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Consiglio Valle | 01 agosto 2022, 05:00

Emmerdements autonomistes

Oggi Uv Av-VdA Unie aprono il cantiere delle alleanze da nous faire parvenir per le elezioni del 25 settembre

Emmerdements autonomistes

Il fatto che il centrodestra abbia la possibilità di far deragliare la democrazia italiana non significa che lo farà, naturalmente. Ma il problema è che  Meloni e Salvini fanno a gara per conquistarsi le simpatie di Viktor Orbán, che in Ungheria ha già fatto esattamente questo.

A noi interessa cosa gli autonomisti fanno o faranno per mettere un freno alla deriva a destra. E di questo se ne devono rendere conto gli autonomisti dibattuti tra il chiamarsi fuori dalla battaglia Letta Meloni o giungere ad una alleanza con il Pd.   In Valle d’Aosta, infatti, nulla è scontato tanto che la destra ben difficilmente riuscita a portare in cascina il risultato se gli autonomisti TUTTI ed il Pd avranno l’umiltà di creare una diga contro la “democrazia illiberale”, principale alleato di Putin in Europa.

Tutto questo crea inquietudine. Vorrei poter credere che l’Uv, Av-VdA Unie, ma anche Pour l’Autonomie, ma anche il Pd VdA dovrebbero impedire questo esito. Certo è che poco o nulla la Valle d’Aosta può incidere sull’esito elettorale del Paese Italia, ma è altrettanto vero che i due parlamentari valdostani potrebbero essere un forte robusto anello di congiunzione tra Aosta e Roma solo se sono convintamente autonomisti, regionalisti e federalisti, europeisti, ovvero il contrario dei sovranisti che ambiscono a guidare il Paese.

E se questa è la scelta che illuminerà  l’Uv, Av-VdA Unie, ma anche Pour l’Autonomie, ma anche il Pd VdA allora sarà necessario proporre agli elettori due candidati capaci di scaldare i cuori dei valdostani.

Due personalità rappresentative del Territorio, della Politica, del Lavoro, ma che non siano divisivi. Forse la scelta più complicata riguarda il candidato della Politica. Potrebbe essere il Presidente della Regione Erik Lavevaz o un assessore regionale. La scelta di un assessore faciliterebbe la ricomposizione della maggioranza. Sarebbe ben più complicato sostituire Lavevaz.

Se gli autonomisti voglio giocare la carta di un candidato del Territorio la scelta potrebbe cadere su Franco Manes, Presidente dei Sindaci Valdostani, che in questi anni di pandemia ha saputo tenere il timone a dritta. Ma in questo caso l’Uv non potrebbe pretendere di avere due candidati. La coalizione Uv, Av-VdA Unie dovrebbe individuare un candidato gradito a Av-VdA Unie che potrebbe essere un assessore, anche se circola la candidatura di un consigliere regionale.

Il Pd VdA, ha già formulato informalmente la proposta di un proprio candidato, ma ciò contrasta con l’esigenza di ricostituire in Valle un fronte autonomista progressista compatto senza derive a destra.

Ed in questo senso anche Pour l’Autonomie dovrebbe dire chiaro e tondo in che campo si schiera ed evitare le perplessità create da Stella Alpina che si dichiara nell’area autonomista (anche gli autonomisti la considerano nell’area, ndr.) ma poi ben non si capisce a che gioco gioca. E poi c’è Azione di Marco Curighetti che dovrà dire se corre autonomamente o sostiene il campo autonomista. E poi c’è Italia Viva di Giovanni Sandri che non nasconde simpatie politiche con Stella Alpina.

Il compito di Albert Chatrian (Av), Luciano Caveri (Mouv), Cristina Machet (Uv), Aldo Di Marco e Stefania Anardi (PlA), Carlo Marzi (Sa), Luca Tonino (Pd), e chi altro vuole scrivere una nuova pagina della storia valdostana, è saper superare velocemente personalismi e risentimenti e costruire un’offerta elettorale comune e credibile in grado di superare le curve di tifosi organizzati a favore dell’una o dell’altra bandiera e scaldare i cuori dei valdostani evitando di presentare minestre riscaldate e trombati.

piero.minuzzo@gmail.com

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