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CRONACA | 08 ottobre 2021, 21:07

Inizia mercoledì 1 dicembre il processo per l'omicidio della giovane romena Raluca Serban

Unico imputato, reo confesso, il 36enne operaio residente a Nus Gabriel Falloni. Oggi il presidente del Tribunale ha 'risolto' il caso dei tre pregiudicati per spaccio selezionati come giudici popolari e ha composto la giuria di Assise

Elena Raluca Serban

Elena Raluca Serban

E' stata fissata per mercoledì 1 dicembre, dal presidente del Tribunale di Aosta, Eugenio Gramola, la prima udienza del processo per omicidio volontario aggravato e rapina nei confronti di Gabriel Falloni.

Il 36enne operaio di origine sarda residente a Nus è in carcere da mesi perchè reo confesso dell'omicidio della giovane prostituta romena Elena Raluca Serban, barbaramente assassinata il 17 aprile scorso in un alloggio ad Aosta.

I pm Luca Ceccanti e Manlio D'Ambrosi avevano chiesto il processo immediato, avendo acquisito, oltre alla confessione di Falloni (foto a lato), pesanti e concordanti indizi di colpevolezza. Il Presidente Gramola ha fissato il calendario delle udienze: ne ha previste cinque a breve distanza l'una dall'altra; contando la pausa per le festività natalizie il dibattimento dovrebbe concludersi entro la seconda metà di gennaio.

Il primo nodo da sciogliere per Gramola è stata, alle 8 di questa mattina, la verifica dell'idoneità dei sei aostani selezionati per far parte della giuria popolare di Corte di Assise. Tre di loro - estratti da un elenco compilato dal Comune del capoluogo e inviato poi al Tribunale per l'accettazione - sono un uomo e due donne che hanno riportato molteplici condanne per spaccio di droga e pertanto, a rigor di logica, incompatibili con la nomina a giudice popolare che prevede, tra i requisiti, la 'buona condotta morale'.

Il Presidente del Tribunale, accertata la fedina penale dei tre candidati, li ha esclusi dalla giuria nominando tre 'riserve' al loro posto e richiamando i nominativi di altri tre cittadini divenuti a loro volta 'riserve'. Poi ha stabilito quali saranno i due giudici togati a fianco della giuria popolare: Davide Paladino e Maurizio d'Abrusco.

patrizio gabetti

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