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Piemonte NordOvest | 10 dicembre 2021, 10:30

TRUC SAN MARTINO

A cura di Lodovico Marchisio

Il Truc di San Martino

Il Truc di San Martino

Caratteristica piramide rocciosa molto invitante se vista da Foresto, con una peculiarità e cioè che i nostri montanari avevano costruito a mano dei muretti a secco, con le lose*, un percorso oggi in disuso, ma che andrebbe recuperato, perché sarebbe una testimonianza unica in bassa Val di Susa dell’ingegno umano. Tale cima è raggiungibile da più itinerari. Compagna d’avventura: Raffaella Gastaudo.

*) La losa o anche detta pioda è una lastra di pietra, generalmente utilizzata in edilizia come tegola o per la pavimentazione

Il sentiero di accesso

Scheda tecnica:

difficoltà: secondo da dove si sale (da T/E a F+)
esposizione prevalente: Sud
quota partenza (m): 465
quota vetta/quota massima (m): 872
dislivello salita totale (m): 407
località partenza: Foresto (Bussoleno , TO) – it. consigliato da Gulliver

accesso: bassa val di Susa, Bussoleno, Foresto (parcheggio)

cartografia: Carta sentieri e stradale 1:25:000 Valsusa n°3 - Fraternali editore

descrizione itinerari:

A)    Arrivati alla chiesa di Foresto prendere la strada in direzione Est (Bussoleno) per 50-100 m (superando l’edificio del Parco). Vi è un segnavia per il Truc San Martino - Sentiero degli Orridi. Parcheggio per 4-5 auto oppure parcheggiare direttamente alla chiesa. Itinerario che inizia su stradina; dopo 200-300 metri si arriva a ridosso della montagna e s’imbocca un evidente e largo sentiero che costeggia il pendio in direzione Est. Poco oltre le pareti di roccia (sito di arrampicata) il sentiero inizia a salire rapidamente in direzione Nord Ovest. Al primo bivio tenere la sinistra (tacche rosso-bianche). Il sentiero sale velocemente fino alla località Piancolore, breve falsopiano erboso posto tra vari salti di roccia, e, superato lo stesso, riprende a salire volgendo in direzione Nord Ovest. Il sentiero, sempre ben segnato, arriva a un colletto erboso che separa il Truc San Martino (Piccola cima erbosa vista arrivando da questo sentiero) dalla cresta che continua in direzione Nord.
Seguire sempre le evidenti indicazioni per il Truc San Martino che vi porteranno sulla cima sovrastata da un palo con bandiera.

Imbocco del sentiero

B)    La via più breve per accedere a questa cima (per chi possiede una 4x4) giunti a Bussoleno (SS24 o autostrada con uscita a Chianocco), prendere la strada per Falcimagna (o Falcemagna), prima di arrivare alla frazione svoltare per una strada sterrata a sinistra a tratti ripida che termina a “Case Trucco”. Strada percorribile con una 4x4 o auto alta “sotto”. Di qui a piedi, in falsopiano verso la testata della valle fino a un cippo con descrizione delle montagne. Da questo insieme di cartelli indicatori, se si salisse a destra si raggiungerebbe la nuova falesia (Cateissoft, molto ben attrezzata). Fin qui 30 minuti. Per raggiungere la nostra cima (la si vede svettare più in basso di noi) una volta giunti poco sopra un palo della luce al quadrivio con indicazione delle varie destinazioni, si può scendere in direzione della nostra meta che è un cocuzzolo ben individuabile in basso (perché è quasi sempre presente un drappo svolazzante), che è il “Truc San Martino”, (872 m) contrassegnato tra l’altro con segnavia del CAI fino al salto finale che si raggiunge senza difficoltà. 15 minuti dal punto di digressione (35 minuti da Case Trucco – parcheggio). Va aggiunto, a titolo di cronaca, che si può partire anche da Chianocco percorrendo totalmente il “Sentiero degli Orridi” in 4 ore che vi porta con una digressione a raggiungere questa cima, ma è un altro itinerario da curare a parte per l’interesse naturalistico che racchiude!

Unico avvicinamento ai 2 itinerari proposti

C)    La via più inconsueta è però da Foresto con un dislivello di 407 m che vi segnalo a titolo informativo perché esiste tuttora, anche se in parte franata, una vecchia mulattiera che partendo dall’orrido (ponticello privato), muove in direzione di una cava e su un tratto veramente esposto la attraversa per raggiungere quello che resta dei muretti a secco che testimoniano la bravura dei montanari per concepire una via diretta in piena parete che conducesse al prato sovrastante da cui senza via obbligata (se si sta più a sinistra in direzione dell’orrido) il terreno si presta a una facile arrampicata (II°) sino in cima, o più a destra senza via obbligata evitando i risalti rocciosi. Nei due casi occorre evitare il ponticello privato all’inizio (verso l’orrido), portandosi (obliquando a sinistra, via di salita) per il sentiero BS2 lasciandolo all’inizio e puntando sopra la recinzione che vi porta verso la cava oltre il tratto di proprietà privata e come secondo accorgimento portarsi uno spezzone di corda di 20 metri per assicurare i più inesperti (ore 1,20).  

Dal basso (Foresto) sono meno di 500 m. di dislivello (c’è una via diretta e una facilissima percorsa in 35 minuti quando ho scoperto e valorizzato il “Sentiero degli Orridi”, in discesa per tornare a valle a fine traversata (vedi altro allegato)... potrebbe essere un modo certo per tornarci assieme a distanza di anni con tutti i nostri acciacchi! In alternativa, estendendo l’invito a Daria e tua figlia, si potrebbe con 2 auto lasciarne una a Foresto all’arrivo e andare con l’altra a Molé sopra Chianocco (da dove parte il sentiero degli Orridi e ci evita 300 m di dislivello). La strada è asfaltata e 3 anni fa (se non ti fidi) ho fatto questa traversata elementare con la mia vicina Wanda che allora aveva 87 anni (se vuoi chiediglielo tel. 339/6528323).

Così se non l’avete mai fatto percorriamo anche il sentiero balcone e panoramico degli Orridi!  Gli inconvenienti sono che da Molé a Foresto al mio passo di adesso dobbiamo calcolare circa 4 ore, col busto e con Voi vicini dovrei farcela, e poi scesi a Foresto con l’altra  auto si deve risalire a Molé a recuperare la prima auto.

ascova

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