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Salute in Valle d'Aosta | 26 novembre 2020, 08:34

Infettivologa aostana, 'più vittime in Valle, Covid non si è attenuato'

Silvia Magnani

Silvia Magnani

"Il tipo di virus è lo stesso, se non più aggressivo, di sicuro non è attenuato" e "l'idea è che venendo fatti più test più persone risultano positive. Tra queste diverse non stanno bene, quindi richiedono l'ospedalizzazione e i numeri sono più grandi.

Sono più grandi sicuramente perché si fanno più tamponi, però la clinica di molte persone è piuttosto grave, per cui richiede un ricovero ospedaliero". Così la dottoressa Silvia Magnani, specialista in malattie infettive all'ospedale Parini di Aosta, spiega come il numero di persone Covid-positive morte a poco più di un mese dall'inizio della seconda ondata di contagi - rispetto alla quale "siamo ben lontani dal termine" - in Valle d'Aosta (ad oggi 151) ha potuto superare quello complessivo (146) dell'ondata primaverile. Durante la prima, ricorda, "noi abbiamo avuto il reparto Covid" della Chirurgia "fino all'11 giugno, però la mortalità e l'andamento erano molto migliorati già da maggio".

Quel momento "all'epoca era anche coinciso con l'introduzione del cortisone, della scoaugulazione con l'eparina. Adesso le terapie sono più precoci, molto monitorizzate, eppure il numero dei decessi è stato lo stesso in un tempo inferiore. Questo vuol dire che probabilmente le persone erano state esposte anche ad alte cariche virali e quindi avevano dei quadri più impegnativi". (ANSA).

Infettivologa aostana, 'più vittime in Valle, Covid non si è attenuato'

 

"Il tipo di virus è lo stesso, se non più aggressivo, di sicuro non è attenuato" e "l'idea è che venendo fatti più test più persone risultano positive. Tra queste diverse non stanno bene, quindi richiedono l'ospedalizzazione e i numeri sono più grandi.

Sono più grandi sicuramente perché si fanno più tamponi, però la clinica di molte persone è piuttosto grave, per cui richiede un ricovero ospedaliero". Così la dottoressa Silvia Magnani, specialista in malattie infettive all'ospedale Parini di Aosta, spiega come il numero di persone Covid-positive morte a poco più di un mese dall'inizio della seconda ondata di contagi - rispetto alla quale "siamo ben lontani dal termine" - in Valle d'Aosta (ad oggi 151) ha potuto superare quello complessivo (146) dell'ondata primaverile. Durante la prima, ricorda, "noi abbiamo avuto il reparto Covid" della Chirurgia "fino all'11 giugno, però la mortalità e l'andamento erano molto migliorati già da maggio".

Quel momento "all'epoca era anche coinciso con l'introduzione del cortisone, della scoaugulazione con l'eparina. Adesso le terapie sono più precoci, molto monitorizzate, eppure il numero dei decessi è stato lo stesso in un tempo inferiore. Questo vuol dire che probabilmente le persone erano state esposte anche ad alte cariche virali e quindi avevano dei quadri più impegnativi". (ANSA).

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