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CRONACA | 24 marzo 2026, 14:47

Tra neve, memoria e spirito di corpo: a Rhêmes-Notre-Dame il raduno UNUCI che unisce passato e presente

Sulle nevi del Parco del Gran Paradiso, l’Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia rinnova il suo appuntamento invernale tra addestramento alpino, commemorazione dei caduti e riflessioni storiche, in una giornata che intreccia tradizione militare e valori civili

Da sn:  Cap. Com. CRI Piffari Antonello, Ten. Alp. Vizzi Erik, presidente UNUCI Ferrero Massimo, il relatore Gen. B. Vizzi Antonio

Da sn: Cap. Com. CRI Piffari Antonello, Ten. Alp. Vizzi Erik, presidente UNUCI Ferrero Massimo, il relatore Gen. B. Vizzi Antonio

Rhêmes-Notre-Dame, incastonata nel cuore del Parco del Gran Paradiso, si è trasformata ancora una volta in un crocevia di memoria, disciplina e condivisione. L’annuale raduno invernale dell’UNUCI – Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia – ha richiamato soci, autorità e rappresentanti delle associazioni d’arma per una giornata intensa, scandita da momenti operativi e solenni.

La mattinata di sabato 21 marzo si è aperta con un suggestivo addestramento alpino alla Punta di Sort. Sci ai piedi per alcuni, ciaspole per altri, i partecipanti hanno affrontato il terreno innevato in un contesto che ha saputo coniugare esercizio fisico e spirito di adattamento, nel solco delle tradizioni delle truppe alpine. Un’esperienza che, al di là dell’aspetto tecnico, ha rafforzato quel senso di appartenenza che resta uno dei pilastri dell’associazione.

A seguire, il clima si è fatto più conviviale con il pranzo condiviso, occasione per rinsaldare legami e scambiarsi ricordi ed esperienze, in un’atmosfera che ha saputo unire generazioni diverse sotto il segno comune dell’impegno e del servizio.

Il pomeriggio ha segnato il passaggio a un registro più solenne e carico di significato. Presso il monumento ai caduti della Grande Guerra, si è svolta la cerimonia di ricordo e resa degli onori. L’alzabandiera, le note dell’Inno del Piave, la deposizione della corona d’alloro e il toccante momento del “silenzio” hanno restituito tutta la forza simbolica di un rito che continua a parlare anche al presente.

Nel suo intervento, il sindaco di Rhêmes-Notre-Dame, Firmino Thérisod, ha richiamato il sacrificio dei caduti del piccolo comune: “Anche le comunità più piccole hanno pagato un prezzo altissimo alla storia. Ricordarli oggi significa mantenere vivo il legame tra identità e memoria”. A chiudere la cerimonia è stato il presidente dell’UNUCI, Massimo Ferrero, che ha voluto “ringraziare le autorità e tutti i presenti per aver condiviso un momento di così alto valore civile e morale”.

Da sn: Col. Alp. Ragni Alberto, Ten. Fant. Marta Massimiliano, Ten. Carabinieri Framarin, presidente UNUCI Ferrero Massimo, in primo piano Ferrero Maurizio

La giornata è poi proseguita nella Sala consiliare del municipio con un approfondimento storico di grande interesse. Il Generale di Brigata Antonio Vizzi ha tenuto una conferenza dedicata alla Scuola Militare Alpina durante la Seconda Guerra Mondiale, offrendo uno sguardo puntuale e documentato su un capitolo cruciale della storia militare italiana. “Studiare il passato – ha sottolineato – significa comprendere meglio le radici delle nostre istituzioni e dei valori che ancora oggi le sostengono”.

In chiusura, spazio al riconoscimento dell’impegno e della fedeltà associativa. Sono state consegnate le benemerenze ai soci con lunga anzianità di iscrizione: per i 30 anni il Maggiore Medico Pasquariello Lorenzo, il Capitano Artaz Lorenzo e il Tenente Vizzi Erik; per i 25 anni lo stesso Generale di Brigata Antonio Vizzi; per i 15 anni il Capitano commissario Piffari Antonello.

A testimoniare l’importanza dell’appuntamento, la presenza di numerosi rappresentanti del mondo associativo militare: il presidente dell’Istituto del Nastro Azzurro per i decorati al valore militare, Primo Capitano Politano Gian Carlo; il presidente dell’Associazione Nazionale Famiglie e Dispersi in Guerra, Colonnello Ragni Alberto; e il presidente dell’Associazione Nazionale Militari della Croce Rossa Italiana in congedo, Capitano commissario Piffari Antonello.

Una giornata che, tra neve e memoria, ha saputo rinnovare un messaggio chiaro: il passato non è solo da ricordare, ma da vivere come fondamento di una comunità consapevole, capace di guardare avanti senza dimenticare.

je.fe.

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