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CRONACA | 26 marzo 2026, 11:48

Notte nel vento a Levionaz: salvati due scialpinisti dopo ore di attesa

Soccorsi in elicottero due escursionisti tedeschi bloccati dal maltempo a oltre 2.200 metri: decisiva una breve finestra di visibilità dopo una notte sotto zero

Foto di repertorio

Foto di repertorio

Nel vallone di Levionaz, in Valsavarenche, la montagna ha alzato la voce nel pomeriggio di ieri. Vento, neve e visibilità ridotta hanno trasformato una traversata scialpinistica in una lunga notte di attesa.

Due scialpinisti tedeschi, impegnati lungo l’itinerario tra il rifugio Sella di Cogne e il rifugio Chabod, si sono trovati impossibilitati a proseguire a quota 2.280 metri. Il maltempo ha chiuso ogni via, costringendoli a fermarsi e a chiedere aiuto.

Il primo tentativo di recupero da parte del Soccorso Alpino Valdostano, effettuato già nel pomeriggio, si è scontrato con condizioni meteo proibitive. L’elicottero ha dovuto rinunciare all’avvicinamento: troppo forte il vento, troppo instabile la visibilità.

Dalla Centrale unica del soccorso, però, arrivavano notizie rassicuranti. I due alpinisti erano in buone condizioni fisiche e, soprattutto, adeguatamente equipaggiati per affrontare la notte in quota, anche con temperature sotto lo zero. Un dettaglio tutt’altro che secondario, che ha permesso ai soccorritori di calibrare l’intervento senza esporsi a rischi inutili.

Nel frattempo, una squadra mista composta da tecnici del Soccorso Alpino Valdostano e del Soccorso Alpino Guardia di Finanza è rimasta pronta a intervenire via terra, opzione però resa impraticabile dalle stesse condizioni che avevano fermato l’elicottero.

La svolta è arrivata questa mattina, quando una breve attenuazione della scarsa visibilità ha aperto uno spiraglio. Una finestra minima, ma sufficiente per tentare di nuovo.

Il volo è stato tutt’altro che semplice. Il forte vento ha imposto all’equipaggio di alleggerire il mezzo, scaricando tutto il peso superfluo per poter raggiungere il punto di recupero. Una manovra delicata, giocata sul filo dell’equilibrio tra sicurezza e necessità.

Alla fine, il contatto. I due scialpinisti sono stati recuperati e trasportati ad Aosta, dove il medico dell’elisoccorso ne ha valutato le condizioni: complessivamente buone, ma segnate da un principio di ipotermia dopo una notte esposta al freddo e alle raffiche.

Il trasferimento al pronto soccorso è stato disposto per accertamenti e cure.

Una storia che si chiude senza conseguenze gravi, ma che ricorda, ancora una volta, quanto rapidamente la montagna possa cambiare volto — e quanto, in certe condizioni, basti poco perché un’escursione diventi una prova di resistenza.

je.fe.

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