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Consiglio Valle | 30 luglio 2021, 14:00

La ragione del voto contrario all'ampliamento dell'ospedale Parini

Le Consigliere illustrano la loro posizione del perché sono contrarie all'intervento

La ragione del voto contrario all'ampliamento dell'ospedale Parini

Con questo articolo si vuole dare seguito alla risoluzione consiliare del 13 maggio 2021 che io e la collega Minelli (a sn nella foto) non abbiamo votato e in questa discussione ribadiamo la nostra contrarietà al progetto di ampliamento del Parini e l’ulteriore ristrutturazione dell’ex Mauriziano senza un approfondimento serio con il Comune di Aosta che chiarisca i problemi evidenziati durante le audizioni in quinta commissione quali ad esempio la cantierabilità dell'opera, l'interferenza della stessa con la Città, la viabilità, la mancanza di parcheggi …, e senza avere la certezza che quanto si propone possa essere fatto. Per esempio sappiamo tutti l'importanza di avere l'eliporto, ma ovviamente deve essere fatta una valutazione ambientale e di sicurezza da parte degli organi competenti. Valutazione che non ci risulta essere stata fatta. Mentre oggi stanziamo 4milioni per un piano in più dell'ospedale e il relativo eliporto.

La stessa piazzola di atterraggio, a seconda delle necessità dell’utente, può essere abilitata solo ad atterraggi diurni o anche ad atterraggi notturni laddove sia costruita con le specifiche opportune.Si ripropongono quindi qui tutti i dubbi espressi durante la discussione di quella risoluzione.Il problema ospedale, che continua a trascinarsi per le oggettive difficoltà di realizzare un progetto vecchio in condizioni nettamente cambiate dal ritrovamento di un sito archeologico e dalla pandemia che non consiglia certo di realizzare in un’unica costruzione un museo che si vorrebbe aperto a un vasto pubblico e un ospedale.

Il tempo trascorso dalla votazione di quella risoluzione avrebbe consentito di valutare costi e fattibilità di un ospedale in altra sede o comunque avere dipanato qualche dubbio.La sensazione, anche con l'inserimento di questo articolo, è che si è arroccati sulla scelta dell’ampliamento e indisponibili a qualunque verifica tecnica.Si aggiunga ancora che siamo in attesa di un definitivo via libera al progetto definitivo dalla Soprintendenza per i beni e le attività culturalio Ridefinizione e spostamento dei locali tecnici previsti originariamente in due piani interrati sostituiti dall’area museale;

L' Allestimento del cantiere in altra zona per la ridotta disponibilità di spazio nell’area edificabileo Traffico di mezzi pesanti dal cantiere alla zona edificabile con ulteriore congestione della zona, sino al 2028-29.

L'Impatto dei lavori sui residenti nella zona o Pronto Soccorso situato nella nuova ala con ingresso da Via Roma o Non è chiarita la disposizione dei servizi diagnostici (radiologia, ecc.) molti dei quali sembrano destinati a rimanere nel corpo del Parini, con qualche ulteriore difficoltà di gestione dei ricoverati. o Non ultimo per importanza il nuovo edificio consisterà in un monoblocco contraddicendo le raccomandazioni correnti che spingono a realizzare ospedali non superiori a tre piani, immersi nel verde.

Dovendo poi far sorgere un edificio su un sito archeologico prezioso renderà necessario sacrificare due piani sottoterra destinati a locali tecnici e riprogettarne le fondamenta con complesse operazioni architettoniche (riduzione di pilastri portanti e utilizzo di tiranti metallici).Occorre poi interrogarsi su un altro aspetto che come PCP abbiamo già posto all’attenzione dell’Assessorato attraverso un documento prodotto dal nostro tavolo sanità.In questo momento difficile post-pandemia, si aggiunge una carenza importante di personale medico ed infermieristico.

C’è chi fa la difficile scelta di licenziarsi per andare a lavorare altrove (nonostante le difficoltà organizzative familiari) o addirittura di non esercitare più la professione (se può mantenersi diversamente da un punto di vista economico). Gli operatori sono sfiniti, demotivati, inascoltati e non si ritengono più in grado di poter garantire un'assistenza di qualità nelle condizioni attuali.

Forse è ora di ripensare ad una diversa gestione delle Risorse Umane: mettere al centro gli operatori sanitari, ridisegnare gli organici per poter rendere più vivibile il lavoro e costruire percorsi di diagnosi e cura che mettano al centro la persona. Va incrementato il numero di laureati in infermieristica con opportuni accordi con l’Università e vanno incentivati i giovani a intraprendere questa professione. Infine sottolineo che ad oggi non vi è traccia dei costi per la realizzazione e la manutenzione della struttura nuova a seguito dell’adeguamento dei pilastri portanti (in questo articolo si inseriscono 6 milioni), per la ristrutturazione e messa a norma del vecchio edificio, per la costruzione del nuovo polo materno infantile.

Sarà inoltre interessante capire da parte dell'assessore lo sviluppo del lavoro del tavolo con Aosta. Saranno gli stessi costruttori ad aggiornare i dati e risolvere i problemi del traffico, le aree di sosta e il collegamento dell’area ospedaliera e della “street hospital “ con la città? O questi problemi verranno risolti in corso d'opera? Forse questi 17 milioni oggi andavano impegnati per risolvere i tanti problemi evidenziati in questi mesi che iniziano ad essere assolutamente urgenti. I tempi di attesa, la carenza di Medici di Medicina Generale si fa allarmante e non si intravvede ancora un discorso di diversa organizzazione con la creazione di un sistema multidisciplinare che sia in grado di avviare una medicina di iniziativa sulla cronicità. Altrimenti ripiomberemo in una organizzazione ospedale-centrica per di più inadeguata quanto a posti-letto. C'è grande attesa per il piano della salute e del benessere sociale sperando che a questo e a altre domande vi sia una risposta.

Forse le priorità erano altre. Forse la priorità era avere certezza di poterlo fare. Ho sentito parlare di due incontri con il Comune di Aosta, ma nemmeno una risposta a quanto chiesto... Dai pensiamo ai fiori da mettere in giardino, mentre il tetto di casa ci sta crollando.

Erika Guichardaz

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