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CRONACA | 04 ottobre 2021, 09:33

Col rincaro delle bollette rischio impennata distacchi utenze luce e gas

In base agli ultimi dati forniti da Arera, il 13% degli utenti del mercato tutelato dell’elettricità ha avuto problemi nel pagare la bolletta e non ha rispettato i termini di pagamento

Col rincaro delle bollette rischio impennata distacchi utenze  luce e gas

Nel settore del gas, e sempre per quanto riguarda il mercato a maggior tutela, la percentuale dei mancati pagamenti è del 7,5%. Questo significa che in totale 2,67 milioni di famiglie del mercato tutelato hanno avuto difficoltà a pagare le bollette energetiche (1,7 milioni per la luce, 975mila per il gas).Il quadro che si profila dopo gli aumenti delle tariffe deciso da Arera è una impennata della morosità da parte delle famiglie in difficoltà economica e che non godono di bonus e agevolazioni, famiglie che vedranno aumentare la bolletta dell’energia nei prossimi mesi e che non riusciranno a far fronte ai pagamenti, rischiando il distacco delle forniture.

Secondo l’aggiornamento dell’Autorità per l’energia (Arera), l’aumento è di circa 300 euro in più a famiglia su base annuale.
Sarebbe utile al fine di evitare un percorso sociale profondamente negativo che il Governo intervenisse per bloccare gli eventuali distacchi  in particolare in questo periodo che vede avvicinarsi velocemente la stagione fredda, tenendo presente che l’aumento  dell’energia elettrica e del gas avrà pesanti riflessi negativi  sui bilanci famigliari e  su tutti i settori produttivi e commerciali  con aumenti che è difficile calcolare in questo momento ma che incideranno notevolmente sulla ripresa economica e produttiva .
Che il mercato sia in movimento verso un aumento dei prezzi esagerato è dimostrato da quello che sta succedendo in molte regioni del nostro paese dove il prezzo del metano per autotrazione è praticamente raddoppiato con ricadute economiche per i consumatori e per tutta la merce che viaggia su mezzi alimentati a metano. Mi auguro che le stime di una ripresa economica del nostro paese siano realizzabili, ma la continua rincorsa agli aumenti di beni di consumo primari non è un segnale positivo.

In questa negativa situazione,perché nella nostra regione invece di fare una politica del continuo litigio in particolare sui social, non ci si attiva per costruire un percorso sociale che metta al primo posto i bisogni dei cittadini creando strumenti reali e condivisi per aiutare chi è realmente in difficoltà , provando a ricreare fiducia nelle istituzioni e nella politica da parte di tutte le categorie.

Bruno Albertinelli

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