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CRONACA | 07 aprile 2021, 14:01

Il 60% delle galline italiane vivono libere

Invertito il rapporto con i sistemi in gabbia negli ultimi 4 anni. Secondo la Banca Dati Nazionale del Ministero della Salute, nel dicembre 2020 il 60% delle galline e pollastre in Italia erano allevate in sistemi cage free (a terra, biologico e all’aperto). A dicembre del 2016 il rapporto era invertito.

Il 60% delle galline italiane vivono libere

Compassion in World Farming - lavora affinché la tendenza ad abbandonare i sistemi in gabbia continui fino alla completa conversione, con l’eliminazione definitiva anche dei “sistemi combinati”, inaccettabili come sistemi cage free.  CIWF collabora con diversi produttori di uova, tra cui Eurovo, azienda leader nel settore, per dare un’ulteriore spinta alla transizione verso sistemi cage free appropriati e al miglioramento del benessere delle galline in Italia.

Una inarrestabile transizione - Spinte dall’interesse dei consumatori, che con le loro scelte d’acquisto hanno chiaramente manifestato la preferenza per uova provenienti da allevamenti non in gabbia, in questi anni le aziende del settore alimentare sono andate incontro a una vera e propria rivoluzione, che sta portando a una transizione verso sistemi alternativi cage free. Infatti, il 60% degli oltre 50 milioni di galline e pollastre italiane è ora allevato in sistemi alternativi alle gabbie, ossia biologico (4%), all’aperto (3%) e a terra (53%).

Rispetto a un allevamento in gabbia, dove le galline non hanno possibilità di muoversi all’interno del capannone, né di esprimere i comportamenti naturali basilari, nei sistemi a terra ben progettati gli animali possono godere di un potenziale di benessere migliore grazie alla maggiore libertà di movimento nelle tre dimensioni dello spazio e alla possibilità di esprimere un repertorio di comportamenti più ampio. 

I falsi sistemi “a terra” -Tuttavia, esistono tipi diversi di allevamento e non tutti sono dotati di caratteristiche in grado di fornire alle galline un miglioramento significativo del loro benessere.  

Ad esempio, un tipo particolare di sistemi a terra, i cosiddetti 'sistemi combinati', presenta diversi limiti per il benessere delle galline. Questi sistemi, infatti, prevedono la possibilità, permanente o temporanea, di confinare gli animali in gabbia attraverso la chiusura di cancelletti frontali e, anche quando i cancelletti sono aperti, possono limitare fortemente i movimenti degli animali e l’espressione di alcuni comportamenti naturali, a causa di alcune caratteristiche di questi sistemi.

Per questo da anni CIWF collabora con le aziende del settore alimentare, perché una transizione realmente cage free non significhi solo abbandono delle gabbie, ma anche di questi sistemi disincentivando nuovi investimenti in questo tipo di strutture e migliorando quelli presenti grazie ad alcune modifiche che aiutino a facilitare il movimento delle galline e permettano di evitare la possibilità di confinamento, come la rimozione dei cancelletti frontali e delle partizioni interne.

Oltre ai produttori di uova Gruppo Sabbatani e Fattoria Roberti (che si sono già impegnati ad abbandonare le gabbie e i sistemi combinati), CIWF collabora anche con il Gruppo Eurovo, realtà leader del settore e pioniera in Italia in tema di allevamento non in gabbia, che si è impegnata a eliminare le gabbie da tutti gli allevamenti di proprietà in Italia entro il 2022 e ha avviato un progetto in collaborazione con l’Università di Bologna per massimizzare il potenziale di benessere degli allevamenti garantendo agli animali maggiore possibilità di movimento e migliorando gli allevamenti a terra secondo gli standard stilati da CIWF e dalle altre organizzazioni animaliste.

Dichiara Elisa Bianco, Responsabile del Settore Alimentare in Italia: “Il benessere animale è un tema sempre più all’ordine del giorno per le aziende alimentari e i consumatori, ed è fondamentale investire in sistemi che siano in grado di rispondere alle richieste del mercato resistendo alla prova del tempo, per evitare di trovarsi con sistemi obsoleti prima che l’investimento iniziale sia stato ripagato. Abbiamo grande fiducia nel percorso che abbiamo avviato con i produttori di uova con cui collaboriamo e continueremo a collaborare con tutte le aziende alimentari per garantire la trasparenza delle informazioni e rispondere alle richieste dei consumatori, a partire dalla migliore libertà di movimento per gli animali.”

Quante galline sono allevate in Italia? 

Le pollastre e le galline ovaiole allevate in Italia (dati provenienti dall’Anagrafe Nazionale Zootecnica aggiornati a dicembre 2020) sono in totale poco più di 50 Milioni, il 40% delle quali si trova in allevamenti in gabbia mentre il restante 60% è allevato in sistemi alternativi. Di queste, il 4% sono allevate all’aperto e un ulteriore 5 % con metodo biologico. 

Nel dicembre 2016 le galline allevate in Italia erano 44.278.890, di cui il 39% (17.261.621) in sistemi cage <wbr></wbr>free e il 61% (27.017.269) in sistemi in gabbia. 

Quali sono i problemi di benessere animale nelle gabbie arricchite? 

Quali sono le caratteristiche di ogni sistema di allevamento? 

Quali sono i problemi di benessere animale nei sistemi combinati? 

In questi sistemi le galline possono potenzialmente essere chiuse in gabbia, sia in maniera permanentemente che in maniera periodica e routinaria. Quando l’anta viene chiusa lo spazio a disposizione per ogni gallina è equivalente a quello disponibile nelle gabbie arricchite. Chiudere le ante delle gabbie in maniera routinaria può aumentare la frustrazione degli animali inducendo comportamenti negativi. Inoltre, in questi sistemi, a causa di alcune mancanze nella struttura dell’allevamento, le galline non possono razzolare, becchettare ed esprimere il comportamento di costruzione del nido.

CIWF Italia

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