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Consiglio Valle | 12 giugno 2021, 12:00

Quanto meno Pino America fa ridere. Loro fanno piangere

Sulla nomina dei componenti di parte regionale della Commissione Paritetica, nei giorni scorsi, purtroppo, si è consumata l'ennesima puntata di una telenovela divenuta ormai troppo brutta per essere vera. Il problema, però, sussiste nel fatto che è tutto vero, ahinoi

Quanto meno Pino America fa ridere. Loro fanno piangere

Una politichina valdostana in decadenza continua, alle prese con trasversali imbarazzi dovuti alle inchieste in corso da parte della magistratura, ha considerato la votazione dell'ex ministro e già presidente della Corte Costituzionale, Giovanni Maria Flick, Ami de la Vallée d'Aoste, alla stregua di un regolamento di conti all'interno del Consiglio regionale. Pensare che il nome di una così alta personalità sia stato di fatto 'bruciato' da chi in Consiglio Valle è stato catapultato più per grazia ricevuta che per meriti effettivi, arrivando addirittura a scrivere 'Pino America' nel corso della votazione a scrutinio segreto (con tutto il rispetto per l'eclettico Pino America, ovviamente), la dice assai lunga sullo stato di salute delle istituzioni valdostane, evidentemente più impegnate a gestire il grande gioco di ruolo della politica di palazzo che a dare pronta operatività all'organismo centrale per l'attuazione dello Statuto speciale.

L'Ami de la Vallée d'Aoste tradito, Giovanni Maria Flick, declinando l'invito a fare parte della Commissione Paritetica con gentilezza ed eleganza, nonostante la situazione imbarazzante venutasi a creare, non certo per colpa sua, ha dato una sonora lezione alla politichina valdostana, dimostrando ai 35 consiglieri regionali di place Deffeyes, nessuno escluso, che la classe non è acqua. Perché se è vero che la minoranza non può utilizzare una personalità come Giovanni Maria Flick per fare opposizione, a maggior ragione dopo essere stata totalmente silente sulle diverse inchieste giudiziarie che stanno pesantemente investendo la politica regionale, è altrettanto vero che la maggioranza che ha proposto tale nominativo di alto profilo, avrebbero dovuto prima lavorare affinché tale nomina fosse il più condivisa possibile. E' l'ABC della politica.

In sostanza, è l'intero Consiglio regionale ad avere fatto una magrissima figura (per non definirla in altro modo...) con il passo indietro di Giovanni Maria Flick. E intanto lo Stato aspetta ancora che la Regione adempia ai suoi impegni, divenuti ora di più difficile soluzione, visto che c'è da scommettere che colui che verrà ora contattato per sostituire Flick, ci penserà almeno due volte prima di correre il rischio di venire a sua volta 'bruciato' per l'incapacità della politichina valdostana di sapere elevarsi a guida autorevole delle istituzioni locali. Alla faccia dell'Autonomia.

Angelo Brunetti

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