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Salute in Valle d'Aosta | 03 dicembre 2020, 13:36

Fondazione Gimbe, 'in Valle dati migliori dopo misure restrittive'

Nino Cartabellotta, presidente Fondazione Gimbe

Nino Cartabellotta, presidente Fondazione Gimbe

Dal Dpcm del 3 novembre sino al 28 novembre in Valle d'Aosta sono migliorati gli indicatori relativi ai casi attualmente positivi per 100.000 abitanti (-547), ai ricoverati con sintomi (-30) e l'indice Rt, che è sceso a 0,92. Sono peggiorati invece gli indicatori relativi ai nuovi casi (+12%) e ai ricoverati in terapia intensiva.

Lo rivela il monitoraggio della Fondazione Gimbe, che analizza l'impatto delle misure di contenimento previste dal Dpcm del 3 novembre.

"La nostra analisi - osserva Renata Gili, Responsabile ricerca sui servizi sanitari della Fondazione Gimbe - suggerisce che sbiadire troppo presto il colore delle Regioni rischia di determinare una risalita prima dell'indice Rt, poi della curva epidemica e quindi dei tassi di ospedalizzazione. In altre parole, con la circolazione del virus ancora troppo elevata per riprendere un efficace contact tracing e con la pressione sugli ospedali molto alta, i primi timidi segnali di miglioramento rischiano di essere vanificati dall'allentamento delle misure".

Nino Cartabellotta, presidente di Gimbe, chiede al Governo Conte "di mantenere la linea del rigore, al fine di evitare una nuova inversione della curva del contagio ed aumentare la pressione, già intensa, sugli ospedali dove i professionisti sanitari sono al limite dello stremo" e "di rivedere le tempistiche per ridurre l'intensità del colore delle Regioni: i dati confermano infatti che due settimane di 'osservazione' sono insufficienti per valutare un miglioramento tangibile sulla curva dei contagi e, soprattutto, sui tassi di ospedalizzazione".

i.d.

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