, soprattutto sui pendii ripidi e sottovento.

La Punta Leysser è una meta frequentata, considerata un itinerario “classico”. Ma in montagna non esistono classici che tengano quando il bollettino parla chiaro. Oggi, a 2.550 metri sopra Saint-Nicolas, quella scelta è costata una vita.

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