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Piemonte NordOvest | 21 ottobre 2022, 08:30

SUCCESSO DELLA GITA DEL 16 OTTOBRE PER "ROC, PERE E PICAPERE

di Lodovico Marchisio Foto di Enrico Scagliotti, Roberta Maffiodo e Arnaldo Reviglio

Saluto delle autorità alla partenza in Piazza del Popolo ad Avigliana

Saluto delle autorità alla partenza in Piazza del Popolo ad Avigliana

Più di 60 i partecipanti alla gita del 16 ottobre "Roc, pere e picapere" condotti come sempre dall’infaticabile ed onnipresente Arnaldo Reviglio, che riesce con l’aiuto dei suoi validi collaboratori (oltre a quelli più avanti indicati sono da citare gli accompagnatori Giampiero Salomone del CAI GEB Torino e Claudio Ronzoni degli ecovolontari aviglianesi) a far conoscere le infinite risorse della sua Avigliana, città medioevale dal cuore verde. Come sempre ho voluto essere presente anch’io che ho portato il saluto del CAI TAM spostandomi in auto nei punti più raggiungibili (Piazza del Popolo, luogo di partenza e arrivo, area pic-nic del Lago Piccolo, Chiesa di Sant’Agostino e saluto finale al rientro). Fa male al cuore, a causa delle mie patologie sempre più invalidanti, non poter più seguire il gruppo, anche se tanti ricordano le mie varianti avventurose e adrenaliniche di quando conducevo le gite.

Sosta al Lago Piccolo allietati dai canti e recitazione di Roberta Maffiodo

Commoventi sono stati anche il canto alla sosta pranzo “Sul rifugio” intonato da Roberta Maffiodo cui ha fatto seguito la lettura della poesia “Oasi” tratta dal mio libro: “Insieme verso la luce” che ha commosso tutti i presenti, che hanno applaudito Roberta e fatto a me tante strette di mano per la mia presenza nonostante il precario stato di salute. Prima d’iniziare la camminata, l’assessore Andrea Remoto è intervenuto per salutare e ringraziare i partecipanti, gli ecovolontari e quanti operano per mettere in luce le ricchezze del territorio.

Poco dopo la visita alla Chiesa della Madonna delle Grazie (secolo XIV, già della Santissima Trinità e appartenente all’Ordine degli Umiliati) dove Silvio Amprino, presidente dell’Associazione Amici di Avigliana (che quest’anno compie 50 anni di attività e di importante presenza nella vita culturale della Città) ne ha illustrato la storia mettendo in evidenza quanto ivi contenuto (coro ligneo e quadri ex voto).  Una breve visita storico-culturale durante il successivo tragitto ha consentito di ammirare la Torre dell’Orologio, la facciata e il campanile di San Giovanni, Piazza Conte Rosso, cuore del centro storico e l’esterno di Villa Cantamerlo. Si è poi saliti sulle pendici del Monte Pezzulano, con i ruderi del Castello sabaudo, dove sono stati illustrati i lavori effettuati nell’ultimo decennio come il tratto attrezzato per superare il salto roccioso sul lato ovest e altri per mettere in luce reperti archeologici (bastioni, cisterna medioevale, …), i sentieri circolari e l’acquedotto  risalente al XIX secolo. Dopo il percorso naturalistico ha poi raggiunto l’altura delle Rocce Rosse

In cima alle Rocce Rosse

dove, oltre ad ammirare il panorama, il giovane assessore, nonché geologo, Stefano Ditella ha illustrato la geomorfologia della Bassa Valle di Susa e l’origine con le caratteristiche delle varie rocce della zona.

 

Al Culatè tra i ruderi del Castello e le Rocce Rosse

Alla sosta seguente al Roc ‘d Pera Piana (Cit Cervin) Enrico Scagliotti, presidente CAI Almese ed ecovolontario aviglianese, ha illustrato i lavori effettuati recentemente per riportare il monolito all’antico splendore dei tempi  di Giancarlo Grassi che, con amici e giovani aviglianesi dell’epoca, l’ha più volte scalato e citato sui suoi scritti.

Traccia dell'antico Ghiacciaio a Pera Piana

A poca distanza si è osservata la caratteristica formazione rocciosa di Pera Piana, “montonata” in quanto levigata in seguito al ritiro dei  ghiacciai; si è poi proseguiti per le pendici del Monte Capretto e raggiunta la Baia Grande. In seguito si è transitati sulle piste circumlacuali del Lago Grande e del Lago Piccolo, dove si è effettuata la pausa per il pranzo al sacco. Si è poi saliti sul versante aviglianese del Moncuni, dopo aver attraversato le borgate Sada e Olivero, percorrendo il Viol di Pla per raggiungere il Viulet (sentiero che collega Trana al Bal ‘d li Maschi), dopo una sosta fotografica presso il bel luogo panoramico in prossimità del confine comunale, un bel tratto di bosco di roveri e castagni e una zona ricca di felci si è giunti alla radura prativa del Bal ‘d li Maschi, luogo che ha sollecitato molteplici fantasie popolari e leggende recuperate dalla memoria degli anziani. Poco prima e dopo si sono percorsi tratti del sentiero dedicato nel 2013, a un anno dalla sua scomparsa, a Gianfranco Salotti, instancabile ambientalista, primo presidente del Parco dei Laghi di Avigliana e ultimo vice presidente dell’Ente medesimo: nell’occasione del 10° anniversario della dipartita, tramite la figlia Ilaria, sia al Bal di Maschi sia a Pera Luvera, si è cercato di far rivivere il suo pensiero, la sua visione profetica,  la spiritualità del camminare e il confronto aperto ma costruttivo (ad esempio la Via dei Pellegrini è nata e si è estesa grazie al suo intuito).

Arnaldo Reviglio conduttore e narratore del percorso

Tra i due luoghi appena citati, si sono attraversate sia la zona dei “picapera” che ci ha ricordato la manualità di “cavatori”e scalpellini di un tempo sia la zona che potrebbe diventare un "parco boulder" in quanto sono presenti diversi massi erratici di ogni forma, altezza e dimensione (Pera ‘d le Masche con gli affiliati, Masso del Sentiero, l’imponente Pera Luvera, … ) già valorizzati circa 50 anni fa da Giancarlo Grassi e recentemente ripuliti dalla vegetazione (sentieri e sassi) da parte degli Ecovolontari.

Alla Pera Luvera (Masso Erratico)

Attraverso i sentieri citati e alcuni raccordi si è raggiunto il centro urbano e poco prima del rientro si è avuta l’opportunità di visitare, sul retro del complesso del Polo Sanitario, la Chiesa di Sant’Agostino e il bosco del Monte Piocchetto (luoghi del cuore FAI 2020 con oltre 4500 voti) dove si è ritrovato il Presidente degli Amici di Avigliana che ha illustrato la storia del monastero già degli Agostiniani e poi convento dei Gesuiti. Dopo 9 ore complessive tra camminate e soste, con 15 km. percorsi e circa 500 metri di dislivello, comprensivi dei vari saliscendi,  il rientro con un corale ringraziamento dei presenti per la straordinaria giornata che è stata una scoperta continua di tesori preziosi di natura, arte e storia.

ascova

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