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CRONACA | 20 febbraio 2021, 09:43

Pista da sci o cantiere? Accesa querelle tra la Cervino Spa e il residence dove abita Nicolò Bongiorno

Pista da sci o cantiere? Accesa querelle tra la Cervino Spa e il residence dove abita Nicolò Bongiorno

Dura da almeno tre anni e non si è ancora placata la guerra a colpi di carte legali tra i proprietari - tra i quali figura anche il figlio di Mike Bongiorno, Nicolò - del Residence Cervinia al Breuil, una società che sta realizzando alcuni immobili in zona e la Cervino spa, concessionaria della pista di sci n.16. 

La Cervino Spa, proprio in qualità di concessionario della pista, due anni fa aveva dato l’assenso ai proprietari dei terreni per lo spostamento del tratto terminale della pista 16 in modo da consentire la costruzione di residenze turistico-alberghiere; durante quei lavori l'amministratore e i condomini del residence avevano rilevato fessurazioni in alcune aree di proprietà del fabbricato e tramite l'avvocato Danilo Pastore del Foro di Ivrea si erano rivolti al Tribunale di Aosta chiedendo il ripristino delle aree in sicurezza e il ristoro dei danni.

Da lì è iniziata una battaglia legale che non è ancora terminata in merito a chi fosse imputabile eventuale danno e se realmente il danno fosse stato causato dai lavori lungo la pista, dagli scavi dell'impresa incaricata di costuire le ville o da entrambi (la Cervino spa è assistita dall'avvocato Carmela Marrapodi); nel frattempo il 12 ottobre scorso il pm di Aosta Francesco Pizzato aveva apposto i apposti i sigilli al tratto della pista 16 gestita dalla società funiviaria Cervino spa interessato dai lavori e al cantiere e aperto un fascicolo con otto indagati per violazione edilizia: i proprietari dei fabbricati, titolari delle imprese costruttrici e immobiliaristi; per il pm i lavori di spostamento della pista e la realizzazione di nuovi fabbricati (edificabili solo con lo spostamento), eseguiti in virtù di un modello semplificato Scia (Segnalazione certificata inizio attività) rilasciato alle imprese dal Comune di Valtournenche avrebbero dovuto essere invece autorizzati da una più rigida concessione edilizia basata su una serie di perizie anche paesaggistiche.

Tesi fortemente respinta dagli indagati, assistiti dai legali aostani Claudio Soro e Corinne Margueret, secondo i quali tutte le richieste autorizzative erano state inoltrate alla Regione e al Comune di Valtournenche ed eventuali difformità o irregolarità documentali non possono essere in alcun modo a loro contestati. Il tribunale del Riesame a fine ottobre aveva dissequestrato pista e cantiere e ora si attende la fine dell'inchiesta, affiancata da quella aperta nel 2019 dalla Corte dei conti (per i residenti del condominio sussiste anche il danno erariale essendo la Cervino spa una partecipata).

Nella vicenda infine è intervenuta anche la Regione, che per capire cosa fare della martoriata pista n. 16 deve riclassificarla e per farlo ha dovuto testarla a dovere: martedì 16 febbraio l'ingegnere Giuliano Zoppo con i membri della Commissione piste regionale ha svolto un sopralluogo, ma quattro giorni prima la pista era stata 'battuta' dalla società Cervino spa su richiesta della stessa Amministrazione regionale per poter eseguire il sopralluogo. La presenza dei battitori sulla 16, che nella parte terminale è di fatto un cantiere con tanto di mezzi edili sul tracciato e nessun reticolato a impedire l'accesso di imprudenti sciatori (sbarramenti sono presenti soprattutto alla partenza della pista a CieloAlto) aveva fatto gridare all'allarme alcuni residenti della zona e gli stessi legali del Residence Cervinia, ma dalla Regione è giunta la rassicurazione: la pista 16 non è agibile, resterà chiusa anche in caso di apertura stagionale dello sci il 5 marzo e nessuno può scendere perchè l'accesso a CieloAlto è chiuso.

"Non così lungo il tracciato - afferma l'avvocato Pastore - dove vi sono possibilità diverse per chiunque di immettersi sulla pista, soprattutto dalla parte terminale, da dove è possibile risalirla per poi scendere in velocità".

L'avvocato Marrapodi sul punto precisa che "la pista non è stata mai aperta al pubblico; prova ne è il fatto che non sono stati ancora installati tutti gli apprestamenti necessari ed indispensabili al suo esercizio (quali palinatura, reti e materassi di protezione, segnaletica, ecc.). Inoltre, all’inizio della pista è stata predisposta una barriera con cartellonistica indicante proprio la chiusura. Dunque, la Cervino spa rigetta categoricamente l’accusa di aver creato una 'insidia non gestita, anche con interferenze tra i mezzi di opera e le persone' (cit. avvocato Pastore) e declina ogni responsabilità relativa anche alla presenza di bambini e sciatori lungo la pista". La guerra è sempre più aperta.

 

pa.ga.

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