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CRONACA | 01 marzo 2021, 11:40

Immigrati e burocrazia, c'è ancora tanto da fare

Immigrati e burocrazia, c'è ancora tanto da fare

Uno dei peggiori mali del nostro tempo è la burocrazia che in tempo di Covid è anche peggiorata; gli accessi agli uffici pubblici non sono facili e bisogna essere in possesso di tecnologia e conoscenze di accesso. Ma, se gli under 50 sanno gestire al meglio gli strumenti tecnologici, la generazione che li ha preceduti spesso non ha la dimestichezza necessaria. Il progresso, il futuro ormai corrono e stare al passo è sempre più difficile. Negli anni ’60 abbiamo assistito alla immigrazione di Veneti e Calabresi, venivano in Valle per lavorare e dare sostegno alle loro famiglie, sono passati ormai tanti anni, la loro integrazione è buona anche se non totale, spesso li sentiamo parlare in patois e i loro figli sono valdostani a tutti gli effetti.

I nostri giorni vedono sempre più una globalizzazione della nostra società, i veneti e i calabresi sono stati sostituiti da quelli che definiamo “migranti” e non tutti condividono i doveri di accoglienza. La burocrazia ha reso e sta rendendo molto difficile questo passaggio, se un tempo era sufficiente una stretta di mano con il datore di lavoro e il conseguente documento di assunzione, oggi, le pratiche burocratiche da assolvere per uno straniero sono immense, con tempi molto lunghi. Nel frattempo, loro, gli immigrati non possono fare assolutamente nulla, la nostra legge glielo impedisce e la loro presenza, facilmente individuabile, sul nostro territorio, a molti non è gradita e facilmente criticabile.

Fortunatamente i lunghi tempi della burocrazia si stanno superando e tutti quei ragazzi visti come un peso fastidioso, stanno diventando una risorsa. Gestiti da una serie di cooperative, con il loro spesso volontariato, si sono messi a disposizione di molti comuni per tutta una serie di lavori di manutenzione, i più abili stanno imparando lavori artigianali che il nostro territorio gli può offrire come produrre miele, per esempio, i più giovani, che hanno imparato in fretta la nostra lingua, studiano e presto potranno dare alla nostra comunità un contributo culturale arricchito dalle conoscenze della loro terra.

Abbiamo ancora molta strada da percorrere, impadronirci della tolleranza, e se quei mezzi tecnologici che ci portano ad una interazione istantanea con tutto il mondo, possono aiutarci ad una globalizzazione proficua in un momento dei più difficili, gli ostacoli da superare sono molti, il legislatore continua a mettere paletti rendendo sempre più difficile il muoversi.

In questo la nostra cultura influisce molto, quando una nuova legge viene emanata, scritta sulla Gazzetta ufficiale, ancora prima di leggerla pensiamo a come aggirarla. In questi giorno sentiamo molti proclami nessuno pensa a toglierci le manette della burocrazia. Un italiano è diventato sindaco a New York, chissà cosa ci riserva il futuro.  

m.r.

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