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Vite in ascesa | 07 luglio 2025, 20:49

Un alpinismo che resiste nel cuore

A Cantoira, tra le montagne delle Valli di Lanzo, la presentazione del libro Guarigioni d’amore diventa l’occasione per far riemergere l’alpinismo dimenticato di Lodovico Marchisio. Con il contributo appassionato di Marco Blatto, la serata si trasforma in un omaggio alla cultura alpina, alla memoria di grandi protagonisti come Spiro Dalla Porta Xydias, e alla tenacia di chi, anche malato, continua a sfidare le vette e la vita.

Foto di Corrado Martinelli

Foto di Corrado Martinelli

Nell’accogliente “Salone delle Feste” di Cantoira, venerdì 4 luglio alle ore 21 si è svolta la ventitreesima presentazione di Guarigioni d’amore, scritto da Lodovico Marchisio, dalla moglie Roberta Maffiodo e dalla giornalista Edi Morini. Il libro — come abbiamo avuto modo di ripetere più volte — è insieme un canto d’amore e, soprattutto, un inno alla vita: alla forza dei sentimenti e della volontà capaci di sfidare anche i momenti più difficili che la vita inevitabilmente ci pone davanti.

Ma se si crede che quella di stasera sia stata solo una mera presentazione di un libro, ci si sbaglia di grosso. A introdurla è stato infatti l’attuale presidente del GISM (Gruppo Italiano Scrittori di Montagna), Marco Blatto, una delle figure più rappresentative della cultura e dell’alpinismo contemporaneo piemontese (e non solo).

Cantoira, che in quest’occasione ha davvero spalancato le porte a un alpinismo di grande portata, ma non blasonato, ha così tracciato una vera e propria pagina di storia — forse mai raccontata prima in maniera così esaustiva — attraverso le parole di Marco Blatto, rivolte a Lodovico Marchisio. Un alpinista che ha tracciato a suo modo una via non fatta di imprese epiche, ma di tanti tasselli diversi, uniti insieme da un filo conduttore personale e coerente.

Il paese ospitante, situato nelle Valli di Lanzo (più precisamente nella Val Grande di Lanzo) a circa 50 km da Torino, ha voluto esprimere concretamente il proprio riconoscimento. Il sindaco Franca Vivenza ha infatti consegnato nel corso della serata un attestato a Marchisio per la sua preziosa donazione di libri e materiale documentativo a favore della biblioteca “Pietro Alaria” e del centro di documentazione alpina “Luigi Vaccarone”.

In sala, tra gli altri, era presente anche Marco Spinato, istruttore del Club Alpino Italiano di arrampicata e di alpinismo, accompagnatore di escursionismo e attuale presidente della sezione CAI di Orbassano, giunto per rendere omaggio agli amici Lodovico e Marco, insieme alle rispettive consorti, tutte presenti per questa occasione davvero unica.

Marco Blatto è un alpinista molto conosciuto: geografo, giornalista di montagna e scrittore, è stato Istruttore Regionale di Alpinismo del CAI, istruttore militare di alpinismo e sci, tecnico di elisoccorso del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino, istruttore federale FASI. È anche tra i protagonisti dell’alpinismo occidentale, in particolare nelle Alpi Graie meridionali.

Tra le sue prime ascensioni spiccano la diretta al pilastro sud-est della Punta Francesetti (3410 m), la direttissima sulla parete est della Punta Clavarino (3262 m), la prima invernale sulla parete nord della Cima di Monfret (3337 m), e il primo pilastro della parete nord dell’Albaron di Sea (3260 m), oltre a numerose altre imprese di prim’ordine.

Blatto è anche membro del GHM francese (Groupe de Haute Montagne) e dell’Alpine Climbing Group britannico. Nel mondo dell’editoria di montagna ha collaborato con Alp, La Rivista della Montagna, è stato direttore editoriale di Escursionista Edizioni e ha pubblicato oltre 50 libri. Attualmente dirige il “Centro di Documentazione Alpina Luigi Vaccarone” di Cantoira, è referente per l’editoria nella Commissione Centrale “CAI Cultura” ed è presidente del GISM, gruppo di cui sia Marchisio che Blatto sono soci accademici.

Questa “accademia” dell’arte e cultura alpina meriterebbe un capitolo a parte per l’importanza che riveste a livello nazionale: ha annoverato tra i suoi membri personaggi come Guido Rey, il Duca degli Abruzzi Luigi Amedeo di Savoia, Salvator Gotta, Ugo De Amicis, e più recentemente Riccardo Cassin, Cesare Maestri, Gian Carlo Grassi, Cosimo Zappelli, Mauro Corona, Alessandro Gogna, e molti altri.

Il GISM, che accoglie scrittori, scienziati, videomaker, artisti, è una voce autorevole nel panorama culturale legato alla montagna. L’ammissione al gruppo è considerata quasi una “laurea honoris causa” in cultura alpina.

Marco Blatto ha poi raccontato la storia del nostro Lodovico Marchisio, riconoscendogli — insieme all’indimenticabile Spiro Dalla Porta Xydias — il merito di averlo proposto come socio accademico. La sala si è commossa profondamente al ricordo di Spiro, figura carismatica dell’alpinismo e della letteratura alpina, con 107 vie nuove aperte, 60 libri pubblicati, amico fraterno di Lodovico e storico presidente del GISM.

Con dovizia di particolari, Blatto ha presentato un Marchisio che a suo modo sta lasciando un’impronta significativa nella storia dell’alpinismo locale. Primo per aver viaggiato con alpinisti celebri come Gian Carlo Grassi, con cui ha scritto per le edizioni De Agostini l’introvabile “90 scalate tra guglie e monoliti”.

Tra i meriti di Lodovico vi è quello di aver salvato villaggi destinati alla scomparsa, come Richiaglio, richiamando l’attenzione persino di Mike Bongiorno e Frate Indovino. Blatto ha ricordato anche il suo libro di maggior successo: Cento cime per 100 leggende, giunto alla settima edizione. E ancora, l’ideazione e l’inaugurazione di cinque nuovi sentieri: il Sentiero degli Orridi in Val di Susa, il Sentiero Francesco Musso in Val Maudagna, il Parco della Dora (tratto Collegno–Torino), il Sentiero attrezzato sopra le Cascate di Novalesa e il tratto sotto il Castello di Avigliana (Monte Pezzulano), oggi inserito nella rete dei sentieri per i 150 anni del CAI di Avigliana.

Blatto ha ricordato infine una disavventura vissuta con Lodovico al Parco della Dora, collegandola al libro Una vita parallela, per lui il più riuscito: due volumi che raccontano il profilo di un uomo istrionico e determinato, oggi malato di Parkinson, ma ancora protagonista di imprese sugli sci e in parete, che sembrano sfiorare la follia. Imprese che — a detta di molti medici — stanno aprendo una nuova strada per combattere la malattia.

A chiudere la serata è stata Roberta Maffiodo, moglie di Lodovico e coautrice di Guarigioni d’amore. A lei il merito di saper interpretare e comunicare i pensieri del marito, che a causa della malattia oggi riesce a esprimersi meglio con l’azione che con le parole. Non è facile accompagnarlo in montagna, viste anche l’età (78 anni) e le patologie che rendono sempre più ardua ogni impresa. Eppure, Roberta si mostra oggi come una donna che non si arrende.

Annuncia così al pubblico l’uscita del prossimo libro: Monti, specchio di luce, che vedrà il contributo di numerosi autori, con l’obiettivo di continuare la lotta contro il Parkinson e di proseguire nell’inno alla montagna, loro vera ragione di vita.

Corrado Martinelli

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