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AMBIENTE | 20 aprile 2020, 11:12

Con la Fase 2 potranno essere accessibili i rifugi alpini?

RESTIAMO A CASA - Il Presidente dei gestori valdostani, Piergiorgio Barrel, 'stiamo lavorando per ripartire tutti al meglio possibile'

Piergiorgio Barrel lungo un sentiero di montagna nel 2019

Piergiorgio Barrel lungo un sentiero di montagna nel 2019

Sale pranzo rivoluzionate, ovvero via panche e tavoloni all'insegna del 'mangiamo tutti insieme';  posti letto ridotti almeno del 50%; rispetto assoluto delle nuove norme igieniche e di distanziamento sociale.

I gestori dei rifugi alpini valdostani si preparano così ad affrontare una stagione turistica che si annuncia, come spiega Piergiorgio Barrel, presidente dell'Associazione rifugi valdostani-Arv, "ai minimi termini come forse non si era mai visto prima". La minaccia del Coronavirus impone una ripartenza misurata anche alle strutture ricettive alpine, per propria natura da sempre organizzate per accoglienze di gruppo ma che quest'anno dovranno adattarsi a profondi cambiamenti "e speriamo che siano solo temporanei", si augura Barrel.

Attualmente sono in corso di studio linee guida e proposte di azioni concrete per rendere l’ospitalità nei rifugi coerente con le disposizioni sanitarie. I proprietari e i gestori dei rifugi, siano essi privati o associazioni, sono in prima fila per poter aprire le proprie strutture ad alpinisti ed escursionisti a partire dalla prossima estate.

"Stiamo lavorando per ripartire tutti al meglio possibile - sottolinea il presidente dell'Arv - è evidente che gestire un rifugio oggi, al tempo del Covid-19, non è facile ma aspettiamo la fase due con fiducia; i rifugi sono presidi della montagna inseriti in una filiera turistica importante. Abbiamo molte responsabilità nei confronti della protezione delle persone in caso per esempio di maltempo e questo non facilita le cose; quasi sicuramente avremo un numero complessivo di posti letto o posti a sedere ridotto rispetto alla effettiva capacità ricettiva, ma si farà il possibile per garantire ospitalità e presidio sanitario e mi auguro che in Valle tutti possano riaprire".

Se da questa situazione discenderà una nuova modalità di frequentazione della montagna, improntata a maggiore attenzione e cautela sia nell’affrontare i sentieri, sia nello stile di accoglienza e relazione tra operatori del settore e clienti, significherà che tutti affronteremo questa nuovo corso con consapevolezza e rispetto, in una sola parola con saggezza.

p.g.

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