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ECONOMIA | 12 dicembre 2025, 07:55

Energia, informazione e disuguaglianze: l’Italia che rischia di rimanere al buio

Un’indagine di Cittadinanzattiva mostra come il mercato energetico rimanga opaco, diseguale e difficile da governare per ampie fasce di cittadini. Tra dati preoccupanti, sensibilità ambientale crescente e richieste di strumenti concreti, emerge una consapevolezza diffusa: senza supporto, formazione e tutele il consumatore resta solo. Anche in Valle d’Aosta cresce l’allarme, come ricorda Maria Grazia Vacchina

Energia, informazione e disuguaglianze: l’Italia che rischia di rimanere al buio

Sui temi energetici, Piero, il Paese continua a viaggiare a due velocità. E mentre si parla di transizione ecologica, efficienza e rinnovabili, la realtà racconta un divario informativo ancora profondo tra aree territoriali e fasce socio-economiche. Lo certifica l’indagine nazionale di Cittadinanzattiva “Energie di Comunità”, una consultazione che ha coinvolto 2.316 cittadini e numerosi focus group regionali, compresa la Valle d’Aosta.

A livello nazionale solo il 40% degli italiani dichiara di leggere per intero la bolletta e di comprenderne davvero le voci. Oltre il 30% ha cambiato fornitore nell’ultimo anno, e nel 72% dei casi lo ha fatto per risparmiare. Ma un dato colpisce ancora di più: l’80% ha ricevuto proposte di cambio fornitore giudicate aggressive (74%) o poco comprensibili (27,5%). È il segno di un mercato percepito come “selvaggio”, dove l’informazione è spesso uno strumento al servizio dell’offerta, non del cittadino.

La sostenibilità rimane però molto più di una parola-chiave. Oltre l’80% degli intervistati afferma che la preoccupazione ambientale incide sulle scelte quotidiane; il 70% ha adottato comportamenti virtuosi per ridurre i consumi e quasi la metà ha già investito — o vorrebbe farlo — nell’efficientamento energetico della propria casa. Eppure anche qui il divario si sente: il 57% conosce gli incentivi, ma li considera difficili da ottenere (58%) o poco efficaci (12,7%). La burocrazia, insomma, continua a frenare anche i più volenterosi.

Ancora più allarmante è il dato sulla povertà energetica: il 43% non ne ha mai sentito parlare; un altro 40% ne ha solo una vaga idea. In pratica, otto italiani su dieci non hanno gli strumenti per identificare un fenomeno che colpisce milioni di famiglie. E intanto cresce la richiesta di “interventi strutturali”: il 38,6% degli intervistati chiede case più efficienti, non solo bonus per pagare le bollette.

La consultazione mostra anche come il mercato venga percepito come complesso, opaco, quasi ostile. Oltre metà degli italiani chiede controlli più rigidi sulle pratiche commerciali scorrette (57,3%) e bollette più chiare (54,7%). La sensazione dominante è quella di non avere un vero margine di scelta: tariffe incomprensibili, offerte non confrontabili e un linguaggio tecnico che allontana invece di avvicinare.

Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), sulla carta uno degli strumenti più promettenti, risultano ancora un labirinto: partecipare richiede supporto tecnico-amministrativo (58,6%), informazioni semplici (52,9%) e incentivi mirati (44,3%). Le funzioni attribuite alle CER sono chiare — riduzione delle bollette (45,7%) e maggiore diffusione delle rinnovabili (42,3%) — ma il potenziale resta imbrigliato da troppa complessità.

Il coinvolgimento emotivo verso il cambiamento climatico è alto — oltre il 70% si dichiara “molto” o “abbastanza” coinvolto — ma senza strumenti adeguati il cittadino finisce per ridurre la propria azione ai comportamenti “a basso costo” e poco più. La transizione energetica resta così un puzzle in cui i pezzi ci sono, ma non si incastrano.

La sostenibilità energetica deve tradursi in benefici misurabili per i cittadini”, ricorda Tiziana Toto, responsabile nazionale politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva. “Non è sufficiente informare di più: serve informare meglio, dotare i consumatori di strumenti per modificare i consumi, attivare tutele e contestare abusi. E servono politiche che rendano le scelte sostenibili accessibili e non un lusso”.

Una visione condivisa anche in Valle d’Aosta, dove Maria Grazia Vacchina, segretaria regionale di Cittadinanzattiva, insiste da tempo sulla necessità di colmare il divario informativo tra chi ha accesso alle conoscenze e chi ne rimane escluso, soprattutto nelle aree più isolate della regione. La Vacchina richiama spesso l’urgenza di interventi concreti per accompagnare le famiglie nella comprensione del mercato, nella difesa dalle pratiche scorrette e nell’accesso ai diritti energetici.

Perché la transizione — quella vera — non è solo tecnologia o investimenti: è anche alfabetizzazione, trasparenza e giustizia sociale. E senza questi elementi, la sostenibilità rischia di restare una promessa buona per i convegni, ma lontana dalla vita delle persone che ogni mese devono capire come pagare la bolletta.

pi.mi.

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