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CULTURA | 01 agosto 2021, 08:00

LIBRARTE: Paul Klee «L'arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile»

A cura di Manuela Moschin del blog www.librarte.eu e del gruppo Facebook Storie di Libri di Pasquale Cavalera https://www.facebook.com/groups/storiedilibriCOM/

LIBRARTE: Paul Klee «L'arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile»

"Sono nato il 18 dicembre 1879 a Münchenbuchsee. Mio padre era professore di musica" così scrive Paul Klee in una lettera del 1940, peraltro anno della sua morte. Nei primi anni di attività Klee disegnò nudi, illustrazioni e paesaggi, occupandosi anche di incisioni. Nel 1910, infatti,  partecipò alla sua prima mostra collettiva al Museo di Berna, nella quale presentò 56 incisioni. L'artista nel 1914 si recò in Tunisia dove colpito dall'intensità del colore e della luce mediterranea scrisse nel suo diario:"Il colore mi ha preso...siamo una cosa sola io e il colore. Sono pittore". 

Nel 1920 venne chiamato a insegnare pittura al Bauhaus di Weimar dove rimase per tredici anni. 

Paul Klee "Il Föhn nel giardino di Marc" 1915. Acquerello su carta montato su cartone, cm. 20x15 Monaco - Städtische Galerie im Lenbachhaus

Per Klee è fondamentale mantenere un legame con la natura, poiché, secondo l'artista "l'arte è l'immagine allegorica della creazione". Klee espresse la sua concezione di arte in una conferenza a Jena nel 1924, utilizzando una metafora molto significativa:“Permettetemi di usare un'immagine, l'immagine dell'ALBERO. L'artista si preoccupa di questo mondo complesso e in qualche modo vi si è orientato, possiamo crederlo, abbastanza bene. Così gli è diventato possibile ordinare la serie dei fenomeni e delle esperienze. Quest'ordine diverso e multiplo, questa sua conoscenza delle cose della natura e della vita, vorrei paragonarlo alle RADICI dell'albero. Dalle radici affluisce nell'artista la LINFA, che attraversa lui e i suoi occhi. In tal modo egli adempie alla funzione del tronco. Premuto e commosso dalla potenza del flusso della linfa, egli lo dirige nell'opera secondo la sua visione. Come si vede il fogliame degli alberi allargarsi in tutte le direzioni, nel tempo e nello spazio, allo stesso modo accade anche per l'opera. Nessuno si sognerà di pretendere che l'albero formi il suo fogliame sul modello delle sue radici. E' facile capire che non può esservi un'uguale corrispondenza tra le parti inferiore e quella superiore: funzioni diverse, che si esercitano in due campi distinti, devono per forza provocare forme diverse”.

Klee figlio di un musicista, si occupò anche di musica:"la musica è per me come un'amante stregata. Certo, se nello spettacolo si avesse almeno una partitura, come nell'opera! Ma così, come spettatori, si è abbandonati di volta in volta all'arbitrio del regista e degli attori". 

Il viaggio in Egitto del 1928 segna una tappa importante nell'evoluzione artistica di Klee, come si evince anche dal dipinto intitolato "Monumenti a G" (la "G" sta per Giza) (Fig.4), il quale fu dedicato alle grandi piramidi di El Giza. 

Successivamente, nel 1933, insegnò all'Accademia di Düsseldorf. Purtroppo, però, fu costretto ad abbandonare la Germania a causa del regime nazista che lo accusò di praticare un'arte degenerata. In seguito a questo episodio fu costretto a ritornare in Svizzera. Morì il 29 giugno del 1940 a Muralto. 

A cura di Manuela Moschin curatrice della pagina Facebook e Blog www.librarte.eu

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