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Consiglio Valle | 10 luglio 2024, 21:17

Approvato un disegno di legge su servizi al lavoro e formazione professionale

Il Consiglio regionale, nella seduta pomeridiana del 10 luglio 2024, ha approvato un disegno di legge che disciplina l'organizzazione dei servizi al lavoro e del sistema della formazione professionale in Valle d'Aosta, abrogando la norma regionale n. 7 del 2003. Il testo ha ottenuto 19 voti a favore (UV, FP-PD, PlA, SA) e 16 astensioni (Lega VdA, RV, PCP, FI, GM).

luigi Bertschy

luigi Bertschy

Sul testo sono stati recepiti quattro emendamenti delle Commissioni quarta e quinta, 9 di PCP, di cui 5 subemendati dall'Assessore Bertschy, due di Lega VdA e uno di RV così come subemendati dall'Assessore Bertschy.

Contestualmente, l'Assemblea ha trattato cinque ordini del giorno collegati al disegno di legge, di cui uno del gruppo Lega Vallée d'Aoste approvato all'unanimità. Il testo impegna il Governo regionale a predisporre ogni azione utile a consentire la partecipazione ai tirocini e alle convenzioni supportando i soggetti privi di disponibilità nelle spese destinate alla frequenza.

Respinti, con il solo voto favorevole del gruppo proponente, due ordini del giorno di Progetto Civico Progressista: il primo sulla promozione di un referendum per l'abrogazione del Jobs Act e il secondo che voleva evitare l'ingresso delle aziende nelle scuole per lo svolgimento di attività formative. Respinto (19 astensioni della maggioranza, contro i 16 voti a favore dei gruppi di opposizione) anche l'ordine del giorno, sempre del gruppo PCP, che chiedeva la presentazione alle Commissioni interessate della bozza di deliberazione sui Progetti di utilità pubblica. Infine, è stato ritirato un ordine del giorno di PCP sul monitoraggio dell'impatto dell'intelligenza artificiale sul mercato del lavoro.

Il disegno di legge, presentato dalla Giunta regionale il 17 aprile, si compone di 34 articoli che hanno la finalità di disciplinare la programmazione e l’attuazione integrata delle politiche della Regione in materia di formazione professionale e lavoro.

Il dibattito in Aula

Il Capogruppo Stefano Aggravi, annunciando l'astensione di Rassemblement Valdôtain, ha sottolineato che «il disegno di legge interviene su una materia complessa, ma non ci sembra che siano stati fatti gli opportuni approfondimenti su questo tema di interesse eurounitario e nazionale che, inevitabilmente, riverbera i suoi effetti sul nostro tessuto economico. Pensiamo, ad esempio, al fatto che, a livello nazionale, le aziende - che esprimono la domanda di lavoro - sotto i nove addetti hanno invertito il trend di crescita e sono sempre meno rispetto a quelle grandi, sopra i 250 lavoratori. La nostra realtà è, però, caratterizzata dalla presenza di numerose micro e piccole imprese. Dalla lettura di questo testo normativo, non ci sembra che siano state fatte le necessarie riflessioni su queste logiche che condizionano e condizioneranno sempre più anche il nostro mercato del lavoro e le sue modalità di organizzazione. Molto sarà fatto dai provvedimenti conseguenti all'emanazione del disegno di legge e per questo motivo abbiamo ritenuto importante inserire una clausola valutativa, con il coinvolgimento anche del Comitato paritetico, in modo da avere contezza della reale efficacia delle azioni volute e intraprese dal Governo.»

La Capogruppo di PCP, Erika Guichardaz, annunciando l'astensione, ha parlato di «un testo che doveva essere maggiormente condiviso e che presenta molte criticità come rilevato nelle audizioni dei vari portatori di interesse. La relazione enfatizza le riforme introdotte dal Jobs Act su cui siamo fortemente contrarie ed esprime un concetto di lavoro flessibile che secondo noi non va di pari passo con un sistema di promozione e di protezione sociale. Un testo che trasforma i Progetti di inclusione sociale e che pone il concetto di condizionalità tra le misure di sostegno al reddito o la fruizione dei servizi per il lavoro e l'effettiva disponibilità ad accettare offerte di lavoro o misure di politica attiva, Inoltre, è completamente ignorato il tema del rapporto tra intelligenza artificiale e lavoro che è di grandissima attualità. Siamo di fronte ad una riforma che non tiene conto della competenza primaria della nostra Regione nell'istruzione tecnico-professionale, ma allo stesso tempo stressa il concetto di raccordo tra istruzione e formazione. Per noi, l’istruzione deve mantenere un suo ruolo formativo e non solo di addestramento professionale legato ai bisogni delle imprese. Esprimiamo poi grandi perplessità sul sistema duale. Infine, rispetto alle persone con disabilità, il testo rimane vago, mentre vi deve essere una maggiore presa in carico e incisività sul tema. Una riforma che si allontana da tutte le politiche progressiste che noi rappresentiamo.»

Il Capogruppo di Pour l'Autonomie, Aldo Di Marco, ha sottolineato «l'importanza di questa nuova disciplina che mette al centro di ogni iniziativa la persona, a cui si riconosce un ruolo essenziale nel processo di sviluppo sociale ed economico della comunità, finalizzato a raggiungere il più alto livello di benessere possibile. Un concetto che va ribadito e sostenuto così come quelli del lavoro e della formazione professionale. Il primo, inteso come dimensione fondamentale della qualità della vita di ogni individuo che contribuisce significativamente alla sua salute psicofisica e determina autonomia economica e, la seconda, come strumento che consente a giovani e adulti di acquisire le competenze per inserirsi, reinserirsi e aggiornarsi nel mondo del lavoro esprimendo al massimo le proprie potenzialità. Le politiche attive, tra le tante cose, facilitano l'incontro tra domanda e offerta, sostengono il lavoro autonomo, associato e la creazione d'impresa, promuovono e sostengono la parità di genere nell'accesso al lavoro, alla carriera e alla retribuzione, tutelano le fasce di popolazione più fragili e a maggior rischio di esclusione sociale e lavorativo, contrastano il lavoro precario e irregolare.»

Per il Capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin, «in un mondo del lavoro che è profondamente mutato siamo di fronte a due sfide: garantire alle imprese - e alla pubblica amministrazione - l'accesso ad una forza lavoro sufficiente e qualificata; la consapevolezza che non tutti riescono ad accedere al mercato del lavoro e che rimarrà sempre una fascia che avrà la necessità di essere sostenuta, ma che non può vivere continuamente di formazione e sussidi. In questo quadro si inserisce questo disegno di legge, che porta innovazioni positive e valori condivisi, ma anche delle incognite e dei principi dalla dubbia realizzazione. L'attenzione sul tema è molto alta: abbiamo evidenziato alcune criticità nell'impianto della norma cui abbiamo voluto ovviare attraverso proposte concrete con ordini del giorno ed emendamenti. Ci asteniamo sul provvedimento, ma abbiamo votato a favore degli articoli che abbiamo ritenuto degni di attenzione e positivi per la nostra regione.»

«Il sistema della formazione professionale, affrontato da questo disegno di legge, è fondamentale per contribuire allo sviluppo del mercato del lavoro e della piccola e media imprenditoria che, nella nostra regione, rappresenta una parte importante del tessuto economico - ha dichiarato il Consigliere Simone Perron (Lega VdA) -. Vedremo poi se e come la Giunta saprà applicare i principi generali attraverso le delibere di attuazione, sulle quali vigileremo in maniera costante. Sarà interessante valutare come si inserirà nell'organizzazione del lavoro valdostano la riforma nazionale sugli istituti tecnici e professionali che, voluta fortemente dalla Lega e sostenuta dal Governo nazionale, è in dirittura d'arrivo. La realizzazione della filiera tecnologica professionale in Valle ci consentirà di comprendere la posizione del Governo regionale sulla valorizzazione dei percorsi scolastici professionali e tecnici. Trovo paradossale il ragionamento di una certa parte della sinistra, presente anche in quest'Aula, che tende a svalutare questo tipo di formazione. Togliamo questo stigma: non ci sono lavori di serie b e il lavoro di un tecnico capace vale tanto quanto quello dei colletti bianchi.»

«L'approccio a questa materia è completamente diverso rispetto al passato e si fonda oggi sulle politiche attive - ha osservato il Capogruppo di Forza Italia, Pierluigi Marquis -: è una vera rivoluzione culturale e questa norma, sotto il profilo dei principi, è condivisibile. Tuttavia, sotto il profilo pratico, la strada è lunga e non sarà semplice, anche perché il mondo del lavoro si è completamente trasformato oltre che digitalizzato e richiede sempre nuove competenze. Secondo noi, occorre maggiore coordinamento tra le varie iniziative che vengono messe in campo, come ad esempio i progetti di inclusione attiva cui non seguono degli sbocchi lavorativi reali. A questi progetti, bisognerebbe per esempio riservare una quota di assunzioni nel pubblico. Riconosciamo quindi l'importanza di questo disegno di legge, dal quale discende il benessere della nostra comunità grazie alla dignità del lavoro, ma oggi il nostro voto sarà di astensione: vigileremo sull'applicazione di questa legge e cercheremo di contribuire per migliorare le politiche del lavoro in Valle d'Aosta.»

L'Assessore alla formazione e lavoro, Luigi Bertschy, in replica, ha evidenziato che «è una riforma importante che si propone di dare alle nostre politiche del lavoro e alla formazione una rinnovata spinta per essere attuali e per interpretare al meglio le esigenze dei cittadini in un mondo del lavoro che sappia accogliere al meglio le loro aspirazioni. Questa è una legge e detta quindi dei principi generali: il Piano per le politiche del lavoro, che è ora all'attenzione delle Commissioni, le darà concretezza e mi auguro che sia approvato prima della pausa estiva. Questa norma non si sostituisce ad altre azioni, non cambia nell'immediato le criticità che stiamo vivendo - come il trend demografico - ma propone una visione politica per rafforzare il buon lavoro e indica degli obiettivi da raggiungere. Ricordo anche che si sviluppa all'interno di un contesto di riferimento normativo che noi adattiamo, con questa legge regionale, alla Valle d’Aosta. Lavoro e istruzione devono parlarsi sempre più: è questa una necessità per dare risposte, in particolare ai nostri giovani, affinché possano scegliere la loro strada. Non ci sono strade migliori o peggiori: ci sono strade giuste che tutti, in particolare i giovani, devono poter percorrere. Occorre anche trovare la giusta collaborazione tra pubblico - che indirizza e governa le politiche - e privato - che offre lavoro, in una comunità lavorativa che crede nel valore della qualità. Abbiamo investito molto sull'Alleanza per il lavoro di qualità, perché è in questo contesto che si alza il livello, mettendo le persone nelle condizioni di lavorare sempre più in un contesto di miglioramento della formazione professionale e guardando al mercato interno valdostano, studiando la domanda e l'offerta, facendo sì che tutto questo si sviluppi in un quadro trasparente di azioni. In questa legge ci sono le premesse per sviluppare un'azione politica volta a fare crescere socialmente, culturalmente ed economicamente la Valle d’Aosta.»

red/com

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