Anche la Valle d’Aosta, con i suoi professionisti dell’emergenza, ha trovato spazio tra le montagne lombarde e trentine della XXV edizione dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina. Sei medici e due infermieri del Dipartimento Emergenza-Urgenza dell’Azienda USL, selezionati attraverso un percorso nazionale rigoroso, stanno garantendo soccorso sanitario in pista e in elisoccorso, portando con sé l’esperienza maturata tra rifugi, sentieri impervi e vallate alpine.
Per l’elisoccorso sono in servizio i medici rianimatori Stefano Santoro, Nicola Di Francesco e Stéfanie Ziegler, mentre sulle piste si alternano i medici Margherita Urgesi, Alessandro Lamorte e Carlo Alberto Tarea, insieme agli infermieri Francesco De Dionigi e Monique Ferrod, presenti nelle “venues”, presidi sanitari specializzati vicino agli impianti di gara, villaggi olimpici e luoghi di premiazione.
«La partecipazione dei professionisti dell’Azienda USL Valle d’Aosta alla macchina dei soccorsi olimpici – sottolinea il Dott. Stefano Podio, Direttore del Dipartimento dell’Emergenza Urgenza – rappresenta un riconoscimento concreto dell’elevato livello di preparazione del personale sanitario valdostano e un’importante opportunità di crescita, le cui competenze ed esperienze torneranno a beneficio dell’intero sistema sanitario regionale».
Il percorso di selezione non era semplice: bando all’Ospedale Niguarda, prove tecniche sugli sci e un corso obbligatorio di tre giorni sul soccorso in pista e in ambiente invernale. Una sfida che valorizza esperienza clinica, abilità in emergenza e capacità di operare in contesti alpini complessi.
Appena rientrato da Livigno, Stefano Santoro racconta i tre giorni di servizio sull’elisoccorso: «Essere parte del dispositivo di elisoccorso delle Olimpiadi significa operare in un contesto di massima complessità, dove la sicurezza degli atleti e del pubblico dipende da preparazione, coordinamento e rapidità decisionale. È un’esperienza professionalmente molto intensa, che valorizza le competenze maturate in anni di lavoro nell’emergenza e nel soccorso in ambiente montano. La grande preparazione che si acquisisce nel contesto alpino valdostano, dove il soccorso in ambienti impervi fa parte della quotidianità, rappresenta un valore aggiunto fondamentale in un evento di rilevanza mondiale come questo e un motivo di orgoglio nel rappresentare la sanità regionale».

La Dott.ssa Margherita Urgesi sulle piste
Sulle piste di Moguls a Livigno, la Dott.ssa Margherita Urgesi racconta la propria esperienza: «Per la selezione abbiamo aderito a un bando con requisiti ben precisi, seguito da prove sugli sci e da un corso obbligatorio di soccorso in pista. Ho 37 anni, sono originaria di Torino e non sono maestra di sci, ma ho fatto sci club in Valle d’Aosta per molti anni. Avevo già svolto assistenza sanitaria alla Coppa del Mondo di La Thuile lo scorso anno, ma il clima che si respira alle Olimpiadi è davvero un’altra cosa: essere qui è già una bellissima esperienza, sia dal punto di vista professionale sia umano».
L’infermiera Monique Ferrod, impegnata nelle gare di half pipe, cross e slopestyle, unisce la sua attività in emergenza territoriale alla passione per lo sci alpino: «Ho fatto richiesta online lo scorso giugno, indicando il mio livello sugli sci e la disponibilità. Sono stata esonerata dalle prove di selezione grazie alla documentazione relativa alla mia attività di maestra di sci e, per la parte formativa, grazie a un corso teorico-pratico specifico sul soccorso in pista e su terreni impervi invernali. Ho deciso di partecipare perché questa esperienza unisce il mio lavoro alla mia più grande passione: è un sogno che inseguo da tempo e che spero, in futuro, di veder realizzare anche nella realtà valdostana».
Infine, a Bormio, durante le gare di Sci Alpinismo, disciplina alla sua prima apparizione olimpica, opera il Dott. Carlo Alberto Tarea: «Sono stato selezionato sulla base del curriculum e delle abilità sciistiche, valutate a inizio dicembre al Passo del Tonale. Partecipare professionalmente alle Olimpiadi, per di più in una disciplina al suo debutto, è motivo di grande orgoglio e rappresenta un’esperienza di altissimo valore professionale».
In ogni volo in elisoccorso, in ogni primo intervento sulle piste, questi professionisti portano non solo competenza, ma anche il senso di responsabilità e la passione per un mestiere che, anche lontano dalle montagne della Valle d’Aosta, resta profondamente radicato nel territorio.















