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ECONOMIA | 01 dicembre 2022, 09:11

Proroghe per il mantenimento dei "dehors"

Adottato dal Consiglio Valle anche il nuovo regolamento dei requisiti igienico-sanitari per la somministrazione di alimenti e bevande

Proroghe per il mantenimento dei "dehors"

Il Consiglio ha approvato, con 20 voti a favore (UV, AV-VdAU, FP-PD, SA, GM, FI) e 15 astensioni (Lega VdA, PlA, PCP), un disegno di legge che dà disposizioni in materia di esercizi pubblici di somministrazione di alimenti e bevande e di strutture turistico-ricettive, con particolare riguardo agli allestimenti esterni di carattere temporaneo (cosiddetti dehors), modificando la legge n. 8/2020 (assestamento di bilancio).

Composta di tre articoli, l'iniziativa legislativa è stata illustrata in Aula dal Consigliere Paolo Cretier (FP-PD): «Il testo propone un prolungamento di carattere temporaneo ma urgente per il mantenimento della capacità ricettiva delle strutture di alberghi, extralberghiere, dei complessi ricettivi all’aperto, degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e degli agriturismi, oltre i 210 giorni previsti con modalità semplificate. La proroga è ritenuta opportuna in quanto molte attività sono esercitate in ambiente montano, ubicate in luoghi a volte difficilmente raggiungibili da mezzi idonei, e lo smantellamento delle strutture autorizzate è di difficile soluzione operativa sia quando vi sono copiose nevicate sia quando debbano svolgersi in contemporanea all'attività del periodo natalizio di maggiori affluenze. Una legge necessaria, quindi, in una fase in cui perdura l’emergenza epidemiologica da Covid-19, in un contesto di crisi energetica e, purtroppo, in un'Europa che risente indirettamente e pesantemente della devastante guerra in Ucraina.»

Il Vicecapogruppo della Lega VdA, Stefano Aggravi, ha osservato che «la legge 8/2020 che andiamo a modificare prevedeva modalità semplificate fino al 27 ottobre 2022: quindi, più che opportuno, questo disegno di legge è estremamente in ritardo visto che è arrivato in Commissione l'8 novembre. Ci chiediamo: è un danno per chi ha rispettato le regole e ha già smontato il dehors? Ricordo poi che c'è un vuoto normativo e ora ci dobbiamo aggrappare ad una normativa statale: questo alla faccia dell'esercizio della nostra autonomia speciale. I fatti dimostrano che c'è molta confusione: spiace che il nostro gruppo non possa votare questo provvedimento - che condividiamo nel principio e nei contenuti -, ma che riteniamo un gran pasticcio. Se alle nostre imprese e attività vogliamo dare confusione, questo ci preoccupa molto. Anche in vista della prospettata riforma del SUEL (Sportello unico degli enti locali).»

Il Presidente della terza Commissione, Albert Chatrian (AV-VdAU), ha sostenuto che «come Commissione abbiamo cercato di essere rapidissimi, ma è certo che questo disegno di legge doveva arrivare prima del 27 ottobre, ossia prima della scadenza dei termini di legge. Gli Uffici hanno chiarito che nel periodo intercorrente tra il 27 ottobre e l'entrata in vigore di questo disegno di legge possa applicarsi la norma nazionale vigente. Si poteva e si doveva fare meglio, ma oggi è nostro compito approvare questo provvedimento che darà certezza alle attività fino al 30 aprile 2023.»

«Non voteremo questo disegno di legge in quanto la proroga doveva arrivare molto prima rispetto a quando è stata presentata in Commissione - ha annunciato la Capogruppo di Progetto Civico Progressista, Erika Guichardaz -. Il provvedimento arriva fuori tempo e chi ha smontato i dehors attenendosi alla norma oggi è penalizzato rispetto a chi ha pensato di non farlo. Non crediamo che continuando con le proroghe si possa risolvere il problema. Bisogna sollecitare il legislatore regionale a riesaminare l'intera materia in tempi brevi per evitare situazioni spiacevoli come questa. I dehors hanno dimostrato di essere un volano turistico e commerciale che ha portato gli imprenditori ad effettuare importanti investimenti.»

Il Capogruppo di Pour l'Autonomie, Marco Carrel, annunciando il voto di astensione, ha concordato «sulla necessità di questa legge, ma c'è un vuoto normativo e, soprattutto, c'è una mancanza di rispetto nei confronti di chi ha osservato le regole, che oggi si trova svantaggiato. Non riteniamo giusto il metodo con cui è stata presentata in Commissione e in Consiglio: bisognava intervenire con tempi diversi per rendere equa questa norma che, purtroppo, equa non è e che non possiamo approvare.»

Il Consigliere Mauro Baccega (Forza Italia) ha ricordato «l'impegno preso dal nostro partito nel sostenere i contenuti di questo disegno di legge che, quindi, voteremo favorevolmente. Tuttavia è necessario rivedere tutta la materia nel suo complesso perché il metodo adottato finora non è confacente alle esigenze rappresentate dagli imprenditori ed è necessario adeguarsi alla concorrenza di altri contesti.»

L'Assessore al turismo e commercio, Jean-Pierre Guichardaz, nel ringraziare i colleghi per il lavoro svolto, ha replicato: «I tempi tecnici tra l'entrata in vigore della norma nazionale (il 23 settembre) e la predisposizione della modifica della legge regionale sono stati strettissimi. A difesa degli uffici regionali, che si sono attivati in maniera rapidissima, ricordo che è cominciato da subito un percorso di scrittura di questa norma, attraverso un confronto preventivo con gli uffici e i portatori di interesse. Il decreto nazionale ha tempi applicativi eccezionalmente stretti, in quanto in tante altre regioni l’applicazione - un mese dall’emanazione del decreto alla data di entrata in vigore - è automatica e non richiede adattamenti normativi. Il dirigente nella sua immediata risposta alle richieste della terza Commissione ha spiegato che il vuoto normativo regionale può essere colmato dalla normativa nazionale da cui deriva questo disegno di legge, come avviene altrove. Questo è un provvedimento che è risolutivo del problema e che affronta la questione tenendo conto della nostra particolare situazione regionale.»

red.

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