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Aosta Capitale | 05 maggio 2020, 12:10

E’ il momento del coraggio

Da ieri alcune aziende hanno ripreso l’attività che era stata sospesa con decreto. Ma il Comune di Aosta poco ha fatto di suo e molto ha dato corso a quanto dettato da Roma

E’ il momento del coraggio

Era il 29 ottobre 2013 quando l’allora sindaco di Aosta, Bruno Giordano, disse: “Il Comune di Aosta ha scelto 'deliberatamente', ovvero con propria delibera, di pagare imprese e fornitori, la gente che lavora e che senza questi soldi andrebbe nei guai. Quasi certamente, sforando il Patto di stabilità, nei guai andremo noi, sindaco e giunta, ma va bene così”.

A dimostrazione della bontà della coraggiosa scelta nessuno dei consiglieri votò contro. E la drammatica situazione di oggi ha tante nalogie con la crisi economica scoppiata in Valle nel 2009 che si è protratta fino al 2015. Per rafforzare l’importanza della sua decisione disse: “Oggi votiamo gli equilibri di bilancio 2013 quando in tutto il resto d'Italia, è stata accordata una proroga al 30 novembre siamo normali in un Paese che normale non è più. Per esempio, da mesi ragioniamo su costi e ricavi della Tares e quando stavamo per applicarla il Parlamento ha deciso di ritornare alla Tarsu, maggiorata di 30 centesimi. Siamo stanchi di continuare a fare gli esattori dello Stato centrale e centralista”.

Oggi la situazione politica è la mede - sima di quella di allora ma la classe politica è cambiata. Oggi come, come passeri che attendono di essere imbeccati, aspetta i decreti del governo centrale. Allora il sindaco Giordano (nella foto) definì il Patto di stabilità “Patto di stupidità”. Da ieri alcune aziende hanno ripreso l’attività che era stata sospesa con decreto. Ma il Comune di Aosta poco ha fatto di suo e molto ha dato corso a quanto dettato da Roma.

Nessun provvedimento per dare un concreto aiuto alle piccole e micro aziende che sono lo scheletro dell’economia aostana. Infatti il posticipare i versamenti delle tasse e delle imposte comunali non danno liquidità alle imprese senza ossigeno. Nessuna iniziativa per favorire l’accesso al credito, nessuna proposta che consenta alle aziende di guardare con fiducia alla Fase 2. E così tante aziende dopo aver sospeso l'attività per decreto cesseranno l'attività per l'insensibilità dei timonieri senza bussola.

pro. co.

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