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AMBIENTE | 14 ottobre 2020, 16:45

Vent'anni fa la tragica alluvione che uccise 21 persone e ferì profondamente la Valle

Da sn Albert Chatrian, Renzo Testolin e Franco Manes

Da sn Albert Chatrian, Renzo Testolin e Franco Manes

"Ricordare, commemorare, è il primo passo per impedire che la tragedia non si debba più ripetere". Lo ha detto Franco Manes, presidente del Celva, intervenuto questo pomeriggio a Palazzo regionale durante l'evento 'Valluvione 2020',  commemorazione dei tragici eventi del 15 ottobre 2000, quando un’alluvione senza precedenti colpì la Valle d’Aosta provocando danni a privati e amministrazioni pubbliche per centinaia di milioni di euro ma soprattutto la morte di: Maria Olinda Chapellu di 72 anni, di Nus; Carlo Perron (55 anni) e suo figlio Elis (23 anni); Maria Gloria Parravano (56); Anna Peraillon (39 anni) ed il figlio Alessandro Bortone (16); Carmine Trapani (45) tutti residenti a Fenis; Ugo Coquillard (50 anni), la moglie Grazia Boasso (38), il loro bimbo Gilles, di soli diciotto mesi; Fortunato Cerlogne (76) e la moglie Ilva Fiou (75 anni), Angela Catania (75) e Manuel Catalano (15), residenti a Pollein; Lino Gard  (70) di Antey-Saint-André; Ferruccio Morandi (85) di Aosta, Gianfranco Bosoni (65 anni) di Donnas. Sempre a causa dell’alluvione morirono nei giorni seguenti il marocchino Assan Zitouwi a Champdepraz, Ernesto Manservigi ad Hône e Vilma Favre a La Salle, tutti vittime di incidenti da mettere in relazione all’alluvione.

L’alluvione isolò la Valle d’Aosta del resto del mondo e solo l’opera di tanti volontari italiani, francesi e svizzeri consentì di portare soccorso ai valdostani.

Le immagini  forti di quella notte sono ancora ben presenti nella memoria di ogni valdostano, ma lo sono anche, e altrettanto forti, quelle della grande solidarietà che nei giorni successivi ha attraversato le nostre vallate ferite, con i sindaci, i volontari, i tecnici e le imprese, tutti insieme, impegnati con la ferma determinazione di riportare la normalità.

"Il nome di questa manifestazione lega due realtà unite in una sola parola - è intervenuto il Presidente della Giunta, Renzo Testolin - per comunicare come l'alluvione sia entrata violentemente nel territorio, nella vita, nelle storia e nelle persone della Valle d'Aosta.  In quei drammatici giorni di ottobre 2000  'Valle' e 'Alluvione' sono state due cose purtroppo unite, ed è proprio la consapevolezza di questo legame che si rivela fondamentale per affrontare con più sicurezza l'eventualità di nuove situazioni analoghe".

Il ricordo di Testolin, di Manes e dell'assessore regionale all'Ambiente, Alberto Chatrian va a meno di due settimane fa quando poche ore di pioggia intensa hanno portato via la vita di un vigile del fuoco volontario di Arnad, Rinaldo Challancin e hanno causato danni per milioni di euro.

"Dalle calamità che ci colpiscono - ha detto Chatrian - abbiamo imparato che dobbiamo farci trovare pronti, la nostra nemica è l'impreparazione, la superficialità nell'affrontare gli eventi climatici nefasti. In questi anni abbiamo investito molto nella sicurezza e nella protezione ambientale e idrogeologica, ma possiamo e dobbiamo fare ancora di più".

Per Chatrian "è necessario implementare programmi di monitoraggio ad hoc, per affinare i modelli su base regionale e locale e per migliorare le previsioni". Ma occorre anche "mettere a punto piani di intervento sistematici sui bacini idrografici e montani, mediante la manutenzione dei versanti, la pulizia degli alvei e delle opere di regimazione idraulica, senza dimenticare le infrastrutture di protezione dalle frane e i paravalanghe". Inoltre "diventa fondamentale riflettere sulla pianificazione del territorio, anche a livello urbanistico, tenendo in considerazione le indicazioni dei modelli meteoclimatici, ed indirizzando importanti risorse alla prevenzione. Il saldo non sarà mai negativo perché avremo comunque salvato qualche vita umana". 

Da quei terribili giorni dell'ottobre 2000, dunque, la vera sfida è diventata intervenire prima della calamità, e il Sistema di Protezione civile valdostano, che prevede l’azione in stretta sinergia degli enti preposti al soccorso, "è un esempio di efficienza per tante altre strutture similari", afferma Raffaele Rocco, dirigente regionale della Struttura assetto idrogeologico.

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