/ CRONACA

CRONACA | 18 luglio 2022, 10:00

Una consultazione per l'Università della Valle d’Aosta vent'anni dopo?

Una consultazione, spiega Cittadinanzattiva VdA, per risolvere gli interrogativi sul futuro dell'Università della Valle d'Aosta è l'ultima idea che pare verrà lanciata tra i “portatori di interesse”

L'utopico progetto della nuova università

L'utopico progetto della nuova università

Ma chi sono costoro se non la società valdostana tutta che, vent'anni fa’, guardava al progetto  con un misto di curiosità, speranza, sospetto? Un tema, quello dell'UNIVdA, che non è mai stato centrale nel dibattito pubblico, quasi rappresentasse un mondo a parte, e che ad oggi evidenzia problematiche derivanti anche dallo Statuto fondativo.

"Pemesso che non è facile la vita di un piccolo Ateneo, a lungo pensato, i primi a farlo parvero visionari, tra chi temeva colonizzatori e chi paventava che i giovani non uscissero dalla Valle, ma poi realizzato in fretta a scapito di un’attenta valutazione del contesto specifico e della peculiare mission attrattiva, l’UNIVdA - continua a soffrire di un modo di procedere che non è tanto quello del passo più lungo della gamba quanto quello di passi non adeguatamente coordinati nella peculiare direzione".

Il polo universitario, per il quale si rinvia l'inaugurazione, ha visto lievitare costi e tempi rispetto al progetto e non è chiaro se riuscirà ad ospitare tutti gli spazi necessari; la facciata in pregiato Korian ricorda sì i nostri ghiacciai ma ha già richiesto interventi di manutenzione; intanto si apprende che il servizio di studentato di 20 posti non sarà più disponibile per il nuovo anno accademico.

Si legge ancora in una nota di Cittadinanzattiva VdA che nella classifica Censis degli Atenei non statali e fino a 5.000 iscritti l'UNIVdA si posiziona all'ottavo posto, ovvero terzultima. L'Ateneo valdostano, sottofinanziato rispetto a quello di Bolzano e con quasi l'80% delle spese a copertura degli stipendi del personale, ha perso un quarto degli studenti, offre un solo biennio magistrale (dopo la triennale si deve emigrare se non si sceglie l’unica magistrale di taglio economico), i dottorati sono una chimera e la ricerca il punto dolente evidenziato dall'ultimo rapporto ANVUR mentre è proprio la ricerca a garantire all’Università reputazione e prestigio (il che comporta che i docenti siano tutti “ricercatori attivi”).

"Va certamente considerato obiettivo raggiunto - precisa Maria Grazia Vacchina, Presidente di Cittadinazattivia VdA - la possibilità offerta in Valle di una laurea triennale, specie per giovani di famiglie sprovviste di titoli accademici e per persone già immesse nel mondo del lavoro, ma l'UNIVdA non deve ridursi a mera continuazione delle scuole superiori". E ribadisce: "Possiamo e dobbiamo volerla aperta al mondo, in dialogo con Istituzioni di ricerca anche internazionali, in grado di offrire cultura e lavoro. Se vogliamo un Ateneo a misura di Costituzione, come punto di arrivo di un diritto allo studio che non può e non deve essere un lusso per pochi essendo un diritto primario (purtroppo sottovalutato dai vertici della scuola valdostana a partire dal diffuso abbandono da parte dei soggetti socialmente più fragili), è tempo di bilanci: mieux vaut tard que jamais!"

red. cro.

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore