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Aosta Capitale | 02 gennaio 2026, 21:18

Aosta: Tra regolamento e DUP, il Comune di Aosta valuta una gestione accentrata della riscossione

Tra nuovo Regolamento delle Entrate, bilancio di previsione e un passaggio poco pubblicizzato nel DUP 2026/2028, il Comune di Aosta apre alla possibilità di concentrare la riscossione coattiva in capo ad A.P.S., con l’ipotesi di estendere il modello a tutti gli enti locali valdostani. Una scelta che solleva interrogativi politici e sociali, soprattutto su chi finirà davvero sotto pressione

Aosta: Tra regolamento e DUP, il Comune di Aosta valuta una gestione accentrata della riscossione

Siamo nel pieno del Consiglio comunale chiamato ad approvare la nota di aggiornamento al DUP e il bilancio di previsione 2026/2028. Una seduta che rischia l’oltranza, ma che meriterebbe soprattutto attenzione pubblica, perché dentro quei documenti si annidano scelte destinate a pesare – eccome – sulla vita quotidiana dei cittadini.

Già nello scorso Consiglio comunale del 17 e 18 dicembre la maggioranza ha approvato il nuovo Regolamento comunale delle Entrate. Un testo che introduce diverse novità normative, i cui effetti concreti sono ancora difficili da misurare. Sulla carta si parla di razionalizzazione del prelievo fiscale, concetto che di per sé non è scandaloso. Il problema, però, non è la teoria: è capire come scorrerà davvero il flusso dei tributi, chi pagherà di più e chi, invece, riuscirà a restare ai margini del sistema.

Ed è qui che nasce il sospetto, tutt’altro che peregrino. A essere colpita, ancora una volta, rischia di essere la solita classe media: i muli da soma con redditi appena sopra le soglie di esenzione, quelli troppo “ricchi” per gli sconti e troppo “poveri” per assorbire aumenti, more, sanzioni e rigidità amministrative. Senza dimenticare chi non potrà contare su un assistente sociale disponibile a firmare una deroga o ad aprire una via di fuga burocratica.

Come se non bastasse, sfogliando il DUP 2026/2028 – documento che pochi cittadini leggono ma che dice moltissimo – a pagina 86 compare un obiettivo che merita più di una riga distratta: uno studio o un’analisi sulle possibilità di gestione della riscossione coattiva, mediamente affidata alla società A.P.S., con un’eventuale estensione a tutti gli enti locali valdostani tramite convenzione.

A portare il tema all’attenzione dell’aula è stato il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Manuel Cipollone, che durante il dibattito consiliare ha richiamato l’attenzione su quel passaggio del DUP 2026/2028, sollevando interrogativi sulle conseguenze concrete di una possibile gestione accentrata della riscossione coattiva. 

Un intervento che ha acceso i riflettori su un obiettivo rimasto finora ai margini del dibattito pubblico e che ha posto una questione eminentemente politica: quale modello di rapporto tra Comune e cittadini si intenda costruire attraverso la leva fiscale.

Tradotto dal linguaggio amministrativo: mentre si cambia il regolamento delle entrate, si lavora in parallelo alla costruzione di una vera e propria agenzia di recupero crediti comunale. E, perché no, domani anche regionale. Un’Equitalia in versione valdostana, magari con logo nuovo e lessico più morbido, ma con la stessa funzione sostanziale: spremere ciò che resta da riscuotere.

Il tutto, guarda caso, senza grandi annunci, senza comunicati stampa, senza una spiegazione politica chiara. Un passaggio infilato “in un angolino” del DUP, come se fosse una nota tecnica qualsiasi, quando invece apre scenari pesanti sul rapporto tra amministrazione e cittadini, tra fisco locale e coesione sociale.

La domanda allora è semplice e legittima: è questo il modello che il Comune di Aosta vuole costruire? E soprattutto, chi pagherà il conto di questa riorganizzazione muscolare della riscossione?
Domande che i cittadini hanno il diritto di conoscere. Anche – e soprattutto – quando la Giunta preferisce il silenzio.

je.fe.

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